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Dalla Juventus alla Juventus: lì iniziò la crisi per Di Francesco

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Vincere aiuta a vincere, la positività non può che essere una spinta. D’altronde ci sono modi e modi di arrivare al risultato, i punti possono essere gli stessi con sensazioni diametralmente opposte. Il pareggio del Cagliari di Genova è diverso da quello dei rossoblù contro il Sassuolo anche se alla fine il punto guadagnato è sempre uno.

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Percorsi simili – Crotone l’inizio con vittoria, stesso bottino dell’andata – tre punti – ma con un pregresso nettamente differente. Da un lato Di Francesco inanellò consecutivamente le sue prime due vittorie dopo quella di Torino, dall’altro Semplici ereditava proprio da chi aveva sostituito una sconfitta, sempre contro i granata, ma soprattutto un solo punto in dodici partite. Contro il Bologna la sconfitta dell’andata fa oggi il contraltare con la vittoria del ritorno, due gare opposte anche nel tipo di Cagliari visto in campo. Infine a Marassi i rossoblù hanno raccolto un punto fondamentale, due in meno di quelli portati in dote dalla vittoria dell’andata per due a zero. Semplici, dunque, nelle tre partite in sella alla guida del Cagliari ha totalizzato un solo punto in più e anche dal punto di vista umorale la squadra sembrava anche un girone or sono aver preso la giusta strada. Il 4-2-3-1 del tecnico abruzzese aveva dato risposte positive, il 3-5-2 di Semplici ha riportato il sereno dopo un filotto negativo che ha portato il Cagliari in piena zona retrocessione.

Marcare la differenza – La squadra che affronta la Juventus ha, dunque, una spinta emotiva che anche il Cagliari di Di Francesco viveva in quei giorni. La partita contro i bianconeri ha segnato di fatto la chiave di volta negativa della stagione del Cagliari, una squadra improvvisamente dimessa e poco aggressiva, alla ricerca di un equilibrio non più trovato. Per la prima volta i rossoblù scendevano in campo a specchio con l’avversario dal punto di vista tattico, una sorta di 3-4-2-1 che mise in mostra le prime pecche anche mentali della squadra. Oggi Semplici difficilmente andrà alla ricerca di quell’equilibrio che segnò il cambio di passo negativo del Cagliari di Di Francesco, i giocatori sembrano a loro agio e l’assetto base trovato. Fu anche l’inizio dei problemi numerici con i contagi di Godín e Nández a mettere in difficoltà l’ex tecnico rossoblù. Anche Semplici però dovrà fare di necessità virtù contro la Juventus viste le squalifiche di Lykogiannis e Pavoletti. L’assenza del greco potrebbe vedere nuovamente Nández spostato a sinistra e la promozione di Zappa sul lato opposto, quella di Pavoletti è anche simbolica. Il livornese, infatti, a Genova ha dimostrato di essere tornato in condizione dopo mesi da comprimario di Simeone. Pavoletti, a prescindere che venga sostituito da Simeone o da Cerri, rappresenta uno dei piccoli dettagli di discontinuità tra passato e presente del Cagliari.

Una discontinuità che Semplici dovrà cercare nei risultati e non solo nel centravanti, anche doppio, o in Duncan davanti alla difesa. Fare gli stessi punti del girone di andata non basterebbe e per recuperare terreno e rimettere in gioco più squadre possibili è necessario raccogliere più che in passato. A cominciare dalla partita contro la Juventus, l’inizio della fine per Di Francesco e il vero primo scontro per marcare la differenza a disposizione di Semplici. Vincere la prima partita prestigiosa in questa stagione sarebbe un primo passo per passare dal “non ancora abbiamo fatto niente” dell’allenatore rossoblù al raggiungere un obiettivo ora nuovamente possibile.

Matteo Zizola

 

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