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Dinamo: lavori ancora in corso, ma con due punti in più

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Una vittoria, anche se sofferta, resta una vittoria. E non c’è modo migliore per aprire una stagione che guadagnare subito due punti. Punti che ti fanno respirare e ti danno un vantaggio di classifica e di tempo sugli altri, soprattutto in un torneo come quello della Supercoppa Discovery Plus. La Dinamo Sassari ha messo in cassaforte la prima vittoria della stagione solo nell’ultimo quarto, in una partita fatta di luci ed ombre contro una Cremona coraggiosa e aggressiva.

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Il professore rimane una certezza
In certi momenti è sembrato che gli anni non fossero mai passati. Il professor David Logan, nel suo PalaSerradimigni, a dare spettacolo alla guida di una squadra con un unico obiettivo. Dopo anni di lontananza, l’ex Treviso è tornato ad essere un faro per i compagni in biancoblù. Testa salda e mano calda nei momenti più importanti della partita ma soprattutto quando i blackout dei compagni negavano alla Dinamo di dare un indirizzo preciso alla partita. 21 punti al suono della sirena e tanta sostanza, con Galbiati che per cercare di arginarlo ha provato a mettere su di lui faccia a faccia il giovane Gallo, riuscendo solo in alcuni momenti nel suo intento. Sempre dalla panchina, coach Cavina ha trovato un’altra risorsa importante. Tyus Battle ha confermato quanto di buono fatto vedere a Cagliari. L’ex Syracuse è un giocatore silenzioso ma utile al sistema: può difendere su 3 posizioni differenti grazie alla sua fisicità e alla sua atleticità, caratteristiche che lo rendono importante a campo aperto ed è già cresciuto nella capacità di mettere in ritmo i compagni. Nella serata di ieri è stata una sua tripla a metà ultimo quarto a spezzare definitivamente gli equilibri di una gara fino a quel momento ancora incerta.

Fretta e poca conoscenza
La Dinamo ha evidenziato gli stessi limiti nel pacchetto lunghi visti a Cagliari. Christian Mekowulu ha giocato una partita importante sotto le plance ma è nella voce palle perse – 5 – che si nota come i 28 minuti in campo siano stati troppi per un centro che deve ancora entrare in condizione. Borra e Treier, schierato anche da cinque per alcuni minuti, hanno giocato 17 minuti in due e non sono riusciti a impattare la gara positivamente. Palle perse e fluidità nei possessi offensivi sono stati però i problemi più evidenti. Le 21 palle perse sono spesso nate dalla fretta e dalla confusione, oltre che per meriti della Vanoli. Oltre alle cinque del centro nigeriano, quattro sono state di un Clemmons meno brillante, anche al tiro oltre che in regia, rispetto alle partite contro Bayern e Baskonia, e di un Stefano Gentile che però nell’ultimo quarto è stato determinante nel gestire il ritmo nei frangenti più importanti. Un problema che tuttavia è ancora dovuto anche alla poca conoscenza, come ha evidenziato il coach sassarese in conferenza.

Contro Varese, avversaria sulla carta più pronta e più lunga rispetto a una Vanoli ancora in costruzione per quanto ostica, sarà un banco di prova ancora più importante. Saranno necessarie una maggiore concentrazione durante i 24 secondi e una difesa più attenta, soprattutto nei momenti in cui la partita può essere indirizzata dopo parziali importanti. Negli ultimi dieci giocati al PalaSerradimigni, quando le maglie sono diventate più strette nella metà campo difensiva, la Dinamo ha preso definitivamente il controllo della gara.
Meno di una settimana per correggere gli errori e per continuare a crescere in difesa, nella comunicazione e nella conoscenza dei meccanismi. Meno di una settimana per alleggerire gambe e mente, ma con due punti in più. Tempo e classifica sono dalla parte dei biancoblù.

Matteo Cardia

 

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