Gianmarco Pozzecco durante un timeout | Foto Luigi Canu

Dinamo Sassari, una sconfitta che non deve scoraggiare

Due avversari difficili in quattro giorni: la Dinamo Sassari ha affrontato prima il Galatasaray e poi la Reyer Venezia e non ne esce sostanzialmente male, anzi. L’esordio in Champions League basketball con i turchi è stato molto positivo, una netta affermazione per 93-84 contro la seconda squadra del girone. Spissu sugli scudi e un Tillman finalmente in rotazione hanno favorito la vittoria del Banco.

Al Taliercio, palazzetto tradizionalmente ostico per i sassaresi, la Dinamo si trova più o meno da subiti costretta a inseguire, ma era ampiamente previsto. La Reyer è almeno un gradino sopra Sassari, in primis perché è la stessa squadra da tre anni e, anche senza Daye, rappresenta una delle forze della Serie A1, oltre a essere l’ultima compagine ad aver vinto lo Scudetto. La partita lascia in dote una squadra caparbia, che non ha mollato mai e che, con un po’ più di fortuna e qualche decisione arbitrale meno avversa, avrebbe anche potuto portare a casa i due punti.

Cosa funziona, cosa c’è ancora da registrare – Sicuramente fra le note positive c’è Marco Spissu. Il playmaker sassarese è l’anima e la guida di questa squadra e, come scritto ieri in sede di pagelle, è positivo vedere come gli altri lo cerchino nei momenti difficili. Fra le note positive vanno inseriti anche il solito Bilan e i nuovi arrivati Bendzius e Burnell. Il lituano è una bocca da fuoco affidabile e una variabile in più per l’attacco del Banco; l’americano, invece, è quello che oltreoceano chiamano “glue guy”, il collante fra le due fasi della squadra. Il dato positivo che li accomuna è che non sembrano mai avere paura quando la palla inizia a pesare. Chi deve ancora settarsi del tutto invece sono Kruslin e Pusica. Il duo slavo, infatti, continua ad alternare prestazioni positive ad altre meno convincenti, ma per motivazioni differenti. Kruslin sembra spesso nervoso, o comunque molto emotivo, capace di farsi condizionare dagli eventi sul parquet. Per carità, è umano, ma è anche un tiratore e la sua capacità di restare lucido è fondamentale per garantire un buon rendimento. Per il serbo, invece, il discorso è differente: a lui si chiede di dare minuti di qualità uscendo dalla panchina, muovendo le difese e alternando pick’n roll, penetrazioni e tiri dall’arco. Il suo problema sono i troppi alti e bassi all’interno della singola partita, soprattutto se i suoi “bassi” corrispondono a delle secche in attacco del resto della squadra. Apprezzabilissimo, invece, il loro apporto in difesa.

Roster corto e infortuni – È il tema di inizio stagione: coach Gianmarco Pozzecco non ha mai avuto a disposizione il roster al completo. I guai fisici che Stefano Gentile si sta trascinando dalla prima partita di Supercoppa contro Roma e un Tillman giunto a Sassari non in perfette condizioni – oltre che provato dai lutti familiari causati dalla pandemia di Covid – sono certamente il problema principale per le rotazioni. Gentile, soprattutto quando nel reparto piccoli gira solo Spissu, è un elemento di sicura affidabilità. L’americano, invece, ha mostrato di non reggere le tre partite in una settimana ma è l’elemento decisivo per portare a compimento l’idea di basket del Poz: un gioco meno perimetrale, più impostato sul pitturato ma comunque molto dinamico.

I dubbi della pandemia – La situazione epidemiologica determinata dal Covid-19 è sotto gli occhi di tutti. La cosiddetta “seconda ondata” è arrivata e ora ci si interroga sul da farsi. Il Dpcm firmato ieri dal governo, intanto, assesta il primo colpo al basket italiano: i palazzetti tornano a svuotarsi, togliendo di fatto anche quel poco di incasso che le squadre stavano raggranellando. Al Palaserradimigni, sinora, stavano entrando 200 persone su una capienza complessiva di 5 mila. Sono numeri che parlano da soli, ma è chiaro che un palazzetto vuoto per tante società sarebbe anche peggio. Ed ecco allora che arriva la proposta della Virtus Bologna: sospendere il campionato sino al ripristino di una situazione accettabile a livello epidemiologico, così da salvaguardare almeno la presenza minima di pubblico nelle strutture sportive. Un messaggio molto preoccupante, soprattutto visto che arriva da una delle società economicamente più solide del nostro campionato, ma che rappresenta una chiara fotografia dei problemi che la pandemia sta causando allo sport in Italia e non solo.

Lello Stelletti 

 

AL BAR DELLO SPORT

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