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Dinamo Sassari, la mentalità compensa le assenze: ora testa alla Supercoppa

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Essere capaci di sfidare le difficoltà sul campo e fuori è uno dei primi obiettivi che un allenatore mette nella propria lista dei desideri quando costruisce una squadra. Il precampionato della Dinamo Sassari di Piero Bucchi è giunto al termine dopo quasi un mese di lavoro intenso diviso tra Oristano, Sassari e Cagliari e chiuso dalla trasferta in Francia, utile anche a prendere confidenza con le trasferte più lunghe. E i risultati, con due secondi posti e un primo nei tornei precampionato, ma soprattutto l’atteggiamento, possono far mettere una spunta nella lista al fianco dello scopo prefissato, nonostante il problema delle assenze potrebbe indurre a guardare solo il vuoto di un bicchiere mezzo pieno.

Qualità

Lo aveva detto ai nostri microfoni coach Bucchi dopo la vittoria contro Milano che aveva dato la vittoria ai sassaresi nel XII City of Cagliari. Estendere i minuti di qualità era la meta da raggiungere nella trasferta francese. Farlo con le rotazioni ancora più corte nel torneo francese dell’Areas Cup, vista l’assenza di Gentile aggiuntasi alla partenza a quelle di Robinson, Jones, Devecchi e Treier, sarebbe dovuto essere sulla carta più complesso. Invece Sassari, soprattutto nella prima serata, ha dimostrato di poter dare continuità al proprio gioco nella metà campo offensiva ma anche di essere nelle letture difensive. Contro Gravelines la squadra è stata protagonista di una grande prova al tiro, più del 60% dal campo uniti a 25 assist a fine partita, con Bendzius che ancora una volta ha dimostrato di poter essere il giocatore decisivo nel far crescere di livello la squadra. Nella finale giocata contro il Paris il livello è tornato ad alzarsi contro una squadra che nonostante l’assenza di Toupane ha dimostrato a tratti perché giocherà in Eurocup. La stanchezza dei sassaresi ha fatto evidenziare qualche problema ancora nelle tempistiche con gli show difensivi sul pick avversario, mentre una terna arbitrale sottotono ha messo a dura prova i nervi della squadra. La Dinamo però è rimasta lì, è riuscita a fare uno scivolamento in più in alcune situazioni e a trovare tanto prima da Dowe, poi da Kruslin e da Diop, e nonostante un Onuaku non brillante, è stata capace di sfiorare la vittoria anche grazie al contributo di giocatori come Chessa e al giovane Pisano. Nel supplementare le batterie sono finite in fretta, ma Sassari ha dimostrato di esserci e alla ripresa dei lavori fissata per martedì potrà cominciare a preparare con determinate sicurezze il primo impegno ufficiale della stagione.

Obiettivi

La semifinale di Supercoppa contro Tortona del 28 settembre è ormai all’orizzonte. I rientri di almeno i due statunitensi Robinson e Jones, oltre a quello di Gentile, sono le due speranze della settimana e mezzo di lavoro che aspetterà i biancoblù prima di volare verso Brescia, sede della manifestazione che anticipa l’inizio del campionato. I ritardi nella condizione e nel lavoro insieme potrebbero portare a vedere una Dinamo al suo apice in tempi più lunghi rispetto a quanto previsto. Tuttavia, il problema più grande potrebbe essere rappresentato dalla mancanza del ritmo partita dei giocatori rimasti fuori più che per le vere e proprie caratteristiche dei due. Robinson ha dimostrato di potersi adattare in breve tempo alle caratteristiche del lungo con cui costruirà l’asse portante della squadra, mentre quanto visto nei tornei giocati, con la buona capacità di liberare spazio sull’arco dimostrata soprattutto negli angoli, potrebbe aiutare Jones a inserirsi più velocemente e avere un impatto offensivo quasi immediato. Rimane però tutto sulla carta, con il solo campo a poter determinare i giorni necessari a trovare l’amalgama definitiva. Tra chi è stato sempre a disposizione, il torneo in Francia ha fatto capire ancora una volta che Bendzius e Kruslin possono trovare le risposte grazie anche alla loro esperienza e personalità, mentre Dowe è salito ancora di livello, nonostante qualche passaggio a vuoto nella seconda serata dovuto alla stanchezza. Onuaku rimane potenzialmente un fattore, anche se dovrà risolvere qualche problema dal punto di vista dei falli spesi troppo in fretta in entrambe le serate. Situazione che ha permesso a Diop di far notare la sua crescita, anche se restano ancora dei margini di miglioramento a rimbalzo. Menzione d’onore, infine, per chi come Chessa e Gandini avranno meno spazio in stagione, ma anche per Raspino – meglio contro il Gravelines – e soprattutto Pisano, che nonostante i soli 17 anni ha dimostrato di saper cogliere l’occasione con personalità e voglia di mettersi in mostra.

Matteo Cardia

 

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