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Dinamo, mirino sull’eterna sfida con Venezia (aspettando il Poz)

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Per la decima volta in 11 stagioni di Serie A la Dinamo approda ai playoff: da quinta, come nell’anno dello scudetto e come nel 2016-2017, quando fu eliminata da Trento con un netto 3-0. Si gioca contro Venezia al meglio delle 5 (in soli 7 giorni), con il fattore campo a Mestre, ma senza trombette e l’ambiente infernale che ha propiziato i due scudetti della Reyer.

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La sconfitta della Dinamo a Cantù è stato il suicidio perfetto. Casalone ha puntato il dito sulla cattiva difesa, che ha permesso ai brianzoli di segnare 18 triple, alcune delle quali frontali, molto comode. I tifosi puntano il dito sul clima che si respira in casa Dinamo: questa volta nessun post Instagram di Pozzecco, nessuna foto-dedica dei giocatori, il cordone ombelicale è stato tagliato e la data in cui il coach tornerà a tutti gli effetti un dipendente della Dinamo è il 14 Maggio, per gara 2 a Venezia. È probabile che la società avesse messo tutto questo in conto, nel prendere la decisione contro il coach. Ma è mancato un soffio perché Casalone portasse a casa due vittorie di fila, e allora si poteva anche dimostrare che tutto va bene anche senza Pozzecco.

Ci sono invece delle conseguenze spiacevoli: per quanto privo di trombette e pubblico indiavolato, il Taliercio di Mestre resta una palestra ostile, un blocco di cemento claustrofobico e senza sbocchi d’aria, anche se l’impianto di condizionamento e ventilazione assente durante la finale del 2019 è stato finalmente ultimato. Insomma, giocarci le prime due partite non sarà una passeggiata, tantomeno l’eventuale bella decisiva. Questo è il prezzo da pagare per la sconfitta di Cantù. L’assenza del coach all’avvio, a nostro avviso, è gravissima: nessuno come Pozzecco, in Serie A, può fare la differenza in partite così sentite. E mai come in questi giorni c’era bisogna di ritrovare il collante in grado di tenere unita la squadra.

Una stagione da 7,5
La stagione regolare della Dinamo è stata più che positiva, da 7,5 almeno. Innanzitutto alla luce dell’infortunio di Pusica: il serbo non sembrava un metronomo, ma aveva caratteristiche offensive che alla Dinamo sono mancate tantissimo. Come Bendzius poteva trasformarsi in go-to-guy in grado di risolvere partite. Alla luce della scommessa persa con Tillman, e anche alla luce dei successivi infortuni. Il Covid ha colpito quasi tutte le squadre: Cantù ha pagato con la retrocessione, Brindisi a fine stagione perdendo il primo posto, Venezia con l’eliminazione dell’Eurocup e una brutta serie di sconfitte che l’hanno tenuta a lungo lontana dalla vetta, la Dinamo con l’eliminazione dalla Champions. Il filotto di vittorie di fine stagione meritava di essere coronato con il quarto posto.

Le cifre confermano l’ottima stagione dei sassaresi. La star è Miro Bilan, che chiude quinto per media punti (16,9), primo per valutazione (22,8) e per falli subiti (5,6 a partita). Il croato anche eccelle nella percentuale da 2 punti (62,5%), secondo solo a Gamble, mentre Burnell chiude quinto con il 60,3%, in una classifica dominata dai pivot. Bendzius è terzo nella percentuale da 3 (46,9%), mentre Spissu è secondo nella percentuale ai liberi, terzo nelle palle recuperate, e purtroppo primo nelle palle perse, un dato da condividere con il resto della squadra.

A livello di squadra, la Dinamo chiude con il miglior attacco in termini di punti (90,3 a partita), e il secondo in termini di assist (19). Da 2 punti fanno meglio solo Virtus e Brindisi, da 3 solo Milano. Nelle palle perse (14,9) non ci sono rivali, ma la Dinamo compensa con il secondo posto nelle palle recuperate (8,1, dietro Trento). La Dinamo però è la seconda peggior difesa della stagione (88,1 punti subiti), lascia 20,9 assist a partita agli avversari (nessuno fa peggio) e una comoda percentuale da 2 (55,4%). Tutti primati negativi condivisi con Treviso, che si è qualificata ai playoff da sesta: il basket offensivo paga, oltre che appassionare i tifosi che, a questo punto, devono sperare nelle semifinali per poter sperare di tornare al Palazzetto, in numeri ridotti, dall’1 Giugno in poi.

L’avversario
Per riuscirci, la Dinamo dovrà disfarsi di un avversario sulla carta più forte, ma con cui ha dimostrato di potersela giocare: una vittoria per parte in campionato e in entrambe le gare, per un motivo o per l’altro, ai lagunari è mancato il fattore Austin Daye. La Reyer arriva da un ottimo girone di ritorno, con 11 vittorie e 3 sconfitte, al suo roster lunghissimo ha aggiunto Curtis Jerrells e ha uno Stefano Tonut in stato di grazia. Non ci sarà invece Mike Bramos, e questa per la Dinamo è una buona notizia. Anche il reparto lunghi, sulla carta superiore a quello dei sassaresi, è stato a lungo decimato: Vidmar è lungodegente, Fotu appena recuperato, mentre Watt ha saltato l’ultima a Reggio Emilia per una distorsione alla caviglia. Per vincere questa serie bisognerà aggredire l’avversario sotto canestro fin dalle prime due partite fuori casa.

Nicola Accardo

 
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