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Gaston Pereiro in allenamento | Foto AUF

Da Cagliari all’Uruguay: ecco la zona Pereiro, conquisterà anche Semplici?

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Cross di Nandez e stacco di testa vincente di Gaston Pereiro. In panchina, Tabarez che esulta. Sembra un film made in Sardinia ma è soltanto il racconto dell’1-0 dell’Uruguay contro l’Ecuador. Una pellicola diretta in cooperazione da tanti rossoblù e resa avvincente dal colpo di scena con protagonista l’ex Psv, sempre più “hombre” last minute.

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Last minute
Gaston Pereiro è l’attaccante della Celeste con la miglior media realizzativa nelle gare di qualificazione ai prossimi mondiali in Qatar. Un gol ogni 23 minuti giocati. Tredici contro la Bolivia e 10 nella notte nel successo con l’Ecuador, la sua dodicesima presenza totale con la maglia della nazionale maggiore sudamericana. Subentrato all’80’ al posto di de Arrascaeta, allo stadio Campeòn del siglo l’attaccante ventiseienne ha regalato tre punti importanti al Maestro, mettendo ancora una volta messo l’accento su un aspetto diventato sempre più costante nella sua ultima parte di carriera: l’importanza avuta per le proprie squadre negli ultimi minuti di gara. Un trend cominciato il 1 marzo 2020, giorno del suo secondo match alla Sardegna Arena contro la Roma, e proseguito la scorsa stagione con la magia mancina e l’assist per Cerri nella rimonta contro il Parma. La pietra miliare nel miracoloso cammino salvezza del Cagliari. Entrato in campo a 27 minuti dalla fine del match nell’esordio in campionato contro la Spezia, ecco ancora il suo zampino sul pari finale del 23 agosto scorso, con la giocata che ha poi portato al rigore di Joao Pedro. Un piccolo segnale di ripresa prima del colpo di testa di ieri culminato con gli abbracci di Nandez e compagni e un sorriso troppo spesso assente nell’ultimo campionato di A.

Spazio
Sono 33 i minuti collezionati da Pereiro nelle prime due uscite di questa Serie A. Segnali di ripresa importanti per l’uruguaiano dopo i soli 260 giri d’orologio di uno scorso campionato segnato dalla doppia positività al Covid, da un grave lutto familiare e da un infortunio al piede che lo ha costretto ai box per alcune gare. Ostacoli che hanno ingombrato – e non poco – la strada verso la consacrazione in Sardegna.

L’uruguaiano è un giocatore tecnico, sa ricoprire diversi ruoli nel reparto avanzato e le sue caratteristiche tattiche si sposano bene con i vari 3-4-1-2 e 3-4-2-1 sempliciani. L’allenatore toscano lo sa, apprezza le qualità dell’ex PSV, ha imparato a conoscerlo e lo ha più volte provato insieme a Joao Pedro nel precampionato rossoblù. Quasi a voler posare autostima sulle spalle di Gastòn e aggiungere giocate e minuti alle sue gambe. Esterno d’attacco o “enganche”, come direbbero nella sua Montevideo, il classe ’95 è attualmente un jolly offensivo per il proprio tecnico. Una sorta di tuttofare offensivo che spera di giocarsi carte importanti nella rosa isolana anche dopo l’arrivo di Keita, atterrato in Sardegna per vestire la 9 lasciata libera da Simeone e ipotetico partner titolare dello stesso Joao Pedro in un tandem di trequartisti.

Segnare aiuta a segnare, si dice spesso. Farlo negli ultimi minuti, forse, conferisce una carica in più. Da titolare o con l’abito del bomber last minute cucito addosso, dopo il gol celeste Pereiro spera di diventare presto protagonista nel suo Cagliari.

Alessio Caria

 

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