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Dinamo: sotto canestro si soffre, Bendzius e Burnell le certezze

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Sempre a rincorrere, con la testa messa avanti solo durante un terzo quarto dove le percentuali sembravano tornate quelle delle prime uscite. La Dinamo Sassari è uscita sabato pomeriggio dalla Supercoppa Discovery+ per colpa di una Brindisi apparsa più sicura dei suoi mezzi e soprattutto più profonda.

Equilibrio
Si trattava, sulla carta, del quarto di finale più equilibrato. E così è stato, almeno fino a metà dell’ultimo periodo, quando guidata da un ambizioso Redivo, arrivato in corsa per sostituire momentaneamente l’infortunato Clark, Brindisi ha scavato il solco decisivo per la vittoria, da quel frangente mai stata in dubbio nonostante alcune difficoltà ad attaccare la zona schierata da Sassari nei minuti finali. Nei primi due quarti di gioco, il Banco è riuscito a contenere i danni grazie a una difesa che in più tratti si è ben comportata, malgrado l’incapacità di arginare Nick Perkins dentro l’area. Difesa che però non si è tramutata in azioni a campo aperto o canestri rapidi, con Logan e compagni che invece sono spesso arrivati a dover prendere tiri forzati vicini allo scadere dei 24. Con il gioco interno negato dai pugliesi – Mekowulu ha preso solo quattro tiri in 22 minuti, la Dinamo ha provato a trovare risposte dove le aveva trovate fino al pomeriggio di sabato, oltre quei 6.75 da cui gli esterni e non solo hanno sempre fatto male agli avversari. L’ 1/11 del primo tempo ha però indebolito le ambizioni della squadra di Cavina, già provata da una HappyCasa che malgrado gli errori è restata saldamente al comando della partita. Solo nel terzo quarto il Banco è riuscito ad alzare i giri del motore, guidato da Bendzius che con tre triple è riuscito a mettere davanti i biancoblù per la prima volta nella gara. La Dinamo ha dimostrato di essere viva ma i problemi sono rimasti gli stessi: difficoltà a difendere l’area e a rimbalzo, percentuali che con lo scorrere dei minuti si sono nuovamente abbassate e giocate vicino a canestro assenti. Problemi divenuti troppo pesanti nell’ultima frazione di gioco, soprattutto con l’uscita per cinque falli del centro biancoblù, che ha fatto optare per un passaggio alla zona 2-3 negli ultimi minuti. Se all’inizio lo schieramento difensivo ha messo in disordine le idee offensive brindisine, poi ha finito per evidenziare i pochi chili e centimetri sotto canestro, e la partita è così scivolata via.

 

Stessi problemi
Si sapeva che la Dinamo potesse essere corta nel reparto lunghi. Un rischio calcolato, in attesa del ritorno di Diop ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio. L’assenza di Jacopo Borra dalla partita ha però ulteriormente complicato i piani per una Sassari che già faticava sotto le plance. Alle mancanze nel referto si sono unite le difficoltà di Mekowulu, sia per i falli commessi che per il poco coinvolgimento in attacco, e quelle del coach isolano nel sostituirlo. La risposta flebile di Treier e le difficoltà di Gandini hanno portato Cavina ad abbassare il quintetto per larghi tratti della partita, esponendosi così alla forza di Adrian e soprattutto di Perkins nel pitturato. Sul fronte piccoli, Sassari ha sofferto ancora una volta le basse percentuali di Logan, che capendo la serata storta ha attaccato maggiormente il ferro finendo spesso in lunetta, il poco peso di Gentile, che ha avuto qualche difficoltà anche in regia, e gli sbalzi di rendimento di Clemmons, in attacco e in difesa. Il play-guardia ex Igokea e Monaco ha approcciato timidamente la gara sul lato offensivo, accontentandosi del tiro più volte prima di sfruttare al meglio la sua fisicità in penetrazione, per poi spegnersi nuovamente nell’ultimo periodo; 10′ finali che lo hanno anche visto alternare buone letture difensive ad altre rivedibili, specialmente quando si è trovato a marcare Redivo. Dopo una prima parte di torneo da protagonista è mancata anche la scossa di Tyus Battle. Ben controllato dagli uomini di Vitucci e alla prima esperienza da dentro-fuori in maglia Dinamo, lo statunitense ha sofferto il valore dei 40 minuti, avendo un impatto minimo in entrambi i lati del campo.

Prima dell’esordio in campionato contro una Pesaro apparsa lontana dalla condizione migliore nella sua breve esperienza in Supercoppa, Cavina ha una settimana di lavoro per far ricaricare gambe e mente ai suoi giocatori, infondere più certezze tattiche e consapevolezza al gruppo. Oltre al tempo, il coach sassarese avrà dalla sua parte due certezze di lungo corso cresciute nel corso della manifestazione, Eimantas Bendzius e Jason Burnell, i migliori in campo per la Dinamo nella sfida di sabato.

Matteo Cardia

 

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