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Dinamo Sassari-Napoli: difesa e carattere, il diktat di Bucchi

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Cambiano giocatori e passano gli allenatori ma il metodo migliore per attuare una vera rivoluzione è raggiungere l’obiettivo prefissato. E quello di casa Dinamo Sassari si chiama vittoria, quei due punti che in campionato mancano da un mese. La prima partita dell’era Piero Bucchi e l’ultima prima di una fondamentale sosta per le nazionali, sarà contro una GeVi Napoli in ascesa ma indebolita sotto le plance.

Difesa primo step
Il neo-coach sassarese, ex di turno, ha parlato chiaro nella conferenza stampa di presentazione: “Inizieremo dalla difesa, partiremo da questo”. Perché il punto più debole di Sassari, nonostante un attacco con giri di motore diversi rispetto alle abitudini degli ultimi anni, rimane la propria metà campo e la partita contro Tortona, dove i limiti difensivi si sono uniti a quelli mentali, ne è stata la dimostrazione. È vero che la Dinamo subisce meno nei quaranta minuti rispetto ad altre squadre ma la problematica rimane ed è avvertita per lo più nei quarti centrali, tra secondo e terzo periodo. Una situazione dovuta tanto all’atteggiamento della squadra, dalla mancata comunicazione fino all’assenza di cattiveria sotto canestro, quanto a delle porose regole difensive apparse mai chiare nel corso del campionato. Compiti e consapevolezze che sono di conseguenza mancati anche in attacco: della poca intensità difensiva ne hanno risentito elementi cercati per esprimere un basket più atletico e veloce, come Battle, ma anche giocatori in grado di correre bene il campo e lasciare andare la propria fisicità, come Mekowulu. A difesa schierata è stata la staticità il peggior nemico della Dinamo, orfana di un gioco bidimensionale che ha messo in ombra le caratteristiche di alcuni protagonisti della passata stagione come Burnell. Ridare importanza al gioco in post-basso, sfruttare le capacità atletiche e ritrovare continuità in quelle balistiche – vedi Bendzius ma anche Treier – delle ali e dei centri sassaresi sarà il primo passo importante per una Dinamo che però contro Napoli dovrà dare prima una risposta sul piano della testa rispetto a quello del gioco. Anche se, proprio contro la GeVi, il gioco interno potrebbe essere potenzialmente la chiave della gara.

In crescita
La squadra di Sacripanti arriva al PalaSerradimigni in crescita ma senza il proprio lungo titolare e con il solo Zerini di ruolo a disposizione. Con l’infortunio di Frank Elegar, centro esperto già visto nell’ultima stagione a Reggio Emilia, i partenopei hanno perso qualcosa in profondità e fisicità ma la reazione del gruppo squadra, già provato dalla partenza per motivi personali di Mayo, ha fatto la differenza. Quello azzurro è un gruppo che proviene prevalentemente dall’esperienza della passata A2: Parks, lo stesso Mayo e il gruppo italiani composto da Lombardi, Marini, Uglietti e Zerini sono stati infatti i protagonisti della promozione arrivata al termine della stagione 2020-2021. Sono stati pochi i tasselli aggiunti in estate: su tutti Markis McDuffie, protagonista di una ottima stagione in A2 a Piacenza, l’ex giocatore di Avellino e top scorer del campionato 2017-18 Jason Rich, e il promettente play-guardia lituano Artus Velicka, classe 1999. Solo l’uscita di Mayo ha portato a Napoli un nome come quello di Jeremy Pargo, esperta combo-guard con tanta Eurolega in carriera, e ora l’infortunio di Elegar porterà ad un’altra operazione di mercato. Pochi interventi per una società che ha deciso di puntare su giocatori chiamati ad alzare il proprio livello di gioco rispetto alla passata stagione: una scommessa fino ad ora vinta. La versatilità di McDuffie, Parks e Lombardi ha permesso alla squadra di Sacripanti di trovare una quadra nel breve periodo nonostante i minori chili sotto il ferro. L’aggressività difensiva e l’esplosività, già intravista a Cagliari durante il torneo internazionale organizzato proprio dalla Dinamo lo scorso agosto, è rimasta a caratterizzare l’impianto creato da Sacripanti, a cui però si sono aggiunte maggiore fiducia e meno confusione offensiva soprattutto nelle ultime settimane: dopo un inizio complesso, due sconfitte contro Milano e Reggio, Napoli ha preso consapevolezza trovando maggiore distribuzione di responsabilità e l’obiettivo salvezza sembra più che abbordabile, nonostante qualche amnesia difensiva soprattutto nei posizionamenti sul lato debole.

Nell’ultima partita contro Pesaro, i partenopei hanno confermato la loro crescita firmando la propria migliore prestazione al tiro – 59,4 % dal campo – e hanno trovato risposte soprattutto dal perimetro: per questo, per la Dinamo sarà fondamentale una maggiore aggressività sui portatori di palla e sugli scarichi, mentre dall’altra parte del campo dare più armoniosità alle azioni e una maggiore presenza a rimbalzo offensivo – fondamentale in cui la Dinamo si trova in ultima posizione per media a partita – potrebbero essere gli ingredienti fondamentali per una vittoria che significherebbe tanto in chiave classifica ma soprattutto di squadra.

Matteo Cardia

 

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