Davide Biondini e Jeda, due dei protagonisti in quella serata torinese

Epica Rossoblù | 2009: Juventus-Cagliari 2-3

Un altro capitolo della nostra rubrica sulle grandi partite dei rossoblù, curata da Matteo Zizola.

31 gennaio 2009, all’Olimpico di Torino arriva il Cagliari di Allegri nono in classifica con 31 punti dopo 21 giornate e forte di tre vittorie consecutive.Il primo anno con il futuro allenatore bianconero in panchina, quello delle prime 5 gare con 5 sconfitte, quello di un Cagliari che dopo un inizio più sfortunato che negativo riuscì a stupire l’Italia con un calcio bello e offensivo capace di mettere a segno, prima della sfida di Torino, 27 reti in 21 partite.

L’ultima vittoria in casa della Juventus prima di quel 31 gennaio era datata novembre 1968, anno precedente al famoso 2 a 2 con arbitro Lo Bello che fu l’anticamera dello scudetto targato Scopigno-Riva, poi per 40 anni mai i rossoblù riuscirono a portare a casa l’intera posta nelle sfide contro i bianconeri.
E anche in quel posticipo di sabato sera contro la Juventus dell’ex Claudio Ranieri tutto sembrava lasciar presagire un’altra sconfitta nonostante il vantaggio siglato da Biondini al 16′ minuto: cross di Fini dalla destra, la mezzala rossoblù che si inserisce in area e batte con un colpo di testa un incolpevole Buffon.
Infatti, dopo l’illusione, la Juventus capovolse il risultato, prima con Sissoko che su angolo battuto da Del Piero infilò sempre di testa Marchetti, poi con Pavel Nedved che di destro battè il portiere rossoblù dopo una respinta di Daniele Conti su cross di Molinaro.
Quel Cagliari però non era una squadra che si abbatteva facilmente, anzi, e più che rinchiudersi per evitare l’imbarcata era solita rispondere colpo su colpo senza timore reverenziale: lo aveva già sperimentato l’Inter di Mourinho che solo all’ultimo riuscì a raccogliere un punto a San Siro contro i rossoblù, lo capì la Lazio distrutta 4 a 1 a domicilio sotto i colpi di Jeda, Matri e Acquafresca.

Così nel secondo tempo gli uomini di Allegri rispondono e si portano ben presto sul pareggio: palla in verticale di Canini, Cossu sorprende la difesa juventina e, come da copione in quella stagione, serve uno dei suoi tanti assist, in questo caso per Jeda che è freddo a battere Buffon in uscita. Raggiunti gli avversari ci si aspetta un Cagliari che si accontenta, invece Allegri decide di togliere sì Cossu, ma per mettere dentro Lazzari, poi di rimpiazzare Acquafresca con Matri senza temere minimamente la reazione di una Juventus che comunque è seconda in classifica e non vuole lasciar scappare l’Inter capolista.
E sono proprio i due subentrati a confezionare il gol che ribalta la gara e porta il risultato sul 3 a 2. Matri dà il via all’azione, palla in verticale per Lazzari e scatto di 30 metri a chiamare il triangolo lungo, il numero 10 serve l’attaccante al limite dell’area e il numero 32 trafigge Buffon con una conclusione di destro a incrociare. Un’azione “francamente bellissima” come da parole di Francesco Repice alla radio, i tifosi rossoblù presenti allo Stadium sono in visibilio, il resto è un assalto sterile della Juventus che non cambia il risultato finale: dopo 41 anni il Cagliari vince in casa dei bianconeri, un Cagliari “assolutamente sontuoso” – ancora Repice – che portò a casa una vittoria simbolo di una delle squadre più belle viste non solo in Sardegna, ma anche in tutta la Serie A negli ultimi vent’anni.

Matteo Zizola

AL BAR DELLO SPORT

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