agenzia-garau-centotrentuno
battle-dinamo-sassari

Carattere ed energia, la Dinamo Sassari di Cavina parte dal City of Cagliari

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Una vittoria e una sconfitta, un secondo posto in un torneo internazionale che può far guardare al bicchiere mezzo pieno nonostante le difficoltà. La Dinamo Sassari è un cantiere ancora aperto ma il lavoro fatto da coach Demis Cavina ha potuto mostrare già i primi frutti, non solo problemi da risolvere.

bianchi-immobiliare-centotrentuno

Fluidità
La Dinamo migliore si è vista nella prima partita contro il Bayern Monaco, malgrado il completo blackout nel terzo quarto – 0 punti nei primi sette minuti del periodo, sia livello offensivo che a livello difensivo. I primi due quarti della gara vinta nel finale, hanno visto la Dinamo tirare bene dal campo, con il 66% da oltre i 6.75 e il 60% da due. Buone spaziature, un’ottima circolazione di palla, alternanza tra attacchi nei primi dieci secondi dell’azione e altri gestiti con più pazienza: ingredienti che amalgamati hanno prodotto 48 punti prima della sirena dell’intervallo. Il terzo quarto è sembrato per tanti, troppi, minuti un incubo da cui sembrava impossibile liberarsi, per poi diventare il momento cui la reazione nervosa positiva ha cominciato a prendere forma. L’energia sprigionata nel quarto periodo è stata testimonianza di un carattere necessario in una stagione che si preannuncia lunga e complessa in tutte le competizioni. Soprattutto sul lato difensivo, in particolare con Burnell e Mekowulu – protagonisti anche degli attimi di tensione che hanno svoltato la gara, Sassari ha messo la giusta intensità per sporcare i possessi e costringere gli avversari a uno sforzo in più, approfittando degli errori per correre in campo aperto. Intensità difensiva che si è vista solo in pochi tratti della partita contro il più forte Baskonia ma che ha consentito alla Dinamo di non sprofondare fino all’ultimo quarto della finale, nonostante la grande assente della partita sia stata la fluidità in attacco vista nella serata precedente. Tra i nuovi arrivati, Anthony Clemmons è stato il più positivo e costante. Il play biancoblu è stato il miglior realizzatore in entrambe le gare – 19 contro il Bayern, 16 in finale – dimostrandosi fondamentale in alcuni tratti delle due partite. Buon impatto dalla panchina hanno avuto anche David Logan e Tyus Battle: se sul primo i dubbi erano pochi, la comboguard americana ha dimostrato di avere ampi margini di miglioramento e di poter dare in contributo importante sia in attacco, soprattutto attaccando il ferro, in difesa, dove la limatura di alcuni particolari potrebbe fornire alla Dinamo una soluzione spendibile anche in momenti importanti dei match.

Cosa è mancato
Dalla panchina è invece mancato il giusto apporto dai cambi dei lunghi. In attesa del rientro di Diop, spendibile sia nello spot da 4 che in quello da 5, le responsabilità ricadono su Kaspar Treier e Jacopo Borra. L’ex Treviglio si è applicato nei minuti in campo soffrendo però i lunghi più mobili come Nnoko ed Enoch, mentre l’estone di formazione italiana non è riuscito a trovare ritmo in attacco e ad avere l’impatto richiesto in difesa. Nonostante i minuti in campo, anche dovuti ai problemi di falli di Mekowulu e al tentativo di Cavina di abbassare il quintetto, Treier ha chiuso l’intero torneo con 3 punti e ha sofferto a rimbalzo, non riuscendo a dare manforte in finale quando Bendzius sembrava aver finito la benzina. Calarsi nel ruolo e avere responsabilità maggiori non è semplice e avere il centro titolare carico di falli non ha aiutato coach Cavina nella gestione della partita contro i baschi. Mekowulu è capace di correre il campo ignorando la sua stazza, ha rispettato le aspettative come rim-protector e non solo. L’irruenza però può diventare un problema nel corso di una gara, come dimostrato nella prima parte della partita contro il Baskonia. Contro il Bayern, Burnell è stato decisivo per l’energia portata sul parquet e per la freddezza decisiva dalla lunetta, ma è apparso troppo nervoso in alcuni frangenti di entrambe le partite. La preparazione iniziata in un momento diverso rispetto ai compagni pesa ancora ma basterà poco tempo perché entri definitivamente in condizione, un discorso che può valere anche per l’impatto offensivo di Stefano Gentile.

Le prime partite della stagione hanno dato segnali importanti. La Dinamo è apparsa una squadra con carattere ed energia, che in transizione e attaccando nei primi secondi dell’azione sembra poter dare il meglio di sé, capace di alternare la soluzione dal perimetro a quella interna. Una squadra che anche in difesa ha le potenzialità per dare fastidio grazie alla presenza di elementi più atletici rispetto ad anni passati. Le difficoltà invece, evidenziate dagli avversari di alto livello e dalle poche settimane di lavoro, si sono viste in attacco quando i biancoblu sono stati costretti a ragionare fino alla fine dei 24 secondi, con alcune situazioni in cui il classico palleggio in più ha tolto ritmo e pericolosità. In difesa, il mancato tempismo negli aiuti e nelle rotazioni ha causato qualche grattacapo, così come alcune situazioni di lettura sul pick&roll centrale giocato da entrambe le squadre affrontate.

Tra meno di una settimana la Dinamo Sassari affronterà la Vanoli Cremona nella prima gara ufficiale della stagione. Sei giorni fondamentali per conoscersi ancora meglio e per limare i dettagli sottolineati da coach Cavina a fine gara e iniziare col piede giusto la stagione 2021-2022.

Matteo Cardia

 

Al bar dello sport

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti