agenzia-garau-centotrentuno
goldaniga

Duttilità e condizione: la nuova scommessa Goldaniga a Cagliari

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Più di una crepa ha attraversato il muro difensivo del Cagliari negli ultimi tempi. Infortuni, cali di rendimento, squalifiche. Spaccature il più delle volte percettibili, meno di quella assenza di fiducia che si è nascosta dietro gli errori e i gol subiti. Così, a gennaio, complici le uscite certe di Diego Godin e Martin Caceres, il club cagliaritano ha cominciato a guardarsi attorno, anche alla ricerca di un profilo che facesse della duttilità la sua forza. E per questo gli occhi sono finiti per essere puntati su Edoardo Goldaniga.

Passaggi chiave
Cresciuto vicino casa, tra le fila dell’allora Pizzighettone, Goldaniga è arrivato nel calcio dei grandi grazie al Palermo, lontano dalla sua Lombardia. Approdato in Sicilia nel 2012, il giovane difensore viene spesso aggregato alla prima squadra ma i minuti in campo arrivano solo con la Primavera rosanero. La giovane età e il bisogno di giocare spingono Goldaniga verso il primo prestito a Pisa, nel 2013-2014 in Lega Pro. Trenta presenze, un gol e i play-off raggiunti: una stagione che finisce per portarlo sotto la lente d’ingrandimento della Juventus che ne acquista metà cartellino dal Palermo, prima di girarlo in prestito al Perugia. Nel club umbro, i miglioramenti sono costanti, soprattutto sul piano tattico: prima con la difesa a quattro e poi con quella a tre, Goldaniga diventa una certezza per una squadra che centra i playoff ad un anno dalla promozione. È la stagione chiave. Il Palermo decide di riportarlo a casa, sfruttando anche l’operazione Dybala, e per due stagioni il classe 1993 rimane in Sicilia fin quando il Sassuolo decide di puntarci. Prima per scelte tecniche e poi soprattutto per gli infortuni, Goldaniga non trova continuità, così nel 2018-2019 finisce nel neo-promosso Frosinone e poi, l’anno dopo, al Genoa. Quella in rossoblù è un’esperienza che inizia con la stessa fatica avuta in neroverde, poi però i minuti salgono nella parte finale dell’annata e nella stagione 2020-2021 arriva la conferma del prestito in Liguria: è un’avventura diversa, dove la duttilità e lo spirito di sacrificio di Goldaniga diventano importanti nel raggiungimento della salvezza genoana.

Buon passo e pochi minuti
Prima con Maran e poi con Ballardini, a Genova Goldaniga copre due ruoli differenti: principalmente braccetto destro o centrale nella linea a tre oppure, all’occorrenza, quinto di destra. Ad avvantaggiarlo le sue caratteristiche fisiche e tecnico-tattiche: “Gli piace stare addosso all’avversario e giocare d’anticipo, ha una buona gamba e quindi può far bene in recupero” così Andrea Camplone, suo ex tecnico al Perugia, lo ha descritto in una intervista rilasciata ai nostri microfoni. Un profilo simile quindi, almeno sulla carta, a quello di Martin Caceres, nonostante la carriera dell’uruguagio sia stata di più alto livello. Ed è proprio lo spazio che lascerà el Pelado che Goldaniga dovrebbe andare a coprire: i compiti non cambierebbero, né in fase di possesso, né in quella difensiva. Il neo-centrale del Cagliari avrebbe da una parte una fetta di responsabilità nell’impostazione del gioco – i miglioramenti con la maglia del Genoa sono stati rilevanti – e la libertà di provare ad accompagnare l’azione; dall’altra, invece, dovrà prendersi cura della zolla di campo destinata alla sua supervisione, evitando quei tentennamenti che spesso si sono visti durante le fasi di pressione avversaria in area cagliaritana. Inoltre, le qualità nell’anticipo e nel recupero potrebbero permettere ai rossoblù di cercare di mantenere la difesa più alta e la squadra più corta, un approccio difensivo ultimamente lasciato da parte per cause di forza maggiore da Mazzarri. Resta però l’incognita di un inizio di stagione passato in panchina. Rientrato a Sassuolo, Goldaniga ha totalizzato nei primi mesi di campionato solamente un minuto di gioco in Serie A, proprio contro la sua ex squadra all’ottava giornata. L’arrivo di Dionisi e il passaggio a quattro in difesa, oltre al poco turnover, hanno chiuso le porte all’utilizzo del giocatore, finito in uscita anche per via di un contratto in scadenza. La necessità del Cagliari di avere da subito un difensore pronto a buttarsi nella mischia potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, sia dal punto di vista fisico che tattico: Goldaniga potrebbe avere comunque bisogno di tempo per adattarsi alle nuove richieste, ai nuovi compagni e alla tensione naturale del terreno di gioco. Minuti e ore che in casa isolana sono sempre più preziosi: l’arrivo in anticipo sulla tabella di marcia – già in città dal primo dell’anno – può però dire qualcosa sullo spirito con cui l’ex Genoa arriva in Sardegna. Solo il campo però potrà dare la sentenza definitiva.

Matteo Cardia

 

Al bar dello sport

5 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti