Inter-Cagliari 1-1, i rossoblù domano i nerazzurri

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Bella prova dei rossoblù a San Siro che imbrigliano i nerazzurri di Conte grazie al gol di Nainggolan al 78′ dopo il vantaggio di Lautaro.

Aveva chiesto continuità ai suoi, Rolando Maran, dopo il pareggio e la buona prestazione offerta a Brescia. La sfida contro l’Inter non era esattamente la migliore possibile, ma Nainggolan e compagni gli hanno dato la risposta che voleva. A San Siro finisce in parità, grazie al gol del Ninja al 78′ a rispondere al vantaggio firmato da Lautaro Martinez. Una partita gagliarda per i rossoblù, che hanno saputo opporsi senza paura e con ordine alle folate offensive interiste, con una buona prova di squadra e con segnali di ripresa che fanno ben sperare in vista delle prossime gare.

LA CRONACA – Maran conferma le sensazioni della vigilia e sceglie un 3-5-2 con Faragò centrale a destra, Walukiewicz al centro e Klavan a sinistra, Oliva in regia al posto di Cigarini, con Nainggolan tornato all’antico ruolo di mezzala di incursione e Nandez esterno a destra. Uno schieramento speculare all’Inter di Conte, che porta sicuramente i suoi frutti: i rossoblù riescono a chiudere bene gli spazi a Lukaku e compagni, meno incisivi del solito dalle parti del rientrante Cragno. Il primo sussulto al 9′ è griffato Simeone, che dall’interno dell’area però sparacchia altissimo. Due minuti dopo, il gol annullato a Barella (bel colpo di testa, ma in netto fuorigioco) dà la scossa alla squadra di Conte che prima va vicina al vantaggio con Lukaku, ancora di testa al 20′ e poi lo trova al 29′: cross da destra dell’ultimo arrivato Young per Lautaro Martinez che spinge leggermente Walukiewicz al momento di saltare e, ancora di testa, batte Cragno dall’interno dell’area. Maran protesta vibrantemente con Manganiello, ma rimedia solo un cartellino giallo (con minaccia di cacciata in caso di ulteriori proteste) perché il Var conferma la decisione di convalidare la rete. Il Cagliari non si scompone e riprende a macinare gioco, sfruttando gli spazi lasciati dai padroni di casa. Tanto che in chiusura di primo tempo è Faragò a costringere Handanovic a un grande intervento per evitare il pareggio, dopo il colpo di testa del numero 24 rossoblù.

Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match, con il Cagliari a far girare i pallone puntando molto sulla fascia sinistra su Pellegrini, mentre dall’altra parte Nandez conferma la crescita atletica, ricordando molto il Leon di inizio stagione. Ma le occasioni più importanti sono di marca Inter, prima con Lukaku (49′) e Martinez (50′), ma Cragno risponde sempre presente. Il grande ex, Radja Nainggolan ci prova al 57′ su punizione dal limite, ma il suo bolide viene deviato da Simeone. Poi riparte la furia nerazzurra, con le occasioni in serie di Sensi (al tiro in tre occasioni in pochi minuti) e Martinez, con gli ospiti che rispondono col bel tiro-cross di Pellegrini, deviato da Handanovic in corner su cui Bastoni rischia poi l’autogol, dopo un disimpegno difensivo di testa. La partita è vivace e il Cagliari sembra mostrare segnali di crescita, premendo in avanti e per larghi tratti giocandosela alla pari contro la seconda forza del campionato. Al 74′ Maran butta dentro prima Castro per Oliva, poi Mattiello per Pellegrini e, due minuti dopo, ecco il pareggio rossoblù: Joao Pedro recupera palla sulla sinistra con caparbietà, serve al centro il Pata che fa un velo intelligente per Nainggolan che esplode il destro da fuori, con la deviazione di Bastoni che beffa Handanovic. La partita si accende ancora di più, con Nandez che all’80’ anticipa Joao Pedro con la difesa nerazzurra che riesce a chiudere, poi Lukaku 30 secondi più tardi si fa metà campo palla al piede ma il suo sinistro incrociato esce davvero di pochissimo. Mattiello si fa vedere all’85’ con un bel tiro a rientrare che finisce di poco alto sulla traversa, prima dell’ultimo cambio tra il Ninja e Cigarini per ridare equilibrio alla mediana. L’assedio finale nerazzurro non porta ad altro che all’espulsione per Martinez, imbufalito contro Manganiello per un presunto fallo di Walukiewicz, tra le proteste della panchina nerazzurra.

Francesco Aresu

 

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