Cellino e lo stadio in legno

Nuova vicenda stadio a Brescia per l’imprenditore sardo, in corsa per il ritorno in Serie A.

Uno stadio modulare in legno. Questa l’ultima trovata di Massimo Cellino, che dopo aver penato tantissimo a Cagliari per poi lasciarla, ora prova a dare un impianto migliore alle Rondinelle, in piena lotta per la Serie A. Il patron sanlurese, sbarcato a Brescia dopo l’avventura in rossoblù e a Leeds, ha da tempo dichiarato l’intenzione di intervenire a livello di struttura, ma senza partecipare al bando comunale.

Lo stadio modulare in legno verrebbe realizzato dalla Bear Stadium, azienda romana leader nella realizzazione di questo tipo di opere. Come si evince dal sito internet della Bear Stadium (clicca qui), il tempo richiesto sarebbe di 210 giorni, con un costo di 1500 euro a posto. Il “Rigamonti” di Brescia contiene 20 mila spettatori, per un costo di circa 30 milioni di euro. Cellino, oltre all’ottimo cammino della squadra, ha già raggiunto l’obiettivo inerente il centro sportivo, che – ha detto – “era prioritario su tutto perché lì c’è la vita del nostro club e dei nostri giovani”.

Arrivare in Serie A, con l’incremento degli introiti dai diritti televisivi, e ottenere la miglior plusvalenza possibile dalla cessione del talento Sandro Tonali, potrebbero rappresentare due fonti di guadagno non da poco per il Brescia e il suo proprietario sardo.

Lo stadio di Brescia è fatiscente, un po’ come lo era il Sant’Elia che Cellino – in polemica con l’amministrazione comunale targata Massimo Zedda – prima trasformò in matrioska e poi abbandonò per Trieste e Is Arenas (Quartu Sant’Elena). Lo sa bene anche Marco Bonometti, colui che ha ceduto il club a Cellino e che tuttora è secondo sponsor della società con la sua OMR. “Non servono opere faraoniche – ha detto alla sezione bresciana del CorSera – Bisogna sistemare il Rigamonti in modo sostenibile a livello economico e della vita del quartiere. I tempi del bando comunale sono troppo lunghi. I tempi della politica e soprattutto della burocrazia hanno velocità troppo diverse dal mondo reale. Cellino ha fatto il bene del Brescia mettendolo in sicurezza e portandolo ai vertici della classifica e l’anno prossimo andrà in Serie A, come io auspico. Sa fare calcio. Se non ci fosse stata più la squadra non saremmo qui a parlare dello stadio. Il presupposto per sistemarlo è avere la squadra in Serie A perché questo contribuisce alla sostenibilità finanziaria dell’operazione”.

Fabio Frongia

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