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IL RING I Emergenza Cagliari: che modulo scegliere a Verona?

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A una sfortuna spesso ne segue un’altra. Sinceramente non mi aspettavo di vivere questa strana situazione. Mettetevi nei miei panni, a poche ore dalla gara contro il Verona devo ridisegnare la squadra”. Pensieri in libertà firmati da Eusebio Di Francesco. Per il tecnico pescarese sarà una nottata di dubbi e pensieri quella che porterà alla sfida del Bentegodi contro i ragazzi di Juric.

Non ci saranno i positivi Nandez, Godin, Simeone, Pereiro e Ounas. Non ci sarà l’infortunato Klavan al centro della difesa, e nemmeno Pisacane. Ma soprattutto potrebbe non esserci Joao Pedro, che terrà con il fiato sospeso tifosi, tecnico e compagni fino al provino degli ultimi istanti prima di Verona a causa di un risentimento. Il Cagliari è un foglio reso bianco dalle assenze, come potrà disegnarlo Di Francesco?

4-3-3, il ritorno  – Guardando agli uomini e a quella frase detta a denti stretti – “Ho pensato anche al 4-3-3 ma non abbiamo avuto tempo di riprovarlo” – di Di Francesco in conferenza stampa, torna di moda il modulo iniziale in casa rossoblù. Questo schieramento garantirebbe di sperimentare il minimo a livello di posizione per gli uomini in campo. In porta non ci sono dubbi con Cragno. Sulla destra spazio a Faragò, per consentire a Zappa di alzare il proprio raggio d’azione. Al centro sicuro del posto Walukiewicz, con Carboni o Lykogiannis al suo fianco. E su questo DiFra è stato chiaro: “Con me Lyko non ha mai giocato al centro ma è un’alternativa a cui sto pensando. Ma non mi spaventa giocare con una difesa di giovani. Anche contro lo Spezia, Klavan a parte, avevamo un 2000, un 2001 e un 1999 dal primo minuto. Vista la duttilità di Lykogiannis e Carboni, entrambi potrebbero alternarsi tra fascia mancina e ruolo da centrale. Centrocampo con Rog e Caligara (o in alternativa Oliva) a fare da mezzali al regista Marin. Che in questo modo avrebbe più protezione e il Cagliari potrebbe trovare quel filtro e quell’equilibrio a centrocampo tanto ricercati. In avanti tridente con Zappa a destra e Sottil a sinistra con Pavoletti ad agire da punta.

4-2-3-1, non si cambia – Nel momento in cui vengono a mancare diverse certezze a causa delle assenze abbandonare l’unica rimasta ovvero il 4-2-3-1 potrebbe essere deleterio. Tornare all’amato 4-3-3 non sarebbe lesa maestà, ma Di Francesco ha raggiunto un certo equilibrio e cambiare rappresenterebbe un rischio. Va da sé che con Joao Pedro recuperato in extremis il 2-3 di centrocampo rimarrebbe tale, ma senza il brasiliano ecco che potrebbero aprirsi le porte di un cambiamento. Dimostrare che il 4-2-3-1 non passa solo dalle ragioni del numero dieci rossoblù è un’opportunità per il tecnico abruzzese, proseguire sulla strada tracciata a prescindere dagli interpreti un modo per dare solidità a un gruppo già orfano di troppi leader. Senza Joao Pedro si apre così il vero dubbio su chi potrebbe sostituirlo viste anche le assenze di Ounas e Pereiro, così Di Francesco potrebbe optare per una linea a 4 con Faragò, Walukiewicz, Carboni e il recuperato Lykogiannis, il duo di mediani con Rog e Marin, infine Zappa e Sottil alle spalle di Pavoletti.

Manca appunto il numero 10, ruolo svolto a sprazzi da Caligara, ma che potrebbe vedere anche lo spostamento di uno tra Rog e Marin più avanti con Oliva o lo stesso Caligara a fare da secondo mediano. Interessante la possibilità di vedere il regista romeno qualche metro più avanti, libero da compiti di filtro e più concentrato sulla costruzione tra le linee sulla trequarti avversaria e anche più vicino alla porta per sfruttarne il tiro da per ora, ancora rimasto nel cassetto. Anche nel caso venisse scelto Rog nel ruolo di Joao Pedro si aprirebbe l’opportunità per il croato di sfruttare i suoi strappi, con meno compito difensivi e più di inserimento e collante tra i reparti avanzati. Si dice che nel lasciare la strada vecchia per la nuova si sa cosa si perde ma non si sa cosa si trova, certamente le assenze sono tentatrici, ma il 4-2-3-1 una tattica ormai consolidata che di fronte a un Verona che gioca a memoria può diventare l’unica arma a disposizione di Di Francesco per non snaturare un gruppo già di per sé in difficoltà.

Tra i due litiganti il terzo gode? Improbabile, ma non da escludere il 3-4-3 che vedrebbe così Di Francesco schierare il suo undici a specchio con quello di Juric. Walukiewicz, Carboni e Lykogiannis a fare da scudo a Cragno, con Faragò e Tripaldelli esterni di centrocampo a supportare i centrali rog e marin, infine sottil e zappa ai lati di Pavoletti. Difficile, ma non impossibile, anche se il 4-3-3 e il 4-2-3-1 appaiono comunque i veri sfidanti sul ring della tattica.

Roberto Pinna – Matteo Zizola

 

 

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