Rolando Maran - Foto Emanuele Perrone

Cagliari, sta nascendo il “Maranismo”?

L’impronta di Rolando Maran nel gioco del Cagliari è evidente, soprattutto nelle ultime giornate e dopo il passaggio al tridente.

Dopo la partita contro la Fiorentina qualcuno, scherzando, ha iniziato a usare il termine Maranismo. Un gioco di parole tipico del calcio moderno, dove il modo particolare di giocare di un tecnico assume uno stile riconoscibile e condiviso. Questa attuale posizione del Cagliari in classifica, raggiunta con una crescita costante di partita in partita, riflette in maniera evidente il riscatto del tecnico trentino. Maran è passato dall’essere considerato come un difensivista ad essere apprezzato per il ritorno del calcio maraniano di stampo offensivo, visto già a Catania e a sprazzi al Chievo, nel giro di poche settimane.

NESSUNA POESIA – Iniziamo con il dire che Maran, prima ancora che un allenatore che bada alla forma, è un tecnico che ragiona sulla sostanza. In estate, durante l’incontro con gli sponsor e i media al Forte Village, aveva dichiarato che nel calcio non c’è spazio per la poesia. Una dichiarazione di intenti per chi vive il risultato in maniera più significativa del bel gioco. Maran di fatto, specie al Chievo e al Cagliari, ha provato a fare il massimo con quello che aveva a disposizione. Sì perché la rosa rossoblù della passata stagione poteva forse fare un po’ meglio ma non è lontanamente paragonabile a quella che sta facendo sognare la piazza quest’anno.

4-3 FANTASIA – Nonostante questo, una volta trovata la sostanza con il mercato stellare di quest’anno, Maran è stato abile a costruire anche una forma. E nelle ultime partite è difficile trovare qualcuno che non si sia divertito guardando i rossoblù. Su cosa si basa il Maranismo di questo Cagliari? Possiamo definirlo come un 4-3 fantasia. Visto che la posizione e i ruoli dei terminali offensivi non sono ben definiti ma svariano da azione ad azione per poter dare più alternative al gioco. Nainggolan, per esempio, fa il doppio play: si abbassa sulla linea di Cigarini con gli avversari in ripartenza e poi si alza a ridosso della punta per inventare in fase di possesso. Simeone fa sia il centravanti che attacca la profondità che la punta di movimento ad allargare. Joao Pedro agisce a volte da trequartista, venendo incontro, e alle volte da prima punta classica attaccando il secondo palo per staccare di testa sui cross. Importantissime sono le mezzali che a turno salgono per portare maggiore pressione. Contro la Fiorentina Rog ha spaccato la partita trovando quella fantasia che a volte gli è mancata anche nei primi tempi di Cagliari. Mentre Nandez, un po’ sottotono con i viola, solitamente gioca ad allargarsi per sfaldare la linea arretrata avversaria.

MERITI DI MARAN – A leggere i nomi di questo Cagliari pare scontato vedere bel calcio, ma non è così. La bravura di Maran è stata quella di sperimentare tanto. I giocatori hanno fatto più ruoli, la squadra ha provato più moduli, e ora il tecnico sembra aver trovato la quadra perfetta. Ecco perché, a discapito dei grandi nomi in campo, il merito più grande di questo momento magico dei rossoblù è proprio da attribuire al tecnico trentino.

Roberto Pinna

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