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Colombatto: “Avrei voluto giocare la Serie A con il Cagliari”

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Ventiquattro anni compiuti ad inizio 2021, è stato tra quel gruppo di giovani promesse che a Cagliari non hanno mai trovato il giusto spazio per emergere. Santiago Colombatto, ex centrocampista rossoblù, si è raccontato nel corso della nostra intervista esclusiva.

Argentino, originario della città di Ucacha, Santiago Colombatto ha militato nel Cagliari partendo dalla Primavera, sotto la guida di mister Max Canzi. Il 3 dicembre 2015 trova l’esordio in prima squadra nel corso del 4º turno di Coppa Italia, vinto 1-0 a Reggio Emilia contro il Sassuolo, giocando tutti i 90 minuti. Nell’annata 2015/2016 timbra il cartellino presenze appena 7 volte tra Serie B e Coppa Italia. La stagione successiva potrebbe essere per lui l’inizio di un sogno, quello della Serie A, ma almeno per il momento il massimo torneo italiano è solo una bella fantasia. Nell’agosto 2019 la società sarda lo cede a titolo definitivo al Sint-Truiden, in Belgio, dove ha avuto modo di giocare per un anno e mezzo. Attualmente si trova in prestito al Club Leon, in Messico. Dalla sue parole emerge il profilo di un ragazzo solare e pieno di ambizione.

Santiago, di recente sei stato chiamato tra i convocati della Selezione Argentina U23. Come è stato vestire la maglia della Nazionale nelle gare in Giappone? Che emozione e che peso ha quella casacca?
Per me è un orgoglio rappresentare il mio Paese. Vestire quella maglia è molto importante per noi argentini, abbiamo un senso di appartenenza molto forte. Quelle due partite che abbiamo giocato in Giappone sono servite per capire la nostra condizione fisica, dato che ci sono i giochi olimpici alle porte. Dobbiamo prepararci al meglio“.

Pensi che, in un futuro prossimo, possa trovare spazio anche nella Nazionale maggiore?
Uno sogna sempre di giocare nella Nazionale maggiore, però ci vuole tanto sforzo, bisogna fare bene nel proprio club per essere notati e solo così potrà arrivare tutto ciò che uno sogna. Io, come tanti, ho da sempre il sogno di arrivare a vestire quella maglia“.

Dopo un anno e mezzo in Belgio sei volato in Messico, pronto per una nuova avventura targata Club Leon. Quali differenze hai trovato tra il calcio europeo e quello messicano?
Non ho trovato tanta differenza tra il calcio messicano e quello europeo. Qua in Messico si gioca un campionato molto competitivo e ci sono davvero tanti giocatori molto bravi, c’è molta tecnica, esattamente come in Europa“.

In Italia hai avuto modo di crescere, calcisticamente parlando. Ti piacerebbe tornare qui? 
Sì, in Italia sono cresciuto tanto sotto vari aspetti, come quello fisico, tecnico e tattico. Se mi piacerebbe tornare in Italia? Assolutamente sì. Spero di avere un’altra opportunità, perché mi sono trovato molto bene, in qualsiasi squadra nella quale sono stato“.

Il Cagliari è la squadra che ti ha fatto esordire nel mondo dei grandi. Segui sempre i rossoblù? Cosa pensi che non sia andato in questa stagione particolarmente negativa?
Il Cagliari per me è stato un passaggio molto importante, perché è stata la squadra con la quale ho esordito tra i professionisti. Mi è soltanto mancato il realizzare il sogno di giocare in Serie A, ma purtroppo non ho avuto quest’opportunità. Continuo comunque a seguire la squadra e ho visto che purtroppo stanno andando male, nonostante ci siano grandissimi giocatori e non capisco come sia possibile. Dispiace per come stia andando la loro stagione, spero si possano risollevare e si possano salvare, perché non penso che il Cagliari si meriti quella posizione in classifica, soprattutto per i suoi tifosi che hanno un rapporto e un amore speciale per la squadra“.

Cosa pensi sia mancato per trovare la giusta continuità in una squadra italiana?
Fortunatamente, per quanto stessi anche solo un anno in un club, nel corso delle varie stagioni ho sempre avuto continuità, perché ho sempre giocato tanto in tutte le squadre. Il mio sogno era fare lo stesso percorso anche con il Cagliari ma non ho avuto, ahimè, questa opportunità. Cosa mi è mancato? Non so, ma mi dispiace molto non aver giocato tanto tempo in rossoblù e non aver trovato la Serie A. Magari in futuro ci ritroveremo. È un qualcosa che mi piacerebbe realizzare. Sono uno al quale piace sognare, che vuole inseguire i propri sogni e credo che nulla sia impossibile“.

Elena Accardi


Colombatto: “Me hubiera gustado jugar la Serie A con el Cagliari”

Veinticuatro años realizados a principios de 2021, fue entre ese grupo de jóvenes promesas que en Cagliari nunca encontraron el justo espacio para emerger. Santiago Colombatto, ex centrocampista rossoblù, se contó durante nuestra entrevista exclusiva.

Argentino, originario de la ciudad de Ucacha, Santiago Colombatto militó en Cagliari partiendo de la Primavera, bajo la guía de mister Max Canzi. Diciembre 2015 encuentra el comienzo en el primer equipo durante la 4ª ronda de la Copa de Italia, ganado 1-0 en Reggio Emilia contra el Sassuolo, jugando los 90 minutos. En el año 2015/2016, la tarjeta de asistencia sólo aparece una vez entre la Serie B y la Copa de Italia. La temporada siguiente podría ser para él el comienzo de un sueño, el de la Serie A, pero al menos por el momento el máximo torneo italiano es sólo una hermosa fantasía. En agosto de 2019 la sociedad sarda lo cede a título definitivo al Sint-Truiden, en Bélgica, donde ha tenido ocasión de jugar durante un año y medio. Actualmente se encuentra en préstamo en el Club León, México. De sus palabras emerge el perfil de un chico solar y lleno de ambición.

Santiago, recientemente has sido llamado entre los convocados de la Selección Argentina U23. ¿Cómo ha sido vestir la camiseta de la Selección Nacionalen las competiciones en Japón? ¿Qué emoción y qué peso tiene esa casaca?
Para mí es un orgullo representar a mi país. Vestir esa camiseta es muy importante para nosotros los argentinos, tenemos un sentido de pertenencia muy fuerte. Esos dos partidos que hemos jugado en Japón han servido para entender nuestra condición física, ya que hay juegos olímpicos a las puertas. Debemos prepararnos para lo mejor“.

¿Crees que en un futuro próximo, pueda encontrar espacio en la Nación Mayor?
Uno sueña siempre con jugar en el Nacional mayor, pero se necesita mucho esfuerzo, hay que hacer bien en el propio club para ser notado y sólo así podrá llegar todo lo que uno sueña. Yo, como tantos, siempre he soñado con llegar a vestir“.

Después de un año y medio en Bélgica volaste a México, listo para una nueva aventura con matrícula Club León. ¿Qué diferencias has encontrado entre el fútbol europeo y el mexicano?
No encontré tanta diferencia entre el fútbol mexicano y el europeo. Aquí en México se juega un campeonato muy competitivo y hay muchos jugadores muy buenos, hay mucha técnica, como en Europa“.

En Italia has tenido la oportunidad de crecer, fútbol hablando. ¿Te gustaría volver aquí?
Sí, en Italia he crecido tanto en varios aspectos, como el físico, técnico y táctico. ¿Si me gustaría volver a Italia? Absolutamente sí. Espero tener otra oportunidad, porque me encontré muy bien, en cualquier equipo en el que he estado“.

El Cagliari es el equipo que te ha hecho comenzar en el mundo de los grandes. ¿Sigue siempre los rossoblù? ¿Qué piensas que no ha ido en esta temporada particularmente mala?
Cagliari ha sido para mí un paso muy importante, porque ha sido el equipo con el que he comenzado entre los profesionales. Solo he echado de menos el sueño de jugar en la Serie A, pero por desgracia no he tenido esa oportunidad. Sin embargo, sigo al equipo y he visto que por desgracia van mal, a pesar de que hay grandes jugadores y no entiendo cómo es eso posible. Lo siento por la forma en que va su temporada, espero que se pueden levantar y se pueden salvar, porque no creo que Cagliari se merece esa posición en la clasificación, especialmente para sus fans que tienen una relación y un amor especial para el equipo“.

¿Qué crees que faltó para encontrar la continuidad adecuada en un equipo italiano?
Afortunadamente, por mucho que yo estuviera un año en un club, en el curso de las diversas estaciones siempre he tenido continuidad, porque he jugado mucho en todos los equipos. Mi sueño era hacer el mismo recorrido con Cagliari pero no tuve, por desgracia, esta oportunidad. ¿Qué me ha faltado? No lo sé, pero siento mucho no haber jugado tanto tiempo en rojo y no haber encontrado la Serie A. Tal vez en el futuro nos volveremos a encontrar. Es algo que me gustaría lograr. Soy alguien a quien le gusta soñar, que quiere perseguir sus sueños y creo que nada es imposible“.

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