agenzia-garau-centotrentuno

Dinamo Sassari | Kruslin, Cavina e calendario: una tripla da non sbagliare

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Piccoli smottamenti, cercando di capire se la vera scossa arrivi o meno. Nel frattempo, una vecchia placca torna a posizionarsi in quella fragile crosta del mondo che si chiama Dinamo Sassari. Filip Kruslin rientra in Sardegna a sorpresa, quando più o meno tutti si aspettavano un intervento a cercare un playmaker di ruolo più che una guardia dalla mano educatissima. Un ritorno che però potrebbe dare più tranquillità a una Dinamo esposta a continue oscillazioni.

Tiratore ma non solo

Kruslin era arrivato nella stagione passata per comporre la Dinamo più europea mai vista, segnata maggiormente dall’alto QI cestistico che dall’atleticità. Mano dolce dall’arco – nell’annata passata ha tirato con il 46.6% dai 6.75 – e caratteristiche fisiche e tecniche che gli permettono di poter essere utilizzato sia da due che da tre, il cestista croato rappresenterà una carta in più in un pacchetto piccoli provato dal taglio di Clemmons e dalla discontinuità di Battle. L’ex Syracuse potrebbe trarre beneficio da questo arrivo a livello psicologico: da una parte, perché toglie una parte di carico offensivo richiesto dalle sue spalle, dall’altra perché la concorrenza potrebbe stimolare un giocatore con ampi margini di miglioramento ma che ancora stenta ad ambientarsi alle regole e che litiga con la propria mano da oltre l’arco. L’ex Cedevita darà la possibilità a Cavina di avere una soluzione in più sugli scarichi ma non solo, perché i fondamentali sono segnati dalla scuola balcanica così come il temperamento: tiro, anche dal palleggio, ma anche tanta difesa, che a seconda dell’avversario in questione può andare dallo spot di uno a quello di tre. Kruslin sembra in parte chiudere all’arrivo di un play puro e portare al definitivo passaggio di Logan e Gentile nello spot di uno, vista anche la loro continuità nel giocare il pick&roll. Appare difficile un altro intervento sul mercato: Ruzzier, unico nome plausibile almeno in prestito, è sì chiuso a Bologna ma è sia un italiano che una sicurezza nel caso di infortuni, lato su cui la squadra di Scariolo si è scoperta debole. L’apporto più grande potrebbe essere comunque quello sul lato caratteriale. Kruslin ha esperienza internazionale e un palmares di tutto rispetto, ma soprattutto conosce la società e parte di quello spogliatoio rimasto a Sassari dopo la sua iniziale partenza. Spetterà a lui provare ad essere il collante definitivo in un gruppo che da una parte guarda al passato e dall’altra sembra non aver capito quale possa essere il suo futuro.

Rivoluzione: sì o no?

Le voci di una possibile rivoluzione non aiutano ma sono normali in un ambiente poco abituato a guardare da lontano la zona playoff. Per quanto la classifica non faccia realmente preoccupare, quando Napoli arriverà al PalaSerradimigni domenica sera la vittoria in campionato mancherà da più di un mese, in una gara che già potrebbe ipotecare la partecipazione alla Coppa Italia. E da questa delicata partita, a cui segue la sosta in vista delle qualificazioni al Mondiale della nazionale di Sacchetti, potrebbe passare il destino della panchina. Perché se è vero che il presidente Sardara solo lunedì scorso blindava Cavina, il nuovo passo falso in LBA ha rimesso in discussione la posizione dell’ex coach di Torino. Dopo la prossima partita, Sassari ricalcherà il parquet il 5 dicembre contro la Virtus Bologna, che nonostante qualche scricchiolio nelle ultime settimane sembra l’unica in grado di lottare per lo scudetto contro Milano, poi affronterà il Prometey nel match che deciderà le sorti europee della squadra e, infine, troverà davanti a sé una Venezia in ripresa. Se quella che si cerca è la scossa definitiva, il tempo giusto per darla sarebbe quello a cavallo della sosta, l’unico momento utile per consentire a un eventuale nuovo coach di capire almeno in parte i problemi della squadra e conoscere i propri giocatori. Non è però così facile, perché anche il mercato degli allenatori dà poche opzioni e il progetto di cui ha sempre parlato Sardara dalla prima conferenza stampa sarebbe sconfessato. Secondo Spicchi d’Arancia, l’esperto Piero Bucchi, ex coach di Brindisi, Roma e Cantù, potrebbe essere la soluzione preferita nel caso di avvicendamento in panchina. Tuttavia, qualsiasi sia il destino di Cavina, il portale parla anche di un altro caso – forse più preoccupante ed evidente – all’interno del panorama Dinamo: gli agenti di Christian Mekowulu sarebbero alla ricerca di una sistemazione estera per il proprio giocatore, insoddisfatto per il proprio utilizzo e trattamento a Sassari. Una voce che, se confermata, potrebbe diventare il problema più importante da risolvere per la società sassarese che si troverebbe a cambiare per intero, dopo appena tre mesi, l’asse play-pivot della squadra.

Matteo Cardia

 

Al bar dello sport

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti