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Carisma e freddezza, la Dinamo ha bisogno del miglior Gentile

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15 secondi sul cronometro. Rimessa complessa da fondo campo in un momento in cui si cercano mani sicure. Stefano Gentile riesce a farsi trovare e Pesaro spende il fallo per fermare il cronometro. Si va in lunetta per due liberi: i polpastrelli del numero 22 non tradiscono e il suono della sirena significa esordio in campionato con vittoria. La Dinamo lo stava aspettando, e alla prima occasione utile il play-guardia da quattro anni a Sassari ha fatto capire ancora una volta quanto sia importante per i biancoblù.

Inizio difficile
Durante un precampionato complesso al tiro, tra torneo di Cagliari e prima fase della Supercoppa, Gentile aveva dato comunque segnali positivi soprattutto in difesa e in regia, dove aveva tappato le falle lasciate da compagni meno abituati alla responsabilità del playmaking. L’abbondanza di scelte nel pacchetto esterni poteva lasciar immaginare un ruolo diverso rispetto a quello conosciuto soprattutto nelle ultime due stagioni: qualche minuto in meno, con responsabilità offensive diverse e scelte necessariamente differenti, unite a un atteggiamento difensivo forte e d’esempio per i compagni.

Dalle Final Eight al PalaSerradimigni
Il passo falso arrivato ai quarti di finale di Supercoppa contro Brindisi ha detto però altro. Il numero 22 è stato tra gli interpreti più in difficoltà nella gara, come testimoniato da plus-minus (-16) e valutazione (-5), confermando i problemi in attacco e incappando in una classica giornata no. Malgrado la Dinamo sia rimasta comunque aggrappata alla gara fino ai minuti finali del quarto periodo, la mancanza del contributo del nativo di Maddaloni si è sentita tanto nella metà campo offensiva isolana. Perché al Banco è mancato quel giocatore di striscia che può essere Gentile in una partita, cruciale nei momenti in cui la squadra dovrebbe aggredire la partita a livello offensivo. Caratteristiche che unite all’esperienza sono fondamentali per una Sassari ancora in fase di costruzione e che per mantenere una certa costanza di risultati ha bisogno di più punti di riferimento in campo, capaci però anche di creare entusiasmo in panca e tra gli spalti.

Contro Pesaro si è rivisto, seppur ancora a tratti, quel tipo di giocatore: cinque punti di fila nel secondo quarto per tentare di scuotere il match e poi altri cinque, interrotti solo da un canestro di Logan su proprio assist – 6 a fine partita, costruiti con una tripla pesante e soprattutto con i due liberi finali che hanno dato la vittoria alla squadra di Cavina. Una prova a tutto tondo, a cui Gentile ha aggiunto anche 3 palle recuperate che hanno messo in ombra le 3 perse. La partita contro la squadra di Petrovic è stata un segnale importante arrivato nel momento più opportuno e prima di due appuntamenti significativi: la rivincita con Brindisi in salsa campionato e l’esordio in BCL contro Ludwigsburg, impegni in cui la Dinamo avrà bisogno del miglior Gentile per accelerare un percorso di crescita ancora in pieno svolgimento.

Matteo Cardia

 

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