Luca Pellegrini corre

I dolori del giovane Pellegrini

Il rendimento del terzino arrivato in prestito dalla Juventus è stato fin qui inferiore alle attese, con l’ultima prova di Sassuolo a confermare il momento no.

Il suo arrivo ad agosto aveva rincuorato tutti, dopo averlo già potuto ammirare in rossoblù nella seconda parte della stagione scorsa. Luca Pellegrini era il nome in cima alla lista di Tommaso Giulini per la fascia sinistra, tanto da giubilare senza grandi rimpianti Marko Pajac, reduce anch’egli da un ottimo girone di ritorno con la maglia dell’Empoli, finito al Genoa. Prestito secco, questa volta dalla Juventus che lo ha acquistato dalla Roma nell’ambito dell’operazione che ha portato Spinazzola nella capitale. Pellegrini è tornato a Cagliari per continuare il percorso di crescita iniziato lo scorso gennaio, in un ambiente conosciuto e dove è stato subito apprezzato per le proprie doti di spinta e sfrontatezza. Titolare inamovibile sulla fascia, con il greco Lykogiannis a fargli da riserva e pronto a entrare soltanto in caso di bisogno. L’inizio non è stato dei migliori, come tutta la squadra. Ma, una volta che Maran ha trovato la giusta formula per sfondare (e i 13 risultati utili consecutivi in campionato lo dimostrano), lo stesso non ha fatto il terzino romano, spesso in difficoltà.

RENDIMENTO ONDIVAGO – Fin qui Pellegrini ha messo insieme 11 presenze, condite da 3 assist: uno nel 3-2 sul Bologna e due in Cagliari-Sampdoria 4-3. I suoi cross sono risultati decisivi per le vittorie, ma c’è un altro aspetto su cui riflettere. La difesa rossoblù soffre i giocatori tecnici e vivaci sulle fasce: contro la Sampdoria e, soprattutto contro il Sassuolo la sofferenza si è vista soprattutto a sinistra, nella zona occupata dal ventenne romano. Che aveva pagato dazio anche contro la Fiorentina, con i due gol di Vlahovic (e non di Ribery) originati da una copertura difensiva non certo irreprensibile, che aveva portato anche alcuni compagni più esperti come Olsen, Cacciatore e Pisacane a riprenderlo pesantemente in campo. Il tutto unito a un nervosismo di base spesso immotivato, che lo porta a battibeccare spesso con l’avversario e che gli è già costato lo sventolio di ben 6 cartellini gialli in 11 match. Più di uno ogni due partite, un record non certo invidiabile. Uno anche domenica pomeriggio, in un pomeriggio da incubo dove Berardi gli ha fatto vedere costantemente le streghe, tanto da convincere Maran a sostituirlo con Lykogiannis già dal 46′.

STAGIONE IMPORTANTE – Tutti segnali di una crescita che al momento sembra essersi arrestata, in totale controtendenza con il mood di un gruppo che vola alto con rendimento e ambizioni che in rossoblù mancavano ormai da molti anni. Pellegrini è titolare in Under 21, nel nuovo ciclo targato Nicolato con cui ha condiviso la bella esperienza del Mondiale Under 20, ma la concorrenza di Tripaldelli è forte e un’annata non particolarmente positiva dal punto di vista personale potrebbe essere un boomerang anche su questo fronte. Il mercato di gennaio si avvicina sempre più e, con le voci che vorrebbero Lykogiannis come possibile partente, non è da escludere che Carli e Cossu cerchino un altro terzino sinistro per blindare la fascia e garantire le giuste rotazioni a Maran. Pellegrini è chiamato a confermare quel salto di qualità che ha iniziato lo scorso anno, perché ha tutte le doti per diventare uno dei, se non il migliore terzino sinistro italiano dei prossimi anni. Le aspettative di tutti, dalla società alla tifoseria sono alte, così come la fiducia finora sempre dimostrata: ora serve alzare l’asticella, leitmotiv dell’anno in tutto l’ambiente rossoblù. Per continuare a volare, con la spavalderia e voglia di spaccare tutto tipica dei ventenni.

Francesco Aresu

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