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Dinamo Sassari | Con Venezia la scossa per uscire dall’acqua alta di inizio stagione

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Un ritiro, sei sconfitte consecutive in campionato, la rivoluzione in panchina e sul campo, l’eliminazione ufficiosa dalla BCL. Sono stati cinquantasei giorni senza vittoria in casa Dinamo. Quasi dopo due mesi fatti di cambiamenti e problematiche, Sassari ha ritrovato quei due punti in campionato che mancavano da troppo tempo contro una Venezia che sembrava in controllo prima dell’ultimo e decisivo quarto. Un piccolo traguardo che deve diventare un punto di svolta.

La gara

Venezia-Sassari è diventato un classico del basket italiano negli ultimi anni. La finale scudetto del 2018-2019 e gli ottavi playoff della passata stagione sono stati uno spot per tutta la LBA per intensità e emozioni suscitate dalle sfide sul parquet. La partita di domenica sera ha rispettato i precedenti, nonostante il momento complesso di entrambi i gruppi, dando sin dal primo quarto l’impressione di due squadre capaci di esprimere un buon livello di gioco e di abnegazione difensiva. Robinson è stato il protagonista della Dinamo nei primi 10’ ma è stata la squadra, salvo che negli ultimi due minuti del quarto, a mostrarsi diversa sul piano della collaborazione e della comunicazione sul lato difensivo, arginando una Venezia che ha sempre espresso il suo basket migliore in stagione nei primi due periodi. Proprio tra secondo e terzo quarto la Reyer ha provato a costruire separazione nel punteggio, poggiandosi soprattutto su Watt e su di un Brooks che in laguna ha ritrovato importanza. I problemi di falli dei lunghi biancoblù hanno reso più semplice il piano per gli avversari che hanno chiuso sul +8 il secondo periodo e toccato il +11 nel terzo quarto. I liberi di Watt che hanno segnato il massimo vantaggio Reyer hanno però dato vita a due differenti reazioni: Venezia ha abbassato i ritmi e non ha azzannato una preda che sembrava sull’orlo di mollare, dall’altra Sassari ha tirato fuori un orgoglio che ha ridato continuità al proprio sforzo difensivo. Non solo grazie ai componenti del quintetto base ma anche con la propria panchina, con Chessa e Diop diventati definitivamente protagonisti nell’ultimo quarto. Sono stati solo tre i punti concessi dalla Dinamo in più dei primi otto minuti dell’ultimo periodo: concentrazione, decisione e cattiveria a rimbalzo, hanno permesso agli uomini di Bucchi maggiore leggerezza in attacco. Logan, fino a quel momento in difficoltà, è salito in cattedra e Sassari – complice anche la freddezza in lunetta nel minuto finale e nonostante le amnesie sulle rimesse finali – ha costruito una vittoria meritata e che ridà fiato a una classifica che oggi fa meno paura.

Difesa e consapevolezza

Quelli conquistati al Taliercio sono due punti importanti più per il morale che per la classifica, tornata molto corta complici i risultati sugli altri campi, vedasi Reggio e Pesaro. Un punto di partenza e non di arrivo per una squadra che dovrà continuare su una strada in cui consapevolezza e difesa saranno i principali componenti del carburante. La Dinamo ha costruito sul proprio lato del campo la vittoria contro Venezia, limitando fortemente il talento offensivo di Tonut e impedendo a Vitali, Stone e Bramos di diventare punti di riferimento offensivi nei momenti chiave della gara, scegliendo così di concedere qualcosa sotto canestro pur di non lasciare spazi sul perimetro. È vero che la Reyer ha avuto i suoi demeriti, non trovandosi più negli attacchi chiave della gara, ma è stato l’atteggiamento sassarese a far nascere qualche dubbio in più in una squadra che sulla carta non ha troppo da invidiare alle prime della classe. La difesa appare ad oggi l’unico modo per ridare pericolosità a un attacco che in alcune occasioni continua a fermarsi, il lato su cui una Dinamo operaia può decidere di fermare gli ingranaggi della squadra padrona della gara. Per andare oltre un solo momento di gioia, sarà importante che soprattutto il pacchetto dei lunghi trovi maggiore solidità e riesca limitare quell’irruenza che ad oggi ne ha caratterizzato spesso le gare e che i piccoli diano continuità al buon lavoro svolto contro le guardie venete.

Vincere aiuta a vincere è il detto più utilizzato nel mondo dello sport. Quel luogo comune che però mantiene sempre un fondo di verità, che si ascolta con nostalgia quando i due punti non arrivano e che si guarda con convinzione quando la vittoria sembra diventare un’abitudine. La Dinamo Sassari oggi è nel mezzo, in quel limbo dove è la propria scelta a fare la differenza tra passato e futuro. Spetta agli uomini di Bucchi decidere dove voler andare.

 

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