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Cuore e difesa, la Dinamo Sassari può credere nella rimonta con Venezia

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La saga tra Dinamo Sassari e Reyer Venezia non poteva di certo finire dopo tre gare: l’incontro tra le due squadre si allunga ancora dopo la vittoria dei sardi sugli oro-granata, nella giornata in cui la società veneta ha festeggiato il titolo di campione d’Italia nel basket femminile battendo Schio in Gara 5.

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Finalmente i tifosi

La serata del Pala Serradimigni era iniziata con i colori biancoblù in primo piano: diversi tifosi hanno accolto la squadra all’arrivo al palazzetto tra sciarpe, bandiere e cori. In tempo di covid, tutto ciò non poteva che essere un toccasana per una società che storicamente è sempre stata trascinata dal calore del proprio pubblico. Lo stesso calore che vorrebbe sentire Pozzecco fino alla fine come ammesso nella conferenza stampa di fine partita dallo stesso coach: “Questo è un posto speciale, sono dispiaciuto che i ragazzi non abbiano mai giocato con il palazzetto pieno. Oggi i tifosi ci hanno dato una spinta, mi piacerebbe non finire davanti a nessuno la mia avventura a Sassari”. Un calore che, a meno di colpi di scena, il tecnico potrà ritrovare solo con l’accesso alle semifinali contro Milano (3-0 netto a Trento come era nelle previsioni nell’altra serie), visto che il prossimo turno potrebbe prevedere un minimo di pubblico negli impianti. Se il Banco di Sardegna non riuscirà a superare l’ostacolo Venezia difficilmente il Poz potrà riabbracciare il pubblico di Sassari, con un addio quasi annunciato a fine stagione e già le prime voci che lo vorrebbero su un’altra panchina: è infatti notizia delle scorse ore apparsa su Il Resto del Carlino di una virata per il posto di head coach sul suo ex playmaker in caso di mancato accordo con Dalmonte, subentrato a stagione in corso a Sacchetti.

Le chiavi

L’apporto dei tifosi, il ritrovato parquet del Pala Serradimigni e una voglia assoluta di riscatto hanno fatto sì che la Dinamo partisse subito a spron battuto con un primo parziale di 10-2: nemmeno dopo l’immediato timeout di De Raffaele le cose sono cambiate, i biancoblù non hanno mai mollato di un centimetro in difesa e Venezia con percentuali non buonissime ha accusato il gap. Dalle difese nascono i grandi attacchi, circolazione di palla e tiri più comodi, oltre alla capacità di sfruttare il gioco in post, hanno fatto prendere il largo a una Dinamo che ha portato 5 uomini in doppia cifra con Katic e Gentile che si sono fermati a un passo dal traguardo (rispettivamente a 7 e 8). Sintomo di una prova di squadra molto buona e come la voglia di aiutarsi all’interno del gruppo sia enorme. Una menzione speciale anche all’apporto di Ethan Happ che si sta dimostrando animale da playoff: l’ex Fortitudo e Cremona (complice anche l’assenza di Kruslin out per un problema alla caviglia) ha giocato insieme per alcuni minuti da 4 con BIlan in campo in un quintetto maxi. Un esperimento che ha dato i suoi frutti contro la Reyer che ieri non ha visto eccellere un Watt decisamente nervoso (vedi episodio con Spissu). Questa una delle chiavi tattiche della partita su cui sicuramente De Raffaele lavorerà in queste ore che ci separano da Gara-4. Al prossimo capitolo dell’eterna sfida manca davvero poco.

Matteo Porcu

 
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