Cagliari, quanto pesa la lista dei 25

Il prossimo ritorno di Luca Pellegrini a Cagliari aggiungerà un ulteriore tassello a uno spumeggiante mercato rossoblù.

Maran ha a disposizione, anche senza ulteriori arrivi come la tanto decantata seconda punta, una rosa che è senza dubbio la più completa e forte dell’era Giulini, talmente ampia da avere bisogno di uno sfoltimento deciso anche a causa dell’ormai famosa “lista da 25”. Cosa richiede il regolamento? La lista da 25 ha tre regole fondamentali: non è necessario inserire tutti i giocatori nati dopo l’1 Gennaio 1997, che faranno così parte della lista B e saranno utilizzabili senza alcuna limitazione; minimo 8 giocatori devono aver fatto parte del vivaio nazionale; 4 di questi 8 devono aver fatto parte del vivaio del Cagliari. Qualora non fosse possibile riempire le 4 caselle dei cosiddetti “prodotti del vivaio”, il totale dei giocatori da inserire sarà inferiore al totale da 25.

LA SITUAZIONE ATTUALE – In questo momento Maran ha a disposizione numerosi giocatori nati dopo il primo gennaio 1997: Romagna, Pinna e Colombatto del ’97, Han del ’98 e infine Walukiewicz del 2000. Anche cedere uno o più di questi giocatori non libererebbe alcun posto nella lista da 25. Sono invece 3 i giocatori nati prima del 1997 cresciuti nel vivaio rossoblù e, anche in questo caso, un’eventuale cessione non aprirebbe spazi a nuovi arrivi: parliamo di Aresti, Deiola e Ragatzu, con soprattutto quest’ultimo al centro di trattative per un prestito in B o il ritorno a Olbia. Non ci sono problemi invece per quel che riguarda i 4 elementi cresciuti nel vivaio nazionale visto che nella rosa attuale del Cagliari sono ben più del numero richiesto coloro che rispettano questa regola.

CESSIONI OBBLIGATEL’arrivo di Pellegrini (classe 1999) al posto di Pajac (ceduto al Genoa) sistema un tassello, aggiungendo un terzino sinistro da lista B al posto di uno che occupava uno dei posti di quella principale. Considerando il limite di 21 giocatori totali, in questo momento nel Cagliari sono presenti ben 23 elementi: due sono di troppo, tre nel caso si volesse intervenire con l’acquisto di un nuovo partner di Pavoletti, quattro qualora si scegliesse di correre ai ripari in porta dopo l’infortunio di Cragno. Come confermato all’Unione Sarda da Marcello Carli, Farias partirà sicuramente e, assieme al brasiliano, anche Bradaric dovrebbe salutare Cagliari con il PAOK come probabile destinazione. La lista sarebbe così pronta, ma se si puntasse alla seconda punta (Simeone, Defrel e Ounas i nomi sul taccuino) allora un altro elemento dovrebbe fare le valigie. In difesa l’unico papabile per una cessione è Filippo Romagna sia per mercato che per mancanza di spazio, ma essendo un classe ’97 non libererebbe posti, così come in mezzo al campo Colombatto, anch’egli classe ’97, prossimo alla cessione all’Entella. A centrocampo gli unici oltre Bradaric che potrebbero salutare la Sardegna sono Ionita e Birsa, ma per diverse ragioni la loro partenza sembra difficile: il moldavo è pedina importante per Maran, lo sloveno ha rilanciato le proprie quotazioni dopo un precampionato di ottimo livello. Così è in attacco che potrebbe muoversi qualcosa oltre al solito Farias, con Cerri che, in caso di arrivo di Simeone, troverebbe concorrenza anche nel ruolo di alternativa a Pavoletti, o con Despodov che andrebbe a raccogliere minutaggio altrove. Ultimo, ma non ultimo, Joao Pedro: come Birsa ha disputato un precampionato che lo ha riportato in alto nelle gerarchie maraniane e va da sé che la possibile competizione potrebbe aver fatto da grimaldello nelle motivazioni del brasiliano, ma non è da escludere che un nuovo arrivo non possa creare qualche mal di pancia al numero dieci rossoblù, quasi mai messo in discussione nella sua titolarità da quando arrivato a Cagliari.

Cedere prima di poter comprare appare così doveroso, le ultime tre settimane di mercato daranno la risposta definitiva a domande nell’aria da tempo: arriverà la seconda punta? Dove andrà Farias? Partiranno alcuni giovani? Ci sarà una cessione a sorpresa? A Carli l’ardua sentenza.

Matteo Zizola

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