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Dinamo Sassari, contro Brescia una sconfitta che dà consapevolezza

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Una corsa indomita, dove a spuntarla alla fine è stato il destriero più abituato alla vittoria. La Dinamo Sassari è uscita sconfitta dal PalaLeonessa di Brescia per 97 a 86 lottando con lucidità fino a pochi minuti dalla fine, quando la stanchezza e il talento offensivo della Germani hanno preso il sopravvento. Una partita che comunque prende le sembianze di un bicchiere mezzo pieno.

Lotta

La conferma di Diop in quintetto non è stata casuale. Alle prese con un lungo atipico come Burns e con l’energia di Gabriel sotto le plance, l’italo-senegalese ha ancora una volta approcciato bene l’incontro per energia difensiva, rimanendo un po’ timido sull’altro versante. Kruslin su Della Valle e il duello Robinson-Mitrou-Long hanno fatto capire che la serata sarebbe stata di quelle da effetti speciali, prima anche dell’entrata in scena di David Logan. Perché l’inizio di tutta la squadra è stato molto positivo soprattutto per attenzione difensiva e per scelte offensive senza forzature. Poi però Brescia, con l’inizio delle rotazioni della Dinamo, si è fatta largo nel punteggio trovando energia da tutti gli uomini che coach Magro sceglieva di buttare dentro, da Laquintana a Cobbins. La Germani ha provato a scappare ad inizio secondo quarto, prima che la Dinamo cominciasse a lavorare bene a rimbalzo e a difendere con maggiore aggressività sulla palla. Sassari così, guidata da Logan, Kruslin e Robinson, è tornata su fino a toccare il +2 a 1:50 dalla seconda sirena della gara. Il secondo tempo è stata una partita nella partita: perché nessuna delle due squadre, fino ai minuti finali dell’ultimo periodo, è riuscita a staccare l’altra, mettendo in mostra prevalentemente le proprie capacità offensive più che quelle difensive. Della Valle e Logan avevano sul volto lo stesso sguardo delle lotte del 2015, Bendzius ha cominciato a bombardare dai 6,75 mentre Mitrou-Long e Robinson hanno continuato ad avere un certo impatto sulla gara. La maturità di Della Valle e la maggiore concentrazione nei minuti finali stavolta però hanno premiato l’avversario dei sassaresi: Petruccelli è diventato protagonista in difesa sul Professore e in attacco mentre soprattutto le letture difensive sassaresi figlie della stanchezza – oltre che la palla persa di Kruslin sull’ultima possibilità di riaprire la gara – hanno messo il sigillo sulla vittoria finale della Germani.

Pro e contro

È chiaro che di una sconfitta non si possa essere contenti. Ancora di più quando battagliare fino all’ultimo non basta e l’avversario si dimostra più forte, quasi più abituato a ritrovarsi con due punti in più in classifica. Una sana consuetudine che Brescia conosce bene e che la Dinamo invece sta cercando di costruire, soprattutto perché alcuni giocatori rimangono ancora fuori dal ritmo mentale della gara. Burnell e Mekowulu vivono situazioni diverse ma il loro apporto manca a un Banco che fino a ora ha trovato altre risposte che tuttavia non dureranno per sempre. L’ala americana è stata più coinvolta dai compagni con alcune situazioni di isolamento in post basso ma il ferro non è mai stato suo amico, tanto da innervosirsi fino allo scontro fisico con Moss. L’ex Cantù ha provato a mettersi al servizio dei compagni in altro modo ma la sua carica emotiva è rimasta bassa facendolo finire distante dal campo nei più importanti. Il centro nigeriano, invece, partito dalla panchina, ha compiuto nuovamente un passo indietro. Dopo le prove positive contro Fortitudo e Aquila, Mekowulu è entrato in campo senza la giusta aggressività e senza quella propensione al sacrificio utile soprattutto quando chiamato fuori dall’area dai lunghi avversari. Ad aggiungersi, le problematiche a rimbalzo – esclusi i due rimbalzi offensivi tra terzo e quarto periodo – e la difficoltà a leggere le situazioni di contenimento e d’aiuto nel pick&roll, in cui però le colpe sono da dividere con il resto della squadra, soprattutto negli ultimi istanti di gara. Tuttavia, le cose positive sono state più visibili rispetto a quelle negative. La Dinamo della prima parte di stagione si sarebbe sciolta come neve al sole di fronte ad attaccanti completi come Della Valle e Mitrou-Long, mentre per larghi tratti i biancoblù hanno dato l’impressione di poter reggere e vincere contro una delle squadre migliori della Serie A. La Dinamo continua a passarsi bene il pallone e ad avere così più possibilità di far male dall’arco, come dimostrato dal 53% abbondante dai 6,75 di fine gara, ma soprattutto a non disunirsi nei momenti più difficili, dove invece di scovare il terrore della sconfitta i sassaresi sembrano ora scorgere la forza di reagire.

Dopo i primi mesi complessi nulla appare scontato. La Dinamo ha perso su uno dei campi più difficili della Serie A e migliorare nel pitturato, sia in attacco che in difesa, sarà uno dei punti chiave per rendere più semplice il cammino verso i playoff. Un cammino però che sembra essere iniziato sul sentiero giusto. La partita contro una rivale diretta come Brindisi di domenica 30 gennaio potrebbe confermarlo.

Matteo Cardia

 

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