Dinamo spalle al muro, Venezia sul 3-2

Venezia e Sassari tornano al Taliercio per giocarsi Gara 5 e provare a mettere la testa avanti nella serie valida per la finale scudetto della Serie A di basket.

La Dinamo ha voglia di correre ma ha lasciato la testa negli spogliatoi: la partenza è fatta di distrazioni, ingenuità e palle perse. La mossa Vidmar in quintetto sembra dare qualche grattacapo a Cooley e allora ci pensa il solito Rashawn Thomas, in modalità dominatore. Dall’altra parte c’è una Reyer concentrata e solida, guidata da capitan Haynes e, in generale, da una buona prestazione generale.
Che l’inerzia penda a favore dell’Umana sembra sempre più evidente anche nel secondo quarto. In questa fase arriva la nota dolente della serata: Stefano Gentile si fa male durante uno scontro con Watt nel corso di una lotta a rimbalzo. La guardia sassarese esce in lacrime. Questo brutto colpo sembra scuotere gli ospiti, sinora in balia delle incursioni di Tonut. Spissu suona la carica e Thomas continua a incantare. Sassari colma il gap e chiude i primi 20 minuti a soli quattro punti di distanza. Il primo tempo si chiude 38-34, punteggi bassi determinati soprattutto dai tanti errori dall’arco delle due squadre.
“L’effetto Gentile”, tuttavia, dura poco. Il Banco resta negli spogliatoi e subisce un pesantissimo parziale da 10-0 nelle prime battute. Ancora una volta si deve riattivare Thomas, che nella sua prestazione totale al Taliercio mostra di potersi trascinare dietro anche Spissu: due triple del numero 0 e arriva un contro-parziale da 10-0. La partita vive di folate con l’Umana che prova ad allungare e la Dinamo che ricuce lo strappo. Il -7 con cui si arriva a fine quarto è paradossalmente positivo per Sassari che senza la verve di Thomas e Spissu ha rischiato un passivo decisamente peggiore.
Il quarto periodo inizia all’insegna di Dyshawn Pierre, svegliatosi dal torpore, e la Dinamo torna a crederci. Venezia, però, vede molto di più il canestro da tre e con Daye e Tonut ricaccia indietro gli avversari. Il Banco, invece, a tirare dall’arco ci manda spesso McGee, decisamente il peggiore visto lo 0su5. Daye, intanto, come già accaduto in Gara 1 e 3 si prende la scena grazie al suo talento abbacinante. Il Banco molla definitivamente a poco meno di tre minuti dalla fine. Finisce 78-65, Venezia mette la testa avanti nella serie e fra 48 ore al Palaserradimigni avrà la prima chance per chiudere i conti.

TABELLINO

Venezia: Stone 2, Haynes 10, Bramos 11, Mazzola, Watt 2, De Nicolao 5, Tonut 15, Cerella 5, Daye 20, Vidmar 5, Giuri, Biligha.
Sassari: Smith 3, Pierre 4, Thomas 20, Cooley 2, Spissu 17, Gentile, Devecchi, Carter 1, Polonara 5, Magro 2, Diop, McGee 6.

PAGELLE

Smith 5,5 – Dovrebbe garantire leadership ma stasera si fatica addirittura a vederlo.
McGee 5 – Tende a strafare e da tre non segna mai. Serata da dimenticare e anche di corsa.
Pierre 6 – Tanta lotta a rimbalzo, importante per sopperire la sua carenza offensiva.
Thomas 7,5 – Continua a dimostrare perché squadre che militano in Eurolega han messo gli occhi su di lui.
Cooley 5 – Oggi perde la battaglia. È amaro dirlo, ma la mossa Vidmar in quintetto lo ha irretito.
Spissu 7 – La bomba ignorante sta diventando un marchio di fabbrica. Utile per suonare la sveglia.
Carter 5 – Gioca solo 5 minuti e neanche brillantissimi. Forse meritava altre chance.
Gentile 6 – La sua uscita in lacrime fa male, molto male. Sufficienza di incoraggiamento.
Polonara 5 – Non riesce a metterci la solita energia: stasera si limita a subire Daye.
Devecchi sv –
Magro 6 – Altri minuti utili a far rifiatare Cooley e gestirne i falli.
Pozzecco 5 – Trova risposte convincenti solo da Thomas e Spissu, mentre il resto della squadra resta a guardare per merito anche delle contromosse pensate da De Raffaele. Con Gentile “azzoppato”, forse insistere su McGee – incapace di segnare diverse triple agevoli – e lasciare Carter nel congelatore non è stata la scelta migliore.

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