Epica Rossoblù | 2009: Cagliari-Juventus 2-0

Un altro capitolo della nostra rubrica sulle grandi partite dei rossoblù, curata da Matteo Zizola.

Domenica 29 novembre 2009, giornata numero 14: al Sant’Elia arriva la Juventus e ad attenderla c’è il Cagliari di Max Allegri alla seconda stagione sulla panchina rossoblù.I bianconeri sono secondi in classifica, 5 punti di ritardo dall’Inter capolista contro cui giocherà la settimana successiva, mentre Conti e compagni sono al nono posto dopo aver vinto 4 delle precedenti 5 partite, unica sconfitta il 4 a 3 di San Siro contro il Milan nel quale comunque la squadra destò un’ottima impressione.

L’Europa è distante due soli punti, la zona Champions cinque: Allegri, dopo una prima annata più che positiva, ora vede il suo Cagliari affacciarsi nei piani alti e l’occasione è di quelle ghiotte, battere la Juventus non solo vorrebbe dire una vittoria prestigiosa, ma anche avvicinarsi ancora di più al paradiso.
I bianconeri sono allenati da Ciro Ferrara, vivono ancora le difficoltà del post calciopoli e si presentano in Sardegna privi di diversi titolari, da Trezeguet fino a Del Piero che entrerà solo nella ripresa. Il Cagliari che scende in campo quel pomeriggio di fine novembre dimostra fin dai primi minuti le proprie intenzioni, mette alle corde gli avversari trascinato da un reparto difensivo che gioca a memoria, un centrocampo solido e un attacco che vive del momento di grazie di Nené: è la giornata proprio del brasiliano, ma a sorprendere con una prestazione sopra le righe sarà uno dei ragazzi di casa, Francesco Pisano, protagonista di una gara vicina alla perfezione.
A mettere i brividi a Buffon ci penserà per primo Daniele Conti, trecentesima gara in rossoblù e tanta voglia di festeggiare con un gol la ricorrenza: prima prova su punizione impegnando il portiere della nazionale, poi con un tiro dai 25 metri che fa la barba al palo. Marchetti è praticamente inoperoso, solo Diego con un tiro telefonato dalla distanza gli fa sporcare i guanti, così il simbolo di un Cagliari che prende ancora più coraggio è rappresentato dall’azione di Pisano che provoca il vantaggio: il terzino prende palla a metà campo, supera un avversario facendolo cadere in terra con una finta, serve Biondini chiamando l’uno-due al compagno interrotto da un fallo proprio sul centrocampista.  Biondini stesso batte la punizione a sorpresa servendo sulla sua destra Nené: il brasiliano è ai trenta metri dalla porta di Buffon, ma non ci pensa due volte, stop a seguire e conclusione secca di destro che toglie le ragnatele dal sette alla sinistra di Buffon.
È il trentesimo del primo tempo, i rossoblù sono meritatamente in vantaggio e il primo tempo si chiude senza patemi.

Nella ripresa chi si aspetta un’altra Juve è accontentato, i bianconeri salgono lentamente di tono e forzano il Cagliari nella propria area. Amauri si vede annullare per fuorigioco il pareggio, Pisano – ancora lui – si immola in scivolata per salvare la porta su un tiro a botta sicura di Chiellini, Marchetti respinge sempre sul difensore bianconero dopo una punizione di Del Piero. La Juventus è a trazione anteriore, Allegri ha inserito Parola e Dessena per infoltire il centrocampo, ma soprattutto Matri per sfruttare le praterie lasciate dai bianconeri: proprio in contropiede arriva così il raddoppio dopo un lancio di Pisano che trova il nuovo entrato, Matri punta e salta secco Cannavaro, si presenta davanti a Buffon e non sbaglia.
Gol che arriva a un minuto dal termine, non c’è più spazio nemmeno per il forcing juventino: il Cagliari vince due a zero, si porta al settimo posto a un solo punto dalla zona Europa e a soli tre dalla Champions League. Purtroppo il campionato vedrà i rossoblù crollare in primavera fino all’esonero di Allegri a cinque giornate dalla fine, ma quella domenica di novembre resta una delle migliori espressioni del Cagliari formato Max.

Matteo Zizola 

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