Il grido d’allarme del Carbonia: “Siamo in grave ritardo causa stadio”

Situazione molto delicata a Carbonia: dopo la festa per la riconquista di un campionato interregionale dopo 31 anni, la squadra della città sulcitana si ritrova a fare i conti col problema dello stadio Carlo Zoboli.

La società biancoblù, vista la mancanza dei segnali dall’amministrazione comunale, ha deciso di presentare le dimissioni societarie; il presidente Foti, i vice-presidenti Desogus e Setzu e l’amministratore delegato Francesco Fele hanno rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo, mandando un segnale forte e una dura presa di posizione. Abbiamo sentito telefonicamente l’ormai ex ad biancoblù e bandiera del calcio sulcitano, Francesco Fele: “Il nostro gesto è arrivato in seguito alla querelle con l’amministrazione comunale per quanto riguarda la concessione dello stadio dove dovrebbe giocare il prossimo campionato il Carbonia. Lo stadio è ancora così, in uno stato di abbandono praticamente perché il Comune non ci dà la concessione: hanno detto di voler fare un bando, ma non avrebbe senso visto che siamo gli unici ad utilizzarlo e a curarlo, spendendo tanto denaro nel corso degli anni. Il presidente, i vice-presidenti e il sottoscritto, anche se non mi piace suonare le trombe, ci siamo dimessi e questo è il quadro. Situazione irreparabile? Non lo so, so solo che la stagione è già partita e noi siamo in grave ritardo rispetto agli altri e alle cose che ci sarebbero state da fare”.

Il Carbonia potrebbe essere costretto ad emigrare in altre località, ma la situazione potrebbe essere ancora più grave: “Non abbiamo individuato altre strutture, anche perché non sono tanti; c’è la Sardegna Arena, poi nel Sud Sardegna ci sono Lanusei e Muravera, ma altri in zona non ne vediamo. Fare centinaia di chilometri per giocare, non so sia conveniente anche dal punto di vista sportivo: ci sarebbe un grave disagio sia per gli allenamenti e le partite, oltre a spese notevoli”.

A Carbonia sarà una corsa contro il tempo per tentare di ricucire lo strappo e non dilapidare la straordinaria cavalcata che ha regalato ai minerari l’agognata Serie D.

Matteo Porcu

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