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Dinamo Sassari: intensità e confusione, a Bucchi serve tempo

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La Dinamo è ancora malata ma la cura è stata prescritta. L’antibiotico Bucchi per essere mandato giù ha però bisogno di tempo, e la quinta sconfitta in campionato lo conferma. Napoli passa al PalaSerradimigni 74-75 ma la sfida è stata aperta sino all’ultimo tiro dai 6.75 finito però nelle mani sbagliate, quelle di un Mekowulu apparentemente tornato al centro del progetto di squadra.

Energia e confusione

La partita contro i partenopei non è stata poi così diversa nell’andamento rispetto ad altre viste in quest’annata. Folate offensive – brevi – da una parte e dall’altra, punteggi che non si sbloccano per più minuti e disattenzioni da ambo le parti, anche se alla fine ad essere premiata è stata la squadra che è stata più tempo in vantaggio. Sassari è partita con la novità Kruslin in quintetto ma soprattutto con un Mekowulu che sin dall’inizio è stato il fulcro dell’attacco sassarese. Il centro nigeriano è stato cercato maggiormente dai compagni per sfruttare il vantaggio fisico contro una GeVi corta sotto canestro, ma soprattutto più presente dal punto di vista mentale e atletico, come ha testimoniato il primo canestro della gara. In fatto di energia è stata una Dinamo diversa, nonostante la confusione offensiva e le solite disattenzioni difensive – soprattutto sul pick&roll – siano rimaste. Nonostante Napoli sia rimasta avanti per quasi tutto il primo tempo, la Dinamo non ha mollato, ha incassato il colpo della perdita di Burnell per infortunio mentre Mekowulu e Bendzius hanno giovato del maggior movimento fatto dalla squadra in attacco, riprendendosi di forza quel contributo offensivo che soprattutto il primo sembrava aver perso. Così, il primo tempo si è chiuso 37-43, malgrado il 13% dall’arco, e nel terzo quarto Sassari ha trovato la forza prima per tamponare i tentativi di Napoli di scappare, poi di mettere il naso avanti a poco più di due minuti dalla fine con un canestro di Battle. Un obiettivo alla portata sulla carta, ma complesso per una Sassari che nei quarti centrali ha sempre sofferto, ma anche per le defezioni sia dell’ala americana che di Treier, fuori dalla partita per doppio antisportivo. Nell’ultimo periodo la Dinamo ha trovato spesso risposte dalla difesa, collassando bene dentro l’area, perdendo però l’occasione di prendere le redini della gara dopo aver recuperato dal -7 toccato a inizio quarto quando sul cronometro mancavano tre minuti. È in quello snodo che la gara si è decisa, perché dal minuto chiamato da Bucchi è stata Napoli a uscire meglio: Sassari è rimasta sì attaccata ma ha ripreso a far fatica nell’organizzazione, perdendo energie fisiche e mentali, con l’ultimo tiro preso per vincere a testimoniarlo.

Ripartenza

Quinta sconfitta consecutiva in LBA. Il dato è pesante e la classifica lo conferma, ma la terz’ultima posizione deve essere stimolo per ritrovare in fretta fiducia e risultati. Proprio la fiducia sarà l’elemento cruciale su cui Bucchi dovrà lavorare perché anche la poca precisione al tiro non viene solo da una serata storta delle bocche di fuoco sassaresi – 6 su 32 da tre, 19% totale. Sassari fa fatica anche quando trova tiri aperti, segnale di come sia più pesante la testa che la mano. La responsabilità della regia, affidata definitivamente a Gentile e Logan, offusca soprattutto il Professore che è stato sì la chiave per rientrare in partita nel quarto periodo ma ha anche perso due dei quattro palloni totali negli ultimi 10’ e ha avuto, nei momenti cruciali del periodo, difficoltà evidenti nella gestione dei possessi. Un guaio a cui si è aggiunta una staticità offensiva ritrovata nel momento decisivo della gara. Rimangono poi i problemi difensivi di una squadra che potenzialmente potrebbe fare meglio: qualche miglioramento però si è avvertito almeno nell’atteggiamento, come in occasione dei due sfondi guadagnati da Kruslin, aspetto cruciale per riportare anche il PalaSerradimigni ad essere protagonista nelle gare interne. Qualcosa di positivo però si è visto. La Dinamo ha conquistato quindici rimbalzi offensivi sui trentasei totali, è riuscita a dare a Mekowulu importanza nel sistema provando a variare le situazioni di gioco ma soprattutto non è crollata dopo l’intervallo, costringendo Napoli a segnare solo 14 punti nel terzo periodo.

Ora la sosta per le qualificazioni, prima del trittico terribile tra campionato e Champions League. Bucchi però avrà il tempo dalla sua parte per completare una cura di cui la Dinamo ha bisogno.

Matteo Cardia

 

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