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Godín non lascia, prove di avvicinamento con il Cagliari

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Bluff o verità? Forse non si saprà mai. Che sia l’uno o l’altra le parole di Stefano Capozucca potrebbero aver colto nel segno. La mano tesa in cerca di aiuto, il tempo di riflettere, qualche no distribuito con il sorriso e, infine, il ritrovarsi quando tutto sembrava portare all’addio.

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“È un discorso prettamente economico, Godín rimane ed è un calciatore professionista di grande esempio e anche di grande utilità”. Il direttore sportivo del Cagliari era stato chiaro, il Faraone non un problema tecnico, ma solo e soltanto alla voce ingaggio. Tre milioni e mezzo di euro “insopportabili”, ma il giocatore non si discute per valori tecnici e umani. Parere condiviso dalle parti di Mosca con la Dinamo pronta ad alzare la posta e a mettere in mano a Godín uno stipendio da 4 milioni, perfino superiore a quello percepito in Sardegna. Il capitano della nazionale uruguaiana però è stato chiaro, la volontà è quella di giocare ancora in un campionato top, l’obiettivo l’ultimo giro di giostra ai mondiali in Qatar del 2022.

Riflessioni
Rifiuto l’offerta e vado avanti. Dopo il pacco ricco di rubli, Godín ha aperto quello con i sondaggi spagnoli. Il Betis Siviglia di Pellegrini su tutti, ma se la Liga garantisce la permanenza a livelli alti, l’ingaggio offerto non può essere altrettanto importante. Discorso valido anche per la richiesta con il sorriso fatta dal suo amico Medina, allenatore del Talleres. Per il ritorno oltreoceano ci sarà tempo, magari proprio dopo la last dance qatariota. La volontà di Godín è stata chiara fin da subito, restare al Cagliari e rispettare il contratto firmato l’estate scorsa. C’è una stagione da riscattare, c’è una città che non può essere abbandonata lasciando una foto ricordo in chiaroscuro. Quella stessa città nella quale è viva la memoria del genero José “Pepe” Herrera e il Faraone non vorrebbe essere da meno.

Ok, l’ingaggio è giusto
Dopo giorni di riflessione Godín starebbe seriamente pensando di venire incontro alla società rossoblù. Il giocatore d’altronde si trova benissimo in Sardegna, Mosca non lo attira nonostante l’offerta e cambiare per cambiare meglio rinunciare a una parte dello stipendio e restare a Cagliari. I valori umani, appunto. I tre milioni e mezzo che si dimezzano e diventano un milione e settecentomila, bonus inclusi, l’accordo che da una ulteriore stagione più opzione sulla successiva diventa da due stagioni piene e, infine, un segnale forte ai compagni e alla piazza. Il Cagliari e Godín dunque sarebbero pronti a restare insieme e ripartire da dove si erano (quasi) lasciati. Una rimonta salvezza incredibile, una conferenza stampa per chiedere un passo concreto, le offerte rifiutate, la scelta di cuore. A volte la volontà dei giocatori non vince solo per dirsi addio, ma anche per restare insieme. E questo potrebbe essere il caso del faraone Diego Godín.

Matteo Zizola

 

Al bar dello sport

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