Crisi Cagliari: tutta colpa di Maran?

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È proprio sicuro che la responsabilità del momento negativo in casa rossoblù sia tutta da imputare al tecnico trentino?

C’è un momento preciso della gara tra Inter e Cagliari che riassume alla perfezione la situazione attuale in casa rossoblù: la faccia di Rolando Maran dopo la rete subita, passati appena 21 secondi. Incredulità mista a presa di coscienza perché sì, se una cosa va male, può sempre andare peggio. Il Cagliari nel momento più bello della sua stagione si è perso all’improvviso. Come un pugile che, in controllo di più riprese, abbassa per un istante la guardia e viene colpito senza preavviso: le gambe barcollano, il busto ondeggia, resta in piedi ma la mente oscilla. Chi ha fatto sport sa che per cambiare le sorti di un incontro o una stagione alle volte basta un episodio che cambia la percezione mentale di se stessi. Il portiere che inizia con una buona parata, il ciclista che sente le gambe andare alla prima salita o il rugbista che parte con un placcaggio basso su avversario lanciato a metà. Sbagli e perdi lucidità, senza lucidità non hai sicurezze e senza sicurezza non riesci a sopperire alle doti avversarie o alle difficoltà di una gara.

LE “COLPE” DEL TECNICO – Analizzare il momento critico con oggettività è la chiave per ripartire in casa Cagliari. Sui social e nei bar della città però il colpevole sembra essere uno solo: Rolando Maran. Normale quando fai l’allenatore, situazione scomoda condivisa con qualsiasi figura gestionale. In un’azienda se un team di lavoro un compito il primo ad andare a casa è il manager. Normale sia così. Ma al Cagliari al momento serve davvero un cambio di allenatore? E Maran dal canto suo quali colpe ha? I tifosi lo stanno accusando di aver mostrato poco coraggio. E in parte questa problematica può essere vera. Maran non ha fatto cambi modulo: anche perdendo, si è affidato quasi sempre agli stessi e nelle partite contro le squadre più forti ha impostato un atteggiamento tattico attendista che ha portato i rossoblù a perdere sempre in malo modo. Altri tifosi accusano il tecnico trentino di aver sbagliato le scelte sulla rosa. E questa, forse, è la critica più centrata. Sulla destra Cacciatore, suo uomo, sembra non avere più lo smalto di un tempo e Faragò non è esattamente nel suo ruolo. In più resta un mistero la scelta Mattiello. Discorso simile sulla trequarti dove il Cagliari più che a Birsa, sfortunato ma mai davvero dentro il progetto, sarebbe stato il caso di affidarsi a un fantasista di prospettiva che riesca a far rifiatare qualcuno in attacco dando anche alternativa a gara in corso.

ANCHE LA DIRIGENZA, PERÒ… – Le colpe però non possono essere sempre e solo di uno. Specie in un organismo complesso come una squadra di calcio. Lo spogliatoio deve dare di più, specie chi ha esperienza, perché nei momenti difficili invece che innervosire deve trascinare. Un esempio? A Cagliari si è parlato in zona mista di garra, grinta, voglia di giocarsela ma sempre solo nel periodo della striscia di risultati utili, mai nelle sconfitte. Piccolezze, ma che all’interno di una comunicazione di squadra fanno la differenza. Maran, infine, non è stato aiutato dalle scelte della dirigenza sul mercato. Carli ha fatto capire come quella di agosto sia stata una sessione di mercato dove il Cagliari ha colto la palla al balzo in alcune situazioni. Prendere alcuni uomini come vere e proprie occasioni (Nainggolan, Olsen per fare due esempi) ha nascosto alcuni limiti che la rosa ha poi mostrato nel corso di una stagione: un terzino affidabile, un centrale di spessore, un ricambio in attacco. Insomma, Maran ha le sue colpe ma attenzione a dare addosso al tecnico trentino dopo una serie di risultati negativi. Con un cambio tecnico molte criticità non sparirebbero come per magia.

Roberto Pinna

 

Al bar dello sport

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