Come ti faccio male, Bologna!

Quali sono i punti deboli e le caratteristiche del Bologna di Mihajlovic?

Il Cagliari che si prepara alla sfida con il Bologna ha l’occasione di confermare la crescita dal punto di vista della mentalità. La salvezza passa da un cambio di atteggiamento, a partire da impostare la gara pensando a come colpire gli avversari più che a come evitare di essere colpiti. Quali sono dunque i punti deboli degli emiliani da quando Mihajlovic ha preso il posto di Inzaghi sulla panchina?

Impostazione dal basso

Il Bologna prova quasi sempre a giocare palla a terra dalle retrovie, allargando i centrali di difesa e cercando, se questi sono pressati, di servire il regista che si abbassa per chiedere il pallone. Con un centrocampo non esattamente fra i più tecnici della massima serie, la chiave potrebbe essere aspettare lo scarico verso la mediana per poi aggredire con forza, come fatto d’altronde dal Cagliari nella vittoria contro l’Inter.

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Spazio fra le linee

Mihajlovic schiera normalmente la propria squadra con un 4231, che diventa spesso un 442 in fase difensiva. La linea arretrata ha dimostrato difficoltà nell’accorciare verso la mediana, mentre quest’ultima appare statica e incapace di supportare adeguatamente la difesa. Con gli inserimenti delle mezzali e il lavoro sulla trequarti di Barella, al quale si aggiungono Pavoletti e Joao Pedro a fare densità, Maran potrà sicuramente mettere in difficoltà gli avversari.

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La staticità dei terzini e dei centrali, forti fisicamente ma non veloci, aggiunta alle difficoltà degli esterni di seguire il proprio uomo di riferimento, possono essere sfruttate con la spinta di Pellegrini e Srna già vista contro l’Inter e le combinazioni fra i due laterali rossoblù e le mezzali, sulla falsa riga del gol del raddoppio di Pavoletti contro i nerazzurri.

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Staticità dei difensori

Contro l’Udinese il Bologna ha inoltre sofferto le palle lunghe per Okaka e gli inserimenti sulle spizzate del centravanti da parte di Pussetto. Con l’arma Pavoletti a lottare sui palloni alti, la possibilità di colpire con i movimenti senza palla della seconda punta e delle mezzali diventa una soluzione alternativa da poter sfruttare.

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Cagliari e Bologna restano comunque, dati alla mano, due squadre che segnano poco e che spesso trovano la soluzione per sfondare attraverso le palle inattive. I rossoblù emiliani soffrono tantissimo le situazioni di gioco da fermo, mentre sono bravissimi a sfruttare quelle a favore. Il Cagliari, d’altra parte, ha dimostrato organizzazione estrema quando deve difendere sui calci d’angolo o sulle punizionI, risultando letale quando può sfruttare offensivamente le palle inattive. Una partita che per Maran e i suoi ragazzi potrà essere l’occasione di vincere il mal di trasferta, soprattutto se verranno messe in campo le stesse caratteristiche viste contro l’Inter: i difetti del Bologna si sposano perfettamente con i pregi del Cagliari che ha raccolto i tre punti contro i nerazzurri e sfruttare il match point salvezza potrebbe dare una spinta enorme per un finale di stagione sorprendente.

Matteo Zizola