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Massimo Chessa, Ethan Happ e Miro BIlan contro Cremona | Foto Luigi Canu

Chessa e i big 4, così la Dinamo Sassari è ripartita

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Uno stop di due settimane e le tre assenze nel reparto esterni parevano un ostacolo insormontabile per la Dinamo Sassari che ha saputo trovare il primo sorriso di questo marzo che fino a ieri era da dimenticare.

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L’ultima vittoria biancoblù risaliva al 27 febbraio quando, al rientro dalla deludente Final Eight, il Banco di Sardegna aveva superato in casa la Reyer Venezia. Da allora solo amarezze e sconfitte, anche a causa dell’infortunio di Eimantas Bendzius proprio nei secondi finali della partita con gli oro-granata: l’assenza del lituano ha gravato come un macigno sulla squadra di Pozzecco che ha perso non solo una delle sue macchine da punti, ma anche e soprattutto quell’elemento catalizzatore che ha disorientato l’equilibrio del quintetto e delle sue rotazioni. Tre sconfitte contro Saragozza, Varese e Nymburk e poi il colpo di grazia: tre positivi in squadra e quarantena imposta dall’ATS con gli allenamenti ripresi solo alla vigilia della sfida con la Vanoli Cremona.

The Big 4- Sia chiaro l’ostacolo Cremona, gravata dalle assenze (una su tutte quella di Cournooh) e con un roster tirato su last minute per l’iscrizione al campionato arrivata per il rotto della cuffia, non è di per sé in condizioni normali insuperabile. La Dinamo ha comunque dato una risposta importante, ovviamente non entusiasmando a larghi tratti e con le gambe inevitabilmente imballate, ma i due punti erano importanti per il morale per iniziare un tour de force infernale che vedrà Sassari già in campo martedì 30 in Spagna contro Saragozza e poi subito dopo (giovedì 1 aprile) in Germania contro il Bamberg di Michele Vitali. Sarà un’impresa quasi impossibile contro gli aragonesi che all’andata ebbero la meglio di 12 punti in una partita molto fisica in cui l’assenza di Bendzius si era sentita. Centimetri che non mancheranno nella partita di ritorno con il lituano di nuovo a pieno regime e con la possibilità di essere schierato in una veste quasi inedita per questo campionato. Nella gara contro i lombardi, infatti, il nazionale baltico ha ricoperto il ruolo di “3” in un mega quintetto formato insieme a Bilan, Happ, Burnell e un esterno (Kruslin, Gentile o Chessa). Una soluzione di emergenza visti anche i problemi di falli dei piccoli e delle assenze nel reparto, ma che contro Saragozza potrebbe essere anche una strada da ripercorrere tatticamente.

Vado al Massimo – Le tre assenze (quattro se contiamo anche l’acciaccato Treier) della Dinamo Sassari sono tutte nel reparto esterni: Marco Spissu, Toni Katic e Marco Re sono alle prese con le scorie del virus e nel match del Pala Serradimigni che ha aperto la 24ª giornata di Serie A ecco che è rispuntato Massimo Chessa. L’esperto sassarese, arrivato per sostituire l’infortunato capitano Jack Devecchi, ha saputo aspettare il suo momento e, a distanza di un anno dalla sua ultima partita ufficiale, ha risposto all’appello della sua squadra del cuore. Il Poz lo ha schierato in quintetto, lui non ha deluso ripagando con difesa arcigna e due triple che hanno regalato l’allungo ai suoi nella prima parte dell’incontro. Unica nota stonata i falli che ne hanno limitato un po’ l’utilizzo che ha costretto la panchina a spremere un pochino di più i superstiti nel reparto Gentile e Kruslin, ma la generosità fa parte del non risparmiarsi mai insito nel numero 5 biancoblù. “Ho cercato di giocare la mia pallacanestro e aiutare la squadra, se sono libero prendo e tiro senza paura”- il commento di Chessa a fine partita, anche da lui riparte la Dinamo in questa delicata e complicata fase di stagione.

Matteo Porcu

 
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