Carli: “Siamo a metà dell’opera”

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Il direttore sportivo parla ai nostri microfoni sul mercato rossoblù.

Telefono che squilla in continuazione, poco tempo per parlare o fare bilanci in avvio di mercato. Quelli, come sempre, li farà a fine corsa, in quelle poche sortite mediatiche alle quali ha abituato. Corposo, sanguigno e sornione, Marcello Carli lavora di concerto con il presidente Tommaso Giulini per definire quelle che sono state individuate come trattative utili per migliorare il Cagliari.

Se sul fronte Barella e quello Nandez ormai le bombe sono scoppiate, in attesa di capire dove porteranno i sentieri milionari, il Cagliari è attivo anche sulla fascia sinistra (l’ultimo nome di radio mercato è quello di Peluso, vecchio pallino) e per altre posizioni di rincalzo. Mercato lungo (e allungato in extremis), Cagliari che valuta e che “non può permettersi di gestire”, come dice il direttore sportivo in riferimento alla posizione di classifica al giro di boa, e tifosi che aspettano novità.

La priorità era ed è sostituire Lucas Castro, gravissimo infortunio per il ragazzo e per gli equilibri tecnici e tattici della squadra. Per Birsa manca solo l’annuncio, salvo clamorose sorprese. E’ lui l’elemento ritenuto ideale, noto a Maran per i trascorsi clivensi. “Avevamo e abbiamo bisogno di un giocatore pronto, con qualità ed esperienza, che possa fare al caso nostro da subito conoscendo bene la Serie A”. Ma – aggiunge Carli – guai a parlare di traghettatore del ruolo o di calciatore part-time verso la prossima annata. “Sarà anche una risorsa per il Cagliari dei prossimi anni. Il nome lo abbiamo già individuato…”.

Risolto il discorso trequartista, i dubbi rimangono sull’attacco. Con Castro dietro Joao Pedro e Pavoletti il Cagliari aveva svoltato, ma i vari tandem offensivi (comprensivi anche di Sau, Farias e Cerri) hanno sempre palesato scarsa affidabilità realizzativa. A maggior ragione con gli acciacchi del Pavo, c’è bisogno di qualche innesto o avvicendamento in avanti? “Siamo contenti del nostro reparto avanzato, sappiamo di avere a disposizione dei ragazzi validi. Di certo – continua Carli – la manovra offensiva ha risentito dell’assenza di un giocatore come Lucas: inserendo in rosa il suo sostituto pensiamo di poter permettere agli attaccanti di arrivare nuovamente con più facilità in zona gol”.

Un anno fa il Cagliari a metà corsa pareva sereno in classifica e lontano dai patemi. Poi il declino e il rischio retrocessione. La missione del 2019 rossoblù sarà anche quella di non farsi spiazzare? “Quest’anno il campionato è ancora più difficile – assicura Carli -, se consideriamo che nelle parti basse della classifica ora c’è il Bologna, un club che ha speso tanto e che si sta muovendo forte sul mercato. In Serie A ci si salva con 40 punti, per cui non possiamo permetterci di gestire, siamo semmai appena a metà dell’opera. La salvezza per noi è un valore assoluto”. 

A sinistra il titolare è Padoin, paladino della duttilità. Per Pajac e Lykogiannis solo le briciole, tanto che nell’ultima del 2018 a sinistra ha giocato Pisacane. Si parla di Peluso, ma il Cagliari davvero pensa di fare qualcosa in quel settore? “Per quanto riguarda Pajac – afferma Carli – sapevamo che avrebbe dovuto adattarsi a fare quel ruolo: a Perugia faceva il quinto, qui a Cagliari gli abbiamo chiesto di fare il quarto di difesa, sono ruoli diversi. Sta facendo il suo percorso, ci vuole naturalmente del tempo, ma siamo contenti di lui. Quel che non potevamo sapere era la sfortuna in cui è incappato Lykogiannis, che a causa degli infortuni è dovuto restare fuori per tanto tempo. Abbiamo un giocatore importante come Padoin, che ci sta dando una grossa mano. Vedremo comunque di valutare eventuali possibilità che offrirà il mercato”.

La copertina per la telenovela Barella, che potrebbe arrivare fino all’estate, la prestigiosa idea Nandez (per sostituire subito il sardo, se qualcuno tipo il Chelsea affonderà?), e poi la solita ridda di nomi che animerà il quotidiano da qui a fine gennaio. Ma Carli usa come sempre un estintore chiamato pragmatismo. “I nostri tifosi non vanno scaldati raccontando illusioni – chiosa il toscano, prima di tuffarsi sull’ennesimo incontro telefonico o dal vivo – sarebbe sbagliato fare dei nomi giusto per accattivarsi le loro simpatie. Noi dobbiamo fare le cose serie, con giocatori pronti, funzionali ai nostri obiettivi, che ci aiutino a centrare l’obiettivo salvezza appena possibile”.

Fabio Frongia