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Fiorentina-Cagliari, la moviola | Pochi episodi ma il Var aiuta Rapuano

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Una sconfitta senza attenuanti e la cui entità, nel risultato e soprattutto nel gioco, ha cancellato anche possibili polemiche sull’arbitraggio. Pochi episodi di difficile lettura per il direttore di gara Antonio Rapuano della sezione di Rimini, anche se è proprio grazie all’intervento del VAR che la partita è stata indirizzata sulla strada dei viola di Vincenzo Italiano.

Sliding doors
La decisione chiave del match arriva al 20′ minuto, quando dopo l’on field review l’arbitro Rapuano decide di assegnare il rigore alla Fiorentina per l’intervento con il braccio di Keita Balde. L’episodio avviene in realtà al 18′ quando, su angolo dalla sinistra calciato da Biraghi, Nico Gonzalez colpisce di testa verso Cragno trovando la respinta del portiere rossoblù. Dopo circa un minuto Rapuano viene richiamato al monitor dal VAR Luca Banti per rivedere un possibile intervento con il braccio sinistro di Keita sulla conclusione aerea dell’attaccante gigliato. L’arbitro, dopo una rapida visione delle immagini, decide per la massima punizione in favore dei viola e per il cartellino giallo verso l’attaccante senegalese. Decisione che appare corretta come indicato dal regolamento in merito ai contatti mani-braccia con il pallone: “È un’infrazione se un calciatore tocca il pallone con le proprie mani \ braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo”. Una regola che può essere discussa nella sua fattispecie, ma che – anche guardando ai precedenti – ha determinato in maniera chiara l’assegnazione del rigore poi realizzato da Biraghi. Due le curiosità relative alla cosiddetta on field review. La prima è l’immagine scelta da Banti, a campo aperto e non chiarissima come quelle poi mostrate successivamente dalla regia di Dazn. La seconda il gesto di Rapuano che sembra decidere con la giusta velocità per l’assegnazione di un rigore abbastanza chiaro, per poi avere un ultimo dubbio che lo riporta a guardare un’ultima volta l’azione incriminata. Un leggero dietro-front non necessario che avrebbe potuto creare problemi nell’accettazione della decisione da parte dei giocatori rossoblù.

Carboni ringrazia
Sono soltanto due le decisioni da sottolineare nel resto della gara di Rapuano. La prima è il giallo mostrato a Razvan Marin con il romeno che viene giustamente sanzionato per SPA (interruzione di un attacco promettente) dopo il suo intervento al limite dell’area su Nico Gonzalez. Dalla punizione successiva arriverà, inoltre, il gol che chiude la partita da parte di Dusan Vlahovic. Sempre per SPA manca invece il giallo ad Andrea Carboni. Il difensore di Tonara, infatti, viene graziato dal direttore di gara al 66′ quando, perso il corpo a corpo con l’attaccante serbo all’altezza della metà campo, trattiene l’avversario evitando che possa partire palla al piede a campo aperto verso la porta di Cragno. Rapuano non fischia nemmeno la punizione ed effettivamente Vlahovic si lascia andare con facilità, ma la trattenuta di Carboni sembra evidente. Nel caso in cui l’arbitro avesse optato per la punizione in favore dei viola, il cartellino corretto sarebbe stato il giallo e non il rosso in quanto, pur se Carboni è ultimo uomo (concetto ormai superato da tempo) non si trattava di una chiara ed evidente occasione da gol vista la distanza dalla porta e la possibilità per altri rossoblù di recuperare verso l’avversario.

Nel complesso la direzione di Rapuano è apparsa abbastanza lineare, lasciando correre quando necessario e comunque facilitato da un atteggiamento del Cagliari abbastanza dimesso.

Matteo Zizola

 

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