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Dinamo Women, coralità e roster profondo le chiavi della terza stagione in A1

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“Cerchiamo la coralità”. Basta un sostantivo per capire quale direzione prenderà la Dinamo Women di Antonello Restivo rispetto a quanto visto nelle due stagioni precedenti nella massima serie. Una stagione in cui le biancoblù cercheranno di dire la loro.

Step

Un gradino alla volta Sassari ha dimostrato di poter restare in A1. Nel primo complesso anno di vita nella massima serie la squadra di Restivo ha dovuto fare i conti con la propria giovane storia. Una situazione che però non aveva reso impossibile il raggiungimento della salvezza, nonostante lo sfavore del pronostico contro Broni. Dopo l’esordio la squadra biancoblù ha capito di dover fare un passo in più. Così sono arrivate giocatrici come Moroni e Orazzo per aumentare i giri del motore italiano della squadra, chiuso poi da Pertile, Dell’Olio e Patané e soprattutto da un’Arioli che fino a quando il fisico lo ha concesso non ha mai fatto un passo indietro. La strategia sulle americane non è cambiata, anzi. Lucas e Shepard, nonostante l’arrivo in ritardo della seconda causa WNBA, sono state le straniere offensivamente più forti del campionato. Sassari si è tolta la soddisfazione di partecipare a una Coppa Europea, ma ha dovuto modificare il roster in corsa aggiungendo una 4 di sicura affidabilità come Skoric. Fino ai problemi fisici di Lucas tutto sembrava scorrere nel verso giusto, almeno classifica alla mano, con i playoff ancora possibili. Soprattutto perché con il passare del tempo, l’apporto in attacco delle italiane era venuto fuori, dando così più equilibrio nella metà campo avversaria. La stanchezza dovuta alle rotazioni corte però nel lungo periodo si è fatta sentire, specialmente poi quando Lucas ha dovuto alzare bandiera bianca. Ma ancora una volta nei playout Sassari ha dimostrato di aver appreso la lezione e conquistato quello che solo una posizione in classifica le aveva negato. E anche per questo che nei nostri Oscar che si terranno giovedì 30 giugno, ad Alghero, che a coach Antonello Restivo e alla capitana Cinzia Arioli due dei nostri premi (qui potete scoprire quali).

Profondità

Ora però si volta pagina. In un campionato in cui le avversarie di prima fascia come Venezia, Schio e Virtus Bologna sembrano poter rischiare di fare un campionato a parte, sarà determinante la continuità per fare ancora un ulteriore step. E per riuscirci la profondità del roster sarà una prerogativa. Federico Pasquini sembra essersi mosso in questo modo, giocando d’anticipo dove possibile così come fatto con il maschile. Puntellando soprattutto il campo delle italiane. Il colpo Carangelo è sulla carta il più importante. Non solo perché la giocatrice è stata parte della Nazionale in più occasioni, ma perché l’esperienza pluriennale in maglia Reyer parla non solo dal punto di vista prettamente tecnico ma anche da quello carismatico. Esperienza e conoscenza del gioco saranno fondamentali per aiutare l’inserimento di due giovani con potenzialità come Makurat e Thomas. Entrambe al college hanno fatto vedere cose importanti, con la seconda che ha dimostrato di avere carattere già nel suo primo anno lontana dal college guadagnandosi con il camp post-draft la chiamata in WNBA. Il prodotto di Arizona si dovrà adattare al basket europeo (Makurat ha fatto il suo primo anno da Pro nell’ultima stagione in Polonia chiusa a oltre 10 punti di media), ma l’attitudine sembra essere quella giusta per impiegare meno tempo possibile. Chi invece in quintetto avrà già diversi campionati da mettere al servizio di Restivo e compagne sarà Gustavsson, reduce da due buone stagioni in Francia. L’arrivo della prima statunitense, anticipa quella della seconda che sarà la probabilmente la numero cinque. Non sarà facile raccogliere l’eredità di Shepard, accasatasi nel frattempo a Venezia, ma la scelta rispecchierà l’intenzione di non dipendere troppo da un solo profilo offensivo. In panchina, invece, Sassari è riuscita ad assicurarsi un prospetto importante come Sara Toffolo, reduce dall’annata della conferma delle sue qualità in maglia Moncalieri, ma anche Giulia Ciavarella, guardia-ala nell’ultimo anno alla Virtus Bologna. Una giocatrice che avrà voglia di mettere in mostra le sue qualità offensive dopo un ultimo anno con poco minutaggio e che dalla panchina potrebbe portare quel cambio di passo spesso determinante nelle partite, anche quelle più tirate. Si attende ora solo l’ufficialità della firma di Federica Mazza, nell’ultimo anno a Broni, playmaker che nonostante la giovane età (classe 2001) si affaccerebbe con le sassaresi alla sua terza esperienza in A1.

Matteo Cardia

TAG:  Dinamo Women
 

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