Max Canzi e Walter Zenga dirigono un allenamento | Foto centotrentuno.com

Cagliari: Zenga ritorna al passato per la Spal?

La sconfitta con il Verona, che ha rappresentato il peggior esordio possibile per Zenga e la peggior ripresa possibile del campionato per il Cagliari, ha lasciato diversi dubbi ai rossoblù ma anche alcune certezze.

Le difficoltà del 3-5-1-1: I primi 20’ di gioco, citati dallo stesso Uomo Ragno subito dopo la gara, in cui il Verona ha scherzato con un Cagliari più confuso che voglioso di spezzare il brutto andamento pre-Covid che ha portato al cambio in panchina, hanno detto una cosa: i sardi non sembrano pronti per giocare con la difesa a tre. In entrambe le occasioni da gol dei gialloblù ci sono state delle disattenzioni o dei movimenti difensivi non precisi da parte dei rossoblù. Per non sbagliare, a partire dalla Spal, lo stesso Zenga starebbe pensando a un cambio modulo: quel 4-3-1-2 che il Cagliari di Maran ha conosciuto bene prima di affidarsi al doppio trequartista: Joao-Nainggolan. Più equilibrio difensivo, maggiore similitudine con il 4-3-3 che la Spal potrebbe proporre e anche minore solitudine per Simeone in attacco. A tratti il Cholito è rimasto davvero isolato in avanti contro il Verona. E non è un caso che nella ripresa con l’Hellas, con il risultato da ribaltare, lo stesso Zenga si sia affidato prima al 4-3-2-1 e poi al 4-3-2, dopo l’espulsione di Cigarini.

Il 4-3-1-2 come nuova-vecchia idea? Queste prime indicazioni non decretano la morte prematura del 3-5-2 che Zenga ha provato più volte per il Cagliari in questo mese di allenamenti collettivi. Anzi, il ritorno di Joao Pedro in linea teorica potrebbe dare nuova linfa a un modulo che punta tanto sui cross degli esterni. A Verona tantissimi traversoni rossoblù sono caduti nella terra di nessuno per la difficoltà di riempire l’area avversaria. E con Joao sarebbe un’altra musica. Ma come sarebbe il 4-3-1-2 di Zenga? Cragno in porta, pochi dubbi. A destra potrebbe toccare a Mattiello che un po’ di voglia a Verona l’ha mostrata. Al centro Walukiewicz con Pisacane e Pellegrini, nuovamente dirottato da terzino sinistro. Birsa nell’insolita veste di regista per lo squalificato Cigarini con al suo fianco Ionita e Rog. Nandez da trequartista, specie se Pereiro non dovesse recuperare dall’affaticamento muscolare che lo ha costretto al cambio con il Verona e che lo ha tenuto ai box nell’allenamento di oggi. Con l’ex Penarol che già a Verona, dove ha svariato molto, ha giocato dietro le punte. Un ruolo forse non completamente suo, dove comunque riesce a fare confusione. A volte anche troppa. Duo offensivo la premiata ditta: Joao Pedro-Simeone. Con Zenga che trova finalmente il suo bomber, il brasiliano da 16 reti in campionato, da affiancare al Cholito.

Roberto Pinna

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Simone
Simone

Io cambierei Cragno con Olsen.

Corrado
Corrado

Nandez nel Nacional nelle giovanili giocava ‘solo’ trequartista