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Covid e Serie A: Di Francesco e i “nuovi”, l’inizio è da incubo

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Come un pomeriggio d’inverno all’alba dell’adolescenza. Quando le ombre della sera danno un senso di compiutezza e ogni giornata si ha come l’impressione di aver vissuto una nuova esperienza. Un passo in avanti. Cosa ci succede dopo? Persi nella routine di giornate spesso uguali. Crescere a volte significa perdere di sensibilità.

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Cagliari – Chissà se avrà fatto lo stesso ragionamento Eusebio Di Francesco le prime serate di allenamenti, con il tramonto ad allungare le ombre di Asseminello. Il suo Cagliari ancora in potenziale e mille possibilità in testa. Ogni giorno l’impressione di aver messo un nuovo mattoncino sul progetto a tinte rossoblù. Ma poi cosa è successo al Cagliari? Dalla squadra un po’ folle in grado di segnare tanto e concedere tanto alla squadra più timorosa che in Serie A non riesce a vincere da dieci partite consecutive. Una crisi d’identità, un blocco nella strada verso la crescita del gruppo.

Analisi – Capire cosa è successo e cosa sta succedendo a Di Francesco e al suo Cagliari non è impresa semplice. Tra le varie spiegazioni del difficile momento di forma dei rossoblù spesso si è sottovalutato il tema del campionato anomalo. Questa Serie A 2020-21 è un unico nel suo genere. Iniziata senza una vera e propria lunga preparazione, quasi senza vere amichevoli e soprattutto una stagione intera in mezzo alle varie ondate di una pandemia mondiale. Imprevisti e instabilità come parole chiave. Può sembrare un alibi scontato, specie viste le recenti prestazioni del Cagliari. Guardiamo però alla classifica della Serie A. Se escludiamo Andrea Pirlo (comunque distante dal primato e ancora alla ricerca della ricetta perfetta per la sua Juventus), tutte le società che hanno cambiato tecnico per questa nuova stagione sono in questo momento in fortissima crisi in campionato.

Dato – Tolto il Crotone di Stroppa ultimo, il Parma di Liverani, esonerato per fare posto al rientrante D’Aversa, è diciannovesimo. Poi c’è il Torino di mister Giampaolo, anche lui arrivato in estate. E ora diciottesimo. Un gradino più su ecco il Genoa di Maran, esonerato anche lui come nell’ultima esperienza a Cagliari, e ora in mano a Ballardini. Infine ecco il Cagliari di Di Francesco, sedicesimo. Comunque migliore dei “nuovi allenatori” del 2020-21, Pirlo escluso, dopo 17 turni di Serie A. Insomma, forse serve ancora tempo. Ma le domande sono: basterà aspettare per fare sì che Di Francesco faccia suo questo Cagliari? E il Cagliari avrà il tempo necessario per aspettare il suo tecnico vista la complicata classifica?

Roberto Pinna

 

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