Epica Rossoblù | 1989: Cagliari-Palermo 1-0

Prosegue con Cagliari-Palermo del 1989 la nostra rubrica sulle grandi partite dei rossoblù, curata da Matteo Zizola.

Siamo sul finire degli anni ’80, decennio che per il Cagliari ha rappresentato prima la discesa agli inferi, poi l’inizio della risalita nel paradiso della Seria A.Dal rischio C2 al primo anno della nuova gestione dei fratelli Orrù all’arrivo di Carmine Longo come DS e Claudio Ranieri come allenatore, dalla C1 vinta grazie a un mix di giocatori giovani e altri più esperti alla prima salvezza in Serie A con un girone di ritorno da capogiro.
La vittoria del Cagliari contro il Palermo al Sant’Elia in C1 fu l’inizio dei successi dei rossoblù: scontro diretto a sette giornate dalla fine, in uno stadio che era stato riaperto due settimane prima per il derby contro la Torres dopo gran parte di stagione giocata all’Amsicora. Era l’anticamera di Italia ’90, la casa del Cagliari si rifaceva il trucco in vista dei Mondiali che si sarebbero tenuti in poco più di un anno, al Sant’Elia arrivarono per l’occasione oltre 25 mila spettatori a spingere la squadra verso una promozione non nei piani iniziali della società.

Primo tempo ventoso, davanti il duo Coppola – Piovani prova a far male al portiere rosanero Taglialatela che diventerà poi, nel decennio successivo, una colonna del Napoli in Serie A, in mezzo Bernardini e Cappioli, dietro il duo Fadda – De Amicis a sostituire i titolari di sempre Festa e Valentini, in porta Mario Ielpo. Una formazione che con alcune modifiche diventerà un coro che ancora oggi viene ricordato dai tifosi rossoblù, protagonisti della storia del Cagliari entrati nel mito grazie alle loro qualità tecniche, ma soprattutto umane, l’attaccamento a una maglia riportata ai fasti di un tempo dopo anni bui tra calcioscommesse e una gestione societaria al limite del fallimento.

La partita contro il Palermo ha due immagini entrate di diritto nell’immaginario comune: la prima ha il volto di Guglielmo Coppola, attaccante principe di quella squadra, protagonista nel secondo tempo di una giocata incredibile e che rimane un unicum nella storia rossoblù.
Coppola è chiuso vicino alla bandierina sotto la Curva Nord, due palermitani a stringere l’attaccante, l’idea di un gesto improvviso, la palla stretta fra i piedi e una capriola all’indietro per liberarsi degli avversari e servire il compagno vicino a lui, il tripudio del pubblico in visibilio.
La seconda immagine è quella di Daniele Davin, terzino alla quarta stagione in Sardegna senza nemmeno un gol segnato che sceglie un’occasione di prestigio per sfatare il suo personale tabù. Punizione dal limite, Bernardini tocca per Coppola – solo l’anno dopo in B arriverà la famosa punizione alla Cappioli – tiro dell’attaccante respinto, la sfera resta in area e Davin, di sinistro, sferra un diagonale teso che si infila alla sinistra di Taglialatela sotto la Nord.
Il resto sono tentativi più o meno sterili del Palermo, Mario Ielpo che salva la porta in due occasioni, il fischio finale dell’arbitro che apre la festa per una promozione ormai a un passo: 4 punti di vantaggio sulla terza, sei partite alla fine, due punti per vittoria. La Serie B arriverà a due giornate dalla fine quando la vittoria casalinga sull’Ischia darà la matematica certezza agli uomini di Ranieri: dalle stalle alle stelle, l’incubo di un Cagliari lontano dal grande calcio inizia a dissolversi in quel pomeriggio in un Sant’Elia che riprende a sognare.

Matteo Zizola 

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