L'esultanza di Federico Melchiorri

Epica Rossoblù | 2016: Cagliari-Sampdoria 2-1

Un altro capitolo della nostra rubrica sulle grandi partite dei rossoblù, curata da Matteo Zizola.

Stagione 2016-2017, il Cagliari di Rastelli è tornato in Serie A dopo la cavalcata vincente dell’anno precedente nel purgatorio della cadetteria. L’inizio di campionato non è dei migliori, due sconfitte in trasferta – Genoa e Bologna – e il pareggio casalingo contro la Roma, poi arriva la vittoria al Sant’Elia contro l’Atalanta e infine la prima delle famose imbarcate, il 4 a 0 di Torino contro la Juventus.
Alla sesta giornata arriva in Sardegna la Sampdoria, gli uomini di Rastelli vivono un periodo particolare dentro e soprattutto fuori dal campo: il capitano Storari, infatti, viene contestato dalla curva attraverso un volantino, l’allenatore rossoblù decide di togliergli i gradi e darli a Marco Sau.
Nemmeno i blucerchiati attraversano un buon momento, tre sconfitte consecutive sono l’approccio prima della partita contro il Cagliari, e in quel posticipo di lunedì 26 settembre 2016 le cose non sembrano cambiare: i rossoblù vogliono mantenere l’imbattibilità casalinga e partono bene con Isla che dopo aver rubato un pallone sulla destra serve Sau in mezzo, ma il colpo di testa del nuovo capitano finisce a lato.
Poi è Murru a provarci dalla distanza, ma Viviano in tuffo respinge salvando la propria porta, e al futuro ex risponde un altro futuro ex, quel Luca Cigarini che in quella gara vestiva ancora la maglia della Samp: il suo tiro dalla distanza viene respinto in angolo da Storari.
Al 37′ la svolta: Padoin, uno dei migliori in campo, recupera un pallone perso da Borriello, arriva sul fondo, salta un avversario e mette in mezzo per l’accorrente Joao Pedro che di esterno destro in acrobazia batte Viviano sul primo palo mettendo in discesa la pratica doriana per il Cagliari.
Nel frattempo Storari è costretto al cambio, esce tra gli applausi sancendo la pace con il suo pubblico e viene sostituito da Rafael, mentre la Sampdoria inizia la ripresa con una pressione tanto sterile quanto priva di occasioni degne di questo nome.

Si arriva così al 28′ del secondo tempo quando Sau lascia il posto a Melchiorri, al rientro in campo dopo quasi sei mesi dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro patita in allenamento il primo aprile: un cambio che sul momento appare come uno dei tanti, un’occasione per far riassaggiare il campo al centravanti ex Pescara dopo la lunga inattività. Quello che però accadrà negli ultimi venti minuti entrerà nella raccolta delle favole rossoblù della quale quello di Melchiorri sarà il primo racconto.
Quando infatti tutto sembra lasciar pensare all’uno a zero come risultato finale una distrazione della difesa del Cagliari regala il pareggio a Bruno Fernandes, entrato da pochi minuti al posto di Praet: siamo all’86’, Quagliarella pesca il portoghese solo sulla destra, diagonale secco e Rafael è battuto. La vittoria sembra così scappare dalle mani degli uomini di Rastelli, ma il destino ha in serbo una sorpresa finale che darà il via non solo alle favole rossoblù, ma anche allo strano rapporto di Viviano contro il Cagliari: mancano tre minuti al novantesimo, Tachtsidis lancia un pallone in verticale troppo lungo per Melchiorri, ma l’attaccante non si ferma e va incontro al portiere avversario uscito fuori area. Viviano prova a calciare il pallone in fallo laterale, ma incredibilmente lo manca lasciandolo fra i piedi proprio di Melchiorri che a porta vuota, spostato sulla sinistra ai 18 metri, calibra un rasoterra di sinistro che si deposita lentamente dentro la rete.
Esplode lo stadio, esplode la panchina, Melchiorri non crede ai propri occhi: dopo quasi sei mesi di calvario, entrato a sorpresa come dichiarò lo stesso attaccante, alla prima occasione segna un gol da tre punti, in casa e nella porta sotto la Nord.
Due settimane più tardi arriveranno anche il gol e l’autogol provocato decisivi nella vittoria di San Siro, un mese dopo l’altra favola targata Dessena contro il Palermo: il Cagliari delle imbarcate rastelliane ha anche tanti ricordi positivi, la favola di Federico Melchiorri entra di diritto nella classifica.

Matteo Zizola

AL BAR DELLO SPORT

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