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Dinamo Sassari | Bendzius è l’uomo in più, ma ora ha bisogno dell’aiuto di Jones

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A volte anche gli arcieri più talentuosi fanno fatica ad armare il proprio arco. Sia per il nemico pronto nel sollevar gli scudi, ma anche per la stanchezza che sopravviene dopo tanto agire. Ed è quello che è capitato anche a Eimantas Bendzius in una settimana ricca di impegni per la Dinamo Sassari che l’ha visto osservato speciale delle difese avversarie.

Importanza

Il lituano ha dimostrato sin dalla prima uscita di essere l’uomo in grado di accendere la Dinamo, il giocatore incaricato dei tiri pesanti, quelli che contano per una partita da chiudere prima della sirena finale. Dal pre-campionato alla semifinale di Supercoppa il copione è sempre stato lo stesso. Tanti minuti, ma anche tanta partecipazione mentale e ovviamente offensiva, con l’ex Vilnius che è risultato spesso il miglior marcatore. La prova con Tortona in Supercoppa è stata l’esempio di un giocatore capace di leggere al meglio le situazioni. Trenta minuti sul parquet, 23 punti, la tripla decisiva ma anche un 8/8 ai liberi che dice molto di più di quanto si possa leggere nelle statistiche. Un tassello fondamentale nel mosaico costruito dalle mani di Piero Bucchi, che però anche gli avversari hanno capito in qualche modo di dover arginare. Lo ha fatto Bologna, in finale di Supercoppa, con giocatori come Ojeleye e Mickey che lo hanno costantemente attaccato in difesa e togliendogli più spazio possibile dall’arco. Lo ha fatto anche Varese, domenica 2 ottobre, che ha giocato la carta dei propri ritmi alti e costretto più volte ad attaccare il ferro il giocatore senza che questo trovasse spesso successo (2/8 da due a fine gara). E nel frattempo, dall’altra parte, il minutaggio è sempre cresciuto. Dopo i trenta con Tortona, i minuti sono diventati 35 contro le V nere e 36 contro l’Openjobmetis. Segno che la Dinamo ha un bisogno estremo del lituano ma non solo.

Passo avanti

La prima realtà da fronteggiare, ancora una volta, è l’assenza pesante di Kaspar Treier. La presenza dell’estone in campo ha dato respiro nella parte finale della passata stagione a un Bendzius che nella prima parte dell’annata aveva fatto fatica a trovare dei propri equilibri. L’arrivo di Bucchi e la crescita di condizione del collega baltico erano stati uno degli elementi utili ai miglioramenti durante l’annata dell’ala lituana. La mancanza di una certezza dalla panchina si sente, così come tutte le altre – da Gentile, a Devecchi, fino a Chessa – e il ritardo di condizione di Jones, che avrebbe dovuto giocare diversi minuti anche da quattro, ha peggiorato una situazione già critica. Proprio però la crescita dell’ala statunitense potrebbe essere cruciale per dare a Bendzius più libertà. Se l’ex Bahcesehir diventa la minaccia offensiva inizialmente immaginata, gli spazi sugli scarichi potrebbero essere maggiori per i compagni ma soprattutto il cambio di passo sarebbe mentale, sia per gli avversari che per il nativo di Klaipeda: i primi dovrebbero occuparsi di una mano importante in più, motivo per cui lo stesso Jones è stato voluto da Sassari, dall’altra per Bendzius le responsabilità sarebbero sempre importanti ma meno pressanti.

Il periodo per la squadra sassarese non è semplice e gli alibi potrebbero essere numerosi. Il calendario rischia di ritardare l’arrivo delle risposte necessarie a un campionato complesso e a una competizione europea alle porte. Anche l’Unicaja Malaga, prima avversaria di Champions League (qui l’approfondimento), cercherà sicuramente di limitare un Bendzius che dovrà essere bravo a rispondere anche a livello nervoso alla pressione avversaria. Per farlo però il lituano avrà bisogno della crescita dei compagni, Jones su tutti. Da qui passa la crescita di una squadra che ha il tempo dalla propria parte ma che dovrà essere cosciente che giorni, ore e minuti possono diventare presto tiranni. 

Matteo Cardia

 

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