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Dinamo Sassari, le chiavi della squadra in mano ad Anthony Clemmons

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Al PalaSerradimigni è finita l’era di Marco Spissu, comincia quella di Anthony Clemmons. La Dinamo Sassari perde consapevolmente uno dei simboli della società, desideroso di competere in un campionato estero importante come la ACB e di mettersi alla prova dopo quattro anni di crescita evidente, non solo sul piano del gioco. Dall’altra parte, i tempi della trattativa e la volontà della Dinamo di voler accontentare Spissu hanno consentito al GM Pasquini di avere il tempo giusto per trovare il giocatore adatto a prendere le chiavi della squadra in mano. La scelta è ricaduta sul play americano naturalizzato kazako che ha numeri ed esperienza dalla sua parte: un altro giocatore che potrebbe sfruttare la Dinamo per arrivare a piani più alti.

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La carriera e le caratteristiche
La carriera di Anthony Clemmons è iniziata in Austria, dopo un’esperienza al college durata quattro stagioni con minutaggi e numeri crescenti. La prima tappa è stata fondamentale per adattarsi al basket europeo e acquisire fiducia, con cifre che l’hanno portato a firmare dopo appena un’annata in VTB League, all’Astana. In due stagioni, oltre a diventare kazako per passaporto, il play nativo di Lensing ha reso ancora più solide le sue certezze, soprattutto nel secondo anno, in cui le medie nelle tre voci principali – punti, assist e rimbalzi – sono cresciute tanto da valergli una buona offerta da Monaco, reduce dalla finale di BCL. Tra Pro A ed Eurocup, il classe 95 ha avuto sì meno minuti in campo rispetto alle precedenti esperienze, anche a causa del lungo roster della compagine monegasca, ma ha mantenuto la doppia cifra di media a partita in un campionato che poi non si è concluso a causa della pandemia. La firma con l’Igokea poteva sembrare come un passo indietro. In Bosnia però Clemmons ha ritrovato quel protagonismo che prima della Francia aveva dimostrato essere nelle sue corde: nella Lega Adriatica ma soprattutto in Champions League, l’impatto è stato rilevante. In Liga ABA 17 partite su 24 in doppia cifra, in BCL 13.3 punti di media con quasi il 49% da tre e il 52.5% da due, accompagnati da 3.6 assist e almeno una palla rubata a partita. Numeri e caratteristiche l’hanno fatto finire nel taccuino di Federico Pasquini che l’ha individuato come l’ingranaggio mancante nel meccanismo Dinamo.

È dal palleggio che Clemmons è capace di creare più problemi alle difese avversarie. Da questo fondamentale, specialmente attraverso il pick&roll, si aprono le tre principali strade offensive: attacco del ferro, palleggio arresto e tiro, assist per il lungo o per gli esterni spaziati. La palla alzata per la schiacciata del rollante è più di un vizio, ma il playmaker sa gestire bene le tempistiche e le differenti situazioni del gioco, anche grazie a un sapiente utilizzo del corpo. La rapidità e l’aggressività sono caratteristiche che si notano in ambo i lati del campo: se in attacco compensano al fatto che non raggiunga l’1,90 di altezza, in difesa aiutano sia nelle situazioni di p&r che nei cambi difensivi a volte necessari. I centimetri e i muscoli sono due aspetti che non lo rendono diverso da Marco Spissu, tra i due però qualche differenza c’è.

Diversi
Il primo passo dello statunitense è segnante, una caratteristica che aiuta nella costruzione dell’azione offensiva e potrebbe dare grandi vantaggi ai tiratori di Sassari, sia a difesa schierata che in transizione. Rispetto a Marco Spissu, il nuovo volto della Dinamo è meno passatore: per il neo play di Malaga parlano le cifre fatte registrare l’anno scorso, quando è risultato il primo passatore in Champions League, grazie soprattutto all’intesa con Miro Bilan e a un QI cestistico messo in evidenza durante tutta la stagione, anche in Serie A. Diversa è la confidenza nel tiro dai 6,75, dimostratasi la principale arma offensiva dell’ex Banco. Clemmons fa meno affidamento sul tiro da oltre l’arco e preferisce la soluzione piedi per terra: la mano non trema ma ha più confidenza nell’arresto e tiro oltre la linea dei 3 punti e nell’attaccare il ferro. Infine, a cronometro fermo, la sicurezza di Spissu dalla linea del tiro libero è difficile da replicare: nel fondamentale Clemmons ha dimostrato negli anni di avere qualche difficoltà in più, con percentuali però che nell’ultimo anno sono cresciute fino all’89% toccato in BCL, contro un meno positivo 75% nella Lega Adriatica.

Coach Cavina avrà a disposizione un pacchetto di piccoli che gli offrirà varie soluzioni. Clemmons può agire anche da guardia, così come Gentile, Logan e Battle. Se lo spot da 1 rimane quello principale, la possibilità di alternare uomini e situazioni durante la partita sarà un grande vantaggio per il nuovo allenatore biancoblu.

Era difficile per tanti immaginare una Dinamo Sassari senza Marco Spissu. L’eredità del play sassarese è più pesante di quanto dimostrino le cifre ma l’esperienza di Clemmons e quanto fatto vedere soprattutto in maglia Igokea nella passata stagione, possono essere un buon punto di partenza per mettere da parte i ricordi e concentrarsi sul presente. La Dinamo è al completo, ora la stagione può iniziare.

Matteo Cardia

 

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