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Cagliari ultimo senza attenuanti, ma le statistiche dicono altro

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Riavvolgere il nastro del tempo può essere un esercizio pressoché inutile, a maggior ragione quando il passato riporta a tempi decisamente migliori rispetto al presente. Sono passati solo due anni da quando il Cagliari sconfisse la Fiorentina con un sonoro cinque a due, nell’allora denominata Sardegna Arena, in una gara che rappresentò probabilmente l’apice dei rossoblù di Maran.

Oltre i meriti

La squadra che aveva in Nainggolan la sua punta di diamante si issò al terzo posto dopo dodici giornate, in coabitazione con la Lazio. Una posizione con vista Europa che rimase più o meno tale fino alla sfida proprio contro i biancocelesti, inizio di una discesa che solo alla ripresa post-covid fu fermata fino a una salvezza anticipata. Quello che però in quel frangente appariva chiaro a tanti era che il Cagliari di Maran era in una fase di overperformance. In sostanza aveva raccolto più di quanto espresso realmente sul campo. La statistica degli expected gol, le reti attese calcolate su parametri statistici attendibili nel lungo termine, raccontava di una squadra che era ben al di sopra delle proprie possibilità, non solo sulla carta, ma anche basandosi sullo sviluppo del gioco d’attacco.

Male, ma non solo

Se da un lato quel Cagliari era, tra virgolette, fortunato – per non dire estremamente cinico – dall’altro quello attuale con Mazzarri in panchina non ha la dea bendata dalla propria parte. Non tanto per gli infortuni, quanto appunto per il dato degli expected gol che si riflette in quello dei punti attesi. I rossoblù sarebbero comunque in una zona pericolosa di classifica, la differenza in termini di risultati non sarebbe così abissale, ma secondo i dati statistici la squadra dovrebbe essere in una posizione migliore rispetto all’attuale. Anche perché altre concorrenti, come ad esempio l’Empoli, hanno al contrario raccolto ben oltre i meriti assegnati dagli expected gol, statistica che – ripetiamo – nel lungo termine difficilmente si allontana dalle sentenze del campo, come dimostrato dal Cagliari di Maran. Andando nel dettaglio, i rossoblù di Semplici prima e Mazzarri poi hanno un valore di expected gol segnati pari a 12.87, sulla stessa falsariga di quello reale di 13, mentre per quelli subiti hanno un valore atteso pari a 23.06 contro i 26 subiti sul campo. La conseguenza in termini di punti attesi, però, parla di un valore di 11.07, ovvero 5 in più dei 6 ottenuti nelle prime dodici giornate di Serie A.

Dettagli

Il Cagliari sarebbe così terzultimo nella classifica teorica data dalle statistiche degli xG (gol fatti), xGA (subiti) e soprattutto dei xPTS, ovvero i punti attesi. Dietro i rossoblù ci sarebbero l’Empoli, squadra che sembra ricordare quella di Maran di due stagioni fa, e all’ultimo posto la Salernitana. I toscani hanno un valore xPTS di 11 contro quello reale di 16, i campani hanno al contrario ottenuto meno di quanto meritato con un valore pari a 10.41 contro i 7 punti reali. Appena sopra il Cagliari la Sampdoria (11,19 con +2 rispetto al valore reale), lo Spezia (+1.43) e il Venezia (+0.66). In generale a guidare la classifica alla voce differenze positive – quindi a essere “overperformante” – è il Milan di Pioli che ha raccolto nella realtà 11 punti in più rispetto agli xPTS, a seguire il Napoli con 6.22 e poi, appunto, l’Empoli. Il Cagliari, dal canto suo, è la squadra che ha la maggiore differenza negativa in tutta la Serie A, seguita dal Genoa con 4.57 e dalla Salernitana menzionata in precedenza.

Extra Cholito

Infine curioso anche il dato relativo agli expected gol degli attaccanti, con la classifica marcatori reale guidata da Ciro Immobile con 10 reti all’attivo. Intanto perché il secondo posto di Giovanni Simeone con nove gol racconta di un Cholito che ha siglato ben 5.84 reti in più rispetto ai suoi personali xG, i gol attesi. Il bomber del Cagliari Joao Pedro, allo stesso modo, ha realizzato 2.1 reti in più rispetto alle 4.9 attese secondo gli xG. A compensare quelli in avanzo del brasiliano, mancherebbero i gol di Pavoletti (2.3 contro l’unico realizzato sul campo), di Keita (2.3 contro i 2 realizzati) e i “mezzi gol” di Marin e Walukiewicz, fermi a zero nella realtà.

Matteo Zizola

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