Lotta in area biancoblù | Foto Luigi Canu

Dinamo, una serata da incubo che può servire da lezione

Rabbia e delusione per la mancata chance di chiudere i conti, ma anche preoccupazione dopo una sconfitta inaspettata. Si possono riassumere così gli umori in casa Dinamo Sassari dopo la sorprendente sconfitta con i danesi del Bakken Bears.

Un KO che potrebbe far male più che alla classifica del Girone A della Basketball Champions League al morale della squadra di Gianmarco Pozzecco. Eppure la serata era iniziata bene: il parziale di 29-19 nel primo quarto ha fatto pensare a una passeggiata per i biancoblù fin lì in pieno controllo della partita. Dal secondo quarto in poi, la squadra si è spenta magari peccando un po’ di presunzione anche consci del fatto che alle rimonte in casa Sassari ci si è abituati, ma non è stato questo il caso. La leggerezza del non avere nulla da perdere di una squadra ancora a quota 0 vittorie e le tante seconde chance concesse ai danesi hanno fatto il resto, il Banco di Sardegna ha chinato il capo e ha incassato un ventello impronosticabile.

Problema annoso – A far cambiare pagina alla Dinamo non sono bastati i vari timeout energici di un Pozzecco, che ha espresso tutta la sua delusione nella conferenza stampa post-partita: “Poco da commentare, la spiegazione la si trova nei 27 rimbalzi offensivi presi dagli avversari, ci hanno distrutto sotto questo punto di vista e hanno preso anche in fiducia”. Un problema che sta diventando annoso quello sotto le plance che sembrava risolto, almeno in parte, nelle ultime due vittorie seppur già con Treviso erano emersi dei limiti nel quarto finale che ha visto la rimonta di Logan e compagni. Salvi Bilan e Burnell, la Dinamo ha sofferto tanto sotto i tabelloni concedendo l’incredibile numero di 27 rimbalzi offensivi, 9 in meno di quelli presi da Brindisi nella sfida interna di campionato del Pala Serradimigni dove anche in quella occasione era stato l’evidente tallone d’Achille dei biancoblù. Una lacuna che non ci si aspettava certo d’avere a inizio anno quando coach e GM Pasquini hanno plasmato questa squadra: Bendzius, Tillman, Treier sono tutti oltre 2 metri, ma anche le guardie che questa quota la sfiorano come Kruslin e il povero Pusica, ora costretto ai box. La fisicità non manca, allo staff e al Poz scoprire cosa cercare di affinare nei prossimi allenamenti.

Serve la scossa – Per proseguire in Europa ora a gennaio servirà almeno una vittoria tra Istanbul e Tenerife per evitare di fare calcoli con la differenza canestri o sperare in un’altra impresa firmata Bakken Bears. Ma prima c’è da pensare al campionato e soprattutto non lasciare per strada gli insegnamenti da archiviare dopo la brutta figura contro i danesi dell’ex Cagliari Deshawn Stephens. Il lavoro sul parquet sarà risicato nei prossimi 10 giorni con tre gare da giocare contro Milano, Cremona e Brescia. Tre avversarie difficili, ma che potrebbero aiutare la Dinamo a cancellare la brutta serata di coppa, tenendo a mente che partite come quella contro i Bears non si possono e non si devono ripetere.

Matteo Porcu

 

 
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