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Caso Despodov-Cagliari: quali precedenti e quali scenari?

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Un rapporto nato con aspettative diverse da quanto poi visto sul campo. I prestiti nonostante l’ambizione di poter essere elemento importante per la squadra. Un ritorno alla base che appare sempre più lontano dopo quanto accaduto negli ultimi giorni. Despodov e il Cagliari sarebbe potuta essere una relazione vincente per entrambi, invece la sensazione è che per l’attaccante bulgaro non ci sarà un’altra possibilità di dimostrare in Sardegna il proprio valore.

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Battaglia legale – Come comunicato dalla FIFpro, la Federazione Internazionale dei calciatori professionisti, Despodov ha contestato la decisione del Cagliari di non elargirgli gli stipendi di luglio e agosto 2020 a causa della modifica del calendario dovuta alla pandemia, decisione avvenuta in maniera unilaterale e senza previo accordo con il calciatore. Per questo motivo la vertenza è pendente di fronte a un collegio arbitrale italiano in attesa di sviluppi nel breve termine. L’attaccante bulgaro, supportato proprio dalla FIFpro, starebbe così usufruendo dell’Articolo 14bis del “Regulations on the status and transfer of players” della FIFA come d’altronde fatto nel recente passato da altri calciatori seguiti ad esempio dalla Radostin Vasilev Law Firm, lo stesso studio legale che ha seguito l’attaccante bulgaro nel suo passaggio allo Sturm Graz.

Causa – L’articolo 14bis ha come titolo “Terminare un contratto per giusta causa per stipendi non pagati”, appunto quanto contestato da Kiril Despodov al Cagliari. Partendo dal presupposto che l’attaccante bulgaro sostenga il vero, qualora così fosse la FIFA ha regolamentato questa possibilità in maniera chiara. Partendo dal punto 1, infatti, si legge che “Nel caso in cui un club illegalmente non pagasse a un giocatore almeno due stipendi mensili entro la data prevista, il giocatore sarà considerato avere una giusta causa per terminare il proprio contratto, a condizione che abbia informato il club per iscritto garantendogli un termine di almeno 15 giorni per rispettare completamente i propri obblighi finanziari”. Un aspetto che, come si evince dal comunicato della FIFpro, è stato portato avanti da Despodov e per il quale si attende la decisione dell’arbitrato.

Precedente – Proprio la Radostin Vasilev Law Firm riporta nel proprio sito internet un precedente molto simile a quello relativo alla querelle Despodov – Cagliari. Fermo restando che ogni nazione, e ogni federazione, ha regole proprie per quel che riguarda le possibili sanzioni, nel caso relativo al giocatore Borislav Tsonev e il club croato NK Inter Zapresic la decisione della FIFA DRC (Dispute Resolution Chamber) ha considerato proprio l’articolo 14 bis, precedentemente citato, come discriminante della sentenza emessa il 9 dicembre del 2020. Tsonev, infatti, contestò un ritardo nel pagamento al suo club di appartenenza e la FIFA intimò all’NK Inter Zapresic di pagare il dovuto con un interesse del 5% e entro 45 giorni dalla sentenza come da articolo 24 bis del “Regulations on the status and transfer of players” della FIFA. In caso di mancato pagamento, da dimostrare con l’invio della prova di quanto versato, la sanzione prevista risulta particolarmente pesante. Nel caso specifico la sentenza parla di un blocco dei trasferimenti in entrata per tre sessioni di mercato, sia a livello nazionale che internazionale, sospensione che può essere eliminata una volta che il dovuto è stato versato. In caso di ulteriore mancato versamento entro le successive tre sessioni, il caso sarebbe andato di fronte alla Commissione disciplinare FIFA.

In attesa della decisione dell’arbitrato che, come da comunicato della FIFpro, dovrebbe arrivare in tempi brevi, è evidente che la società rossoblù possa correre alcuni rischi comunque facilmente evitabili con il pagamento del dovuto. Fermo restando, ripetiamo, la liceità di quanto contestato da Kiril Despodov al Cagliari. Una situazione che resta spinosa, anche perché il club ha visto il proprio nome in una contestazione della FIFpro, non esattamente un aspetto secondario per il prestigio del Cagliari.

Matteo Zizola

 
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