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Njegos Petrovic in azione con la Stella Rossa

Calciomercato, da Baselli a Petrovic: i piani del Cagliari per il centrocampo

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Filtro e costruzione, zona decisiva per le sorti di qualsiasi squadra, centro di gravità dal quale dipende ogni fase. La mediana è stata in queste stagioni la causa – positiva e negativa – delle prestazioni del Cagliari. Nei momenti migliori, quando Nainggolan, Rog, Nández e Cigarini reggevano l’urto di qualsiasi avversario, in quelli peggiori quando tra infortuni e scelte di mercato il centrocampo ha protetto poco e costruito anche meno.

Intenti

“Ora dobbiamo prendere qualcosa in mezzo al campo e saremo a posto così”, queste le parole di Stefano Capozucca prima della sconfitta in Coppa Italia contro il Sassuolo. Una dichiarazione d’intenti figlia di una situazione alla luce del sole. Marko Rog il lungodegente per eccellenza, Kevin Strootman con più tempo passato fuori dal campo che in campo, Riccardo Ladinetti di rientro da un lungo stop come punto interrogativo, Christian Oliva più fuori che dentro. Con Grassi e Deiola ai box causa positività, restano i soli Marin e Nández, più il giovane Kourfalidis che ha ben figurato a Reggio Emilia, ma che nella situazione attuale sarebbe forse eccessivo caricare di troppe responsabilità. Questioni dunque numeriche, ma anche di caratteristiche. Perché alla mediana rossoblù manca tecnica, mancano centimetri e con la possibile partenza di Nández mancherebbe anche gamba. Così il mercato si concentra sulla ricerca di innesti in mezzo al campo, per dare a Mazzarri quella quantità mista a qualità che appare necessaria per raggiungere l’obiettivo salvezza. Con l’annosa questione regista, ormai una costante del Cagliari e che è stata nascosta sotto il tappeto dall’adattamento di diversi giocatori nel tempo e dall’utilizzo più di un mediano di rottura che di un vero e proprio tessitore di gioco davanti alla difesa.

Finta

In principio il nome più in voga è stato quello di Michel Aebischer, centrocampista svizzero dello Young Boys. Dimensione europea, caratteristiche ibride che ne fanno un giocatore poco adatto al ruolo di fulcro davanti alla difesa e più un incursore. La trattativa è apparsa subito in salita, non tanto con il giocatore, quanto con il club di Berna che non ha aperto le porte al prestito oneroso con obbligo di riscatto in caso di salvezza, ma soprattutto alla valutazione totale data dal Cagliari al calciatore. Una distanza mai realmente colmata, fino a portare Aebischer a guardarsi altrove spostando gli occhi in direzione Bologna. I passi degli ultimi giorni hanno però raccontato di una società rossoblù che è apparsa non proprio convinta del colpo, sia per l’aspetto economico sia per quello prettamente tecnico-tattico. Una manovra diversiva, un interesse concreto ma senza andare oltre con forza e voglia di chiudere la partita.

Controfinta

Dichiarazioni di fuoco ad accompagnare i rumors. Dopo Aebischer è stato il turno di Lewis Ferguson, centrocampista scozzese in forza all’Aberdeen. Con un solo risultato, quello di aver ottenuto la reazione del manager dei Dons Stephen Glass. “L’offerta del Cagliari? La cosa più folle che abbia mai visto”, queste le parole dell’allenatore scozzese dopo la partita contro i Rangers Glasgow. Una dichiarazione forte, ma che nasconde più la voglia di difendersi da possibili attacchi sul mercato che da offerte concrete. La società rossoblù, infatti, segue sì Ferguson fin dalla scorsa estate, ma non ha mai portato avanti una trattativa con l’Aberdeen né tantomeno con il giocatore. Interesse sì, ma nulla di più. Senza dimenticare che sia i Dons che l’entourage del giocatore sono consapevoli della discriminante numero uno per trasformare l’interesse in trattativa. Senza la cessione di Nández, infatti, il Cagliari non andrà su nessun profilo oltre quelli già praticamente chiusi. Nessuna proposta di prestito oneroso con obbligo di riscatto in caso di salvezza per il centrocampista classe ’99 di Hamilton, ma non si può escludere che possa essere messa sul piatto nel futuro.

Scatto

Daniele Baselli e Njegos Petrovic. Il primo dal Torino, il secondo dalla Stella Rossa Belgrado. Sono loro i due nomi sui quali il Cagliari ha puntato per dare a Mazzarri ulteriori tasselli in mezzo al campo. Una mezzala con un passato anche da centrale di centrocampo e un mediano con qualità da regista. Entrambi per certi versi delle scommesse, anche se su piani diversi. Baselli per questioni fisiche, le stesse che hanno bloccato per giorni un accordo chiuso di fatto da tempo. Petrovic per ambientamento e per una crescita che si è fermata dopo l’exploit con il Rad Belgrado appena diciottenne che lasciava presagire tutt’altro impatto con la Stella Rossa. Prossimo a raggiungere il suo ex allenatore in granata, Baselli è una esplicita richiesta di Walter Mazzarri che potrà trovare nella sua duttilità e nella sua voglia di rilancio nuova linfa per una mediana in difficoltà. Acquisto a titolo definitivo, con un contratto fino al 2024 con possibile rescissione in caso di retrocessione rossoblù al termine di questa stagione. Affare, come anticipato nei giorni scorsi, completamente slegato dalla trattativa tra Torino e Cagliari per Nahitan Nández.

Il nome a sorpresa è invece quello di Petrovic, regista della Stella Rossa finito ai margini in questa stagione. Esploso con la maglia del Rad Belgrado, il classe ’99 serbo può essere utilizzato indistintamente come perno di una mediana a tre o come play di un centrocampo a due. Duttile, intelligente tatticamente, tecnicamente dotato, fisicamente apprezzabile, Petrovic potrebbe così essere quel giocatore che per caratteristiche manca nella rosa di Mazzarri, al netto dei dubbi sull’adattamento al calcio italiano. Strappato agli spagnoli dell’Almeria, il Cagliari è pronto a investire 250mila euro per il prestito oneroso fino a giugno con un obbligo di riscatto da 1,6 milioni di euro in caso di salvezza, riscatto comunque esercitabile anche in caso di mancata permanenza in Serie A. Nei prossimi giorni, secondo fonti serbe, sono previste le visite mediche e la firma in Sardegna.

Matteo Zizola

Al bar dello sport

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