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Dinamo Sassari, il riscatto passa dalle mani di Jason Burnell

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Mancano sette minuti e dodici secondi alla fine del terzo periodo. Fino a quel momento, Jason Burnell è fuori dalla gara: poco impatto a rimbalzo, zero punti e soprattutto tanta sofferenza in difesa contro un Kell indemoniato. Poi il cronometro viene inchiodato su quel minuto, come la palla che il numero 14 biancoblù affonda nel canestro dopo l’errore di Mekowulu. Inizia la partita di un altro Jason Burnell, inizia la partita di un’altra Dinamo.

Svolta
Sedici punti, sette rimbalzi e cinque assist. Le statistiche di Burnell lette dopo la vittoria contro Varese di domenica 19 dicembre pesano, non solo nel risultato finale che ha visto la Dinamo vincere pur soffrendo, ma anche nel tornaconto personale del giocatore. Più di dieci minuti di onnipresenza a rimbalzo tra terzo e quarto periodo, una schiacciata in transizione che ha fatto saltare in piedi il PalaSerradimigni e una difesa su Kell che nell’ultimo quarto è tornata ad essere quella preziosa e determinante vista in molti frangenti dell’anno passato. Una prestazione in cui si è intravisto, per la prima volta in stagione, quel leader in grado di trascinare i compagni sotto tutti gli aspetti nel gioco. Diventare una guida per la squadra era l’obiettivo dichiarato di Burnell fin dall’inizio della stagione 2021-2022. Rappresentare la continuità in una squadra ricca di cambiamenti non è però stato facile, neanche dopo l’esperienza positiva in Summer League con la maglia dei Denver Nuggets, che sembrava aver dato ancora più consapevolezza al giocatore.

Meno protagonista
Ad inizio stagione, nonostante un precampionato positivo, anche Burnell ha mostrato qualche difficoltà dopo poche settimane. I meccanismi totalmente differenti rispetto al gioco di Pozzecco hanno finito per dare meno opportunità all’ex Cantù di essere protagonista, soprattutto in attacco. Avere un centro differente da Bilan ha pesato anche sul contributo del classe 1997, che ha visto anche diminuire le situazioni di isolamento studiate per lui spalle a canestro. Un contesto che ha portato anche ad avere meno impatto sugli altri aspetti fondamentali del gioco, rimbalzo e difesa su tutti. L’ala biancoblù è stata comunque spesso l’ultima ad arrendersi, vedasi la partita con Tortona, nonostante una piccola e chiara involuzione dovuta al momento complesso in campo e nello spogliatoio sassarese di metà girone d’andata. Quella contro i piemontesi è stata la gara in cui offensivamente Burnell ha prodotto lo sforzo più importante – 22 punti con il 72.7 % al tiro – ma è stata anche l’ultima in cui l’ala statunitense ha dato continuità al suo tiro dai 6.75, uno dei pochi punti deboli di un giocatore che può crescere ancora tanto.

Fattore Bucchi
Con l’arrivo di Bucchi in panchina Burnell è tornato a salire di livello. Dopo la prima partita con Napoli in cui è rimasto fuori per un infortunio occorso a metà secondo quarto, l’ala statunitense ha lasciato il segno sulla partita contro la Virtus in difesa – dove nonostante il punteggio sono state cruciali alcune sue azioni contro Jaiteh – e soprattutto contro Venezia e appunto Varese. Se nella partita contro i lagunari il contributo è stato meno visibile, contro la squadra di coach Vertemati la storia è stata completamente diversa. Un segnale di come l’ex Cantù possa essere determinante per le sorti di una Dinamo ancora alla ricerca dell’assetto migliore e di un giocatore che ha le potenzialità per avere una carriera importante. La polivalenza di Burnell in difesa, con buone possibilità di difendere almeno su tre spot differenti, la sua capacità di giocare spalle a canestro, di vedere i compagni e di dare un’importante mano a rimbalzo sono punti forti ricercati soprattutto nel basket europeo. Per queste caratteristiche e per un percorso che potrebbe potenzialmente essere simile, lo statunitense è stato spesso paragonato a Dyshawn Pierre: i due però sono giocatori differenti per fisicità e momento di carriera, oltre che per affidabilità al tiro, aspetto sempre più importante e su cui Burnell dovrà ancora lavorare tanto per raggiungere livelli tali da poter ambire a contratti in squadre che lottano per i piani alti di classifica, non solo nelle leghe nazionali.

Dalla sua parte, Jason Burnell ha tempo e talento per crescere ancora. La determinazione espressa dal suo viso dopo la schiacciata sulla testa di Sorokas nell’ultimo quarto contro Varese è il regalo migliore che la Dinamo Sassari potesse trovare sotto l’albero. Perché dalla continuità di colui che aspira ad essere leader del gruppo, passa quella di una squadra che ha le potenzialità per dare fastidio a tutti in un campionato sempre più equilibrato.

Matteo Cardia

 

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