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Dal Genoa al Cagliari: le due vite (diverse) in rossoblù di Strootman

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La vita in Italia di Kevin Strootman, dopo essersi per anni tinta di giallorosso, ha avuto sempre il rossoblù nel suo destino. Colori che si fronteggeranno domenica in una partita già importante per il Cagliari di Leonardo Semplici, in cui il centrocampista olandese ricoprirà il ruolo dell’ex dopo aver giocato gli ultimi mesi della scorsa stagione al Ferraris con il Grifone sulla maglia.

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Difficoltà affrontate con personalità
Strootman è arrivato in estate con le stigmate del grande colpo: per numeri e caratura del giocatore in effetti lo è stato. Capace di vincere in Olanda, di distinguersi in Italia negli anni in cui la Roma ha lottato in campionato e in Europa, per poi provare l’avventura in Ligue 1 a Marsiglia. Solo in Francia non è mai scattata quella scintilla che invece nel Bel Paese l’ha fatto conoscere come La Lavatrice: un giocatore capace di interdire e ripulire il gioco, anche quando le macchie lasciate dagli avversari sembravano dover lasciare il segno, di servire i compagni e mandarli a rete. Una mezzala costruita su quantità e qualità, che ha dimostrato negli ultimi mesi giocati a Genova di non essere un giocatore finito malgrado i numerosi infortuni patiti in carriera. Schierato da Ballardini nel centrocampo a 5 come interno destro, Strootman ha potuto esprimersi al meglio, sia nella fase di raccordo tra centrocampo e attacco che in fase difensiva, dove le responsabilità non sono state quelle attribuite solitamente a un mediano puro. Compito che invece ha cominciato a chiedergli Semplici dal suo arrivo a Cagliari. L’olandese davanti alla difesa ha avuto nelle prime due giornate il compito di impostare e di schermare i pericoli verso la porta del Cagliari: un compito in parte nuovo, in cui il centrocampista ha fatto fino ad ora un po’ di fatica ad adattarsi, come si è potuto notare nel primo tempo contro il Milan, quando il Diavolo affondava il colpo e l’olandese appariva spesso fuori posizione. I limiti sono stati parzialmente tamponati da una personalità evidente, un atteggiamento da leader che pone Strootman tra i giocatori più importanti della squadra non solo in campo ma anche fuori. La sosta per le gare delle nazionali potrebbe aver concesso il tempo necessario al tecnico toscano e al giocatore di trovare una quadra migliore nel ruolo finora richiesto, oppure aver portato alla decisione di spostare Deiola in mediana e l’olandese nella zolla interna destra del centrocampo, come successo nel secondo tempo giocato a San Siro due domeniche fa.

Da Nainggolan a Marin
Arrivato in Sardegna con l’idea di giocare insieme a Radja Nainggolan, fido compagno ai tempi romanisti, Strootman ha dovuto subito calarsi in una realtà che faceva i conti con le difficoltà del mercato e che ha cambiato idea su alcuni temi nel corso dell’estate. La centralità nel progetto però è rimasta la stessa. Ad oggi, in coppia con Marin e Deiola, visto il mancato arrivo di altri profili nella stessa zona di campo – tranne Alberto Grassi, ancora in cerca di una condizione migliore – il centrocampista olandese è imprescindibile per Semplici. Sia che si parli di 3-5-2 che di passaggio al centrocampo a 4, le opzioni del tecnico vedono sempre l’ex Genoa centrale nello schieramento isolano insieme a Razvan Marin.

Dopo l’assist servito a Destro per battere il Cagliari nella gara d’andata del campionato scorso, Strootman si trova dall’altra parte della barricata con un diverso rossoblù addosso. Il compito rimane però lo stesso di sempre: essere determinante in mezzo al campo, pulire e servire i palloni come solo una lavatrice affidabile è in grado di fare.

Matteo Cardia

 

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