FOCUS | Barella crocevia del mercato

L’ormai certa cessione del gioiello rossoblù all’Inter influenzerà e non poco i movimenti rossoblù, tra entrate e uscite…

Cene, incontri, telefonate. E da Coverciano la prima, vera apertura alla partenza. L’affaire Barella sta per arrivare a conclusione: nei giorni scorsi l’entourage del giocatore ha detto sì all’Inter (con i meneghini forti dei buoni uffici con il patron Giulini, ex dirigente e tifoso nerazzurro), convinto dall’offerta di Marotta e Ausilio. Manca ora soltanto il sì del Cagliari, che arriverà soltanto a determinate condizioni. L’Inter ha messo sul piatto diversi giocatori, oltre a circa 30 milioni di euro e, dopo i primi no rossoblù, la formula gradita in via Mameli sembrerebbe essere quella dei cartellini di Eder e Dimarco, oltre al prestito (biennale?) di Bastoni. Una seconda punta prolifica, un terzino sinistro di gamba e un difensore centrale di fisico: un trio di nomi che muterebbe fortemente la rosa rossoblù, con ovvie ripercussioni sulle scelte di Maran. Vediamo però, reparto per reparto, la situazione.

DIFESA – Dopo il rinnovo di Cragno fino al 2024 (il portiere partirebbe soltanto in caso di offerte irrinunciabili che, al momento, non sembrano all’orizzonte), nel reparto difensivo il cantiere è bello che aperto, sia sulle fasce che al centro. Al momento l’unico vero intoccabile e pilastro su cui rifondare il reparto sembra essere il solo Pisacane, con tutti gli altri nomi (chi più, chi meno) in bilico. Mentre è difficile immaginare la partenza di capitan Ceppitelli e Klavan, con l’estone intenzionato a dimostrare il suo vero valore dopo una stagione falcidiata dai problemi fisici, non si può dire lo stesso di Romagna, sebbene a rigor di logica – visti valore ed età – una sua cessione sarebbe giustificata soltanto da una grossa offerta. Chissà che l’Europeo Under 21 che inizierà il prossimo 16 giugno non metta in mostra le qualità del centrale ex Juventus, nelle ultime partite però sempre in panchina. Difficile immaginare un’eventuale coesistenza con Bastoni, che ne ha rilevato il posto da titolare con gli Azzurrini. A loro si aggiunge, poi, il polacco Walukiewicz, che verrà vagliato da Maran durante il ritiro estivo.

Sulle fasce tutto sembra fermo: con la dirigenza rossoblù impegnata sul fronte Barella, le altre operazioni “minori” sono in stand-by. A destra Srna è sempre più lontano dalla riconferma in rossoblù, per età, rendimento e stipendio. Maran, non è un mistero, gradirebbe il riscatto di Cacciatore, rientrato al Chievo per fine prestito. Da noi interpellato, Donato di Campli (agente dell’ex Samp e Verona) ha confermato che lui e la società si incontreranno la prossima settimana per decidere il da farsi. In caso di fumata bianca il titolare nel ruolo di terzino destro sarebbe proprio Cacciatore, con una riserva ancora da definire (potrebbe essere il classe 1997 Simone Pinna, di rientro dall’Olbia). Si vedrà, così come a sinistra: con il rientro di Pellegrini alla Roma, a oggi Maran può contare sul duo Lykogiannis-Pajac, tornato alla base dal prestito di Empoli. Difficilmente resteranno entrambi, soprattutto in caso di arrivo di Dimarco dall’Inter, che partirebbe da titolare.

CENTROCAMPO – In mediana si ripartirà da Filip Bradaric e Artur Ionita, mentre ancora tutto tace sul sostituto di Barella. Oltre all’ipotesi legata a Bentaleb, emersa nelle ultime ore, in casa Cagliari l’idea Nandez non è mai tramontata e non ci sarebbe da stupirsi se parte del cash in arrivo dalla cessione di Barella venisse destinato al Boca Juniors per la mezzala uruguaiana, in questi giorni impegnata nella Copa America con la Celeste. Senza dimenticare il desaparecido – o nunca aparecido, sarebbe più corretto dire – Oliva, acquistato a gennaio dal Nacional di Montevideo e ora, senza neanche un minuto in gare ufficiali, possibile pedina di scambio in caso di affare con il club xeneixe. Oppure, Maran potrebbe anche decidere di riproporre Lucas Castro nel ruolo di mezzala tecnica, con Birsa sulla trequarti e, magari, puntare a valorizzare quel che si ha già in casa come i giovanissimi Ladinetti, Lella e Lombardi, pilastri del centrocampo della Primavera di Max Canzi e possibili profili da valutare in ritiro, vista la grande attenzione al settore giovanile spesso lodato dai vari Giulini, Carli e Maran.

A loro si aggiungono le conferme di Faragò (ancora ai box, ma che dovrebbe recuperare per il ritiro di Pejo) e Deiola, cui Maran non vuole rinunciare per duttilità e spirito di sacrificio. Resta da decidere il futuro di Cigarini e Padoin: a frenare il rinnovo dei loro contratti in scadenza sono i 33 (il prossimo 20 giugno) e 35 anni, uniti a uno stipendio non proprio leggero, 600mila per il Ciga (su cui sarebbe vigile il Parma), 100k in più per Pado. La volontà di trattenerli da parte del club e di Maran ci sarebbe, ma con altre cifre (al ribasso). Per quanto riguarda i prestiti, torneranno a Cagliari anche i giovani Colombatto, reduce dalla promozione con l’Hellas Verona e, da Olbia, il duo Biancu-Caligara. Tanti, troppi nomi: inevitabile che qualcuno resti fuori dal progetto tecnico, con nuove cessioni – a titolo definitivo o in prestito – all’orizzonte.

ATTACCO – Se negli altri reparti regna ancora tanta incertezza, anche in avanti c’è poco da dare per assodato. Come per Cragno, anche nel caso di Pavoletti l’intenzione del Cagliari è quella di non privarsi di uno dei suoi pilastri, soprattutto di chi con i suoi 16 gol in campionato ha segnato quasi il 45 per cento di quelli totali. Il pressing dell’Atalanta è forte, così come potrebbe esserlo la tentazione di giocare in Champions League, esperienza che difficilmente – eufemismo – Pavoloso potrebbe vivere con il rossoblù addosso. Ma, a meno di un’offerta in grado di far traballare le mura degli uffici di via Mameli, il centravanti azzurro dovrebbe restare alla corte di Maran. Che, in attesa di capire se davvero potrà contare sui servigi di Eder (che sarebbe un ottimo acquisto nonostante i quasi 33 anni), dovrà sciogliere le riserve sul resto del reparto. Salutato senza grossi rimpianti il flop Thereau, rimasto nei cuori dei tifosi rossoblù più per il video porno circolato durante l’inverno che per le gesta sul campo, resta da capire chi tra Joao Pedro, Cerri e Despodov verrà confermato. Senza dimenticare il rientro dei vari Farias, Han Kwang Song e gli olbiesi Ragatzu e Ceter (più Giannetti e Capello, entrambi destinati a una sicura partenza).

Per quanto riguarda i brasiliani, molto dipenderà dall’arrivo di eventuali offerte: nel caso di Farias è saltato l’obbligo di riscatto da parte dell’Empoli, retrocesso in modo rocambolesco all’ultima giornata, ma l’idea in casa Cagliari è una cessione a titolo definitivo, possibilmente senza perderci troppo dal punto di vista economico. Per il numero 10, autore di 7 reti in stagione e miglior marcatore brasiliano della Serie A, il discorso è diverso. Non è sul piede di partenza, ma nemmeno incedibile: le sue caratteristiche lo rendono un profilo interessante per diverse squadre della massima serie, con i rumors che parlano di Lazio e Atalanta. La sensazione è che, in caso di offerta intorno ai 10 milioni di euro, Carli si siederà al tavolo per discuterne. Altrimenti, JP10 resterà (volentieri) in rossoblù. Tra gli altri nomi il più sicuro di restare è Cerri: l’ex Under 21 azzurro, pupillo del patron, che ancora deve dimostrare di valere i 10 milioni sganciati alla Juventus per il suo acquisto. Il futuro è in discussione, invece, per i vari Despodov e Han, che dovrebbero andare in ritiro così come Ragatzu (già ad Aritzo nell’estate 2018), per essere valutati una volta per tutte da Maran.

Proprio il tecnico trentino, che recentemente ha rinnovato fino al 2022, in queste settimane di vacanza avrà il compito più complicato: decidere i destini dei suoi tanti, forse troppi calciatori in rosa, soprattutto di chi è in bilico. E, alla luce del lungo contratto firmato, il suo potere decisionale sarà particolarmente rilevante.

Francesco Aresu

 

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