Inter-Cagliari 4-1, rossoblù in caduta libera

Ancora una debacle del Cagliari che esce con le ossa rotte da San Siro, dove l’Inter di Conte, pur infarcita di riserve, supera agevolmente il turno.

Tutto quello che può andare male, se può farlo, lo farà. È quello che sta succedendo nelle ultime settimane al Cagliari di Rolando Maran, che perde male la sfida contro l’Inter di Antonio Conte, trascinata dal solito Lukaku autore di una doppietta. Una prova negativa per i rossoblù, con tanti titolari in campo (Olsen, Pisacane, Nandez e, soprattutto, Nainggolan) e le seconde linee che non hanno saputo approfittare della fiducia riposta in loro dal tecnico trentino. Ora sono 12 le reti subite in quattro partite, a fronte di due sole segnate: un’involuzione che preoccupa tutti, tifoseria e club, con Maran che potrebbe giocarsi molto del suo futuro al Rigamonti di Brescia, contro le Rondinelle di Cellino che, dopo lo scherzetto dell’andata, sarebbe ago della bilancia della rinascita rossoblù.

LA CRONACA – Maran rinuncia a Simeone e Joao Pedro, scegliendo di confermare Nandez in mediana con Castro e Nainggolan alle spalle di Cerri. Ma l’inizio è il peggiore possibile: retropassaggio folle di Oliva verso la difesa, si inserisce Lukaku che resiste al ritorno di Pisacane e Walukiewicz e fulmina Olsen. Sono passati poco più di 20 secondi e già per il Cagliari le cose si mettono male. Il gol subito stordisce i rossoblù, che al 12′ rischiano di affondare ancora grazie al numero 9 belga, il cui raddoppio viene annullato per un fuorigioco millimetrico. Ma il 2-0 arriva dopo dieci minuti: cross da destra di Barella per Borja Valero che brucia Faragò e beffa ancora il portiere svedese. Al 29′ Chiffi e il Var sono magnanimi col Cagliari, dopo il tocco col braccio sinistro di Lykogiannis in piena area, che anche al replay televisivo sembrava essere netto. Olsen dice di no ancora a Lukaku in chiusura di primo tempo, ma nulla può al 50′, quando l’ex United supera l’ex compagno di nazionale Nainggolan di testa, firmando il 3-0. Neanche l’ingresso di Rog per Castro (molto negativa la sua prestazione, con il Genoa molto interessato a lui) cambia le cose nell’immediato. Anzi, al 57′ Barella sfiora il più classico dei gol dell’ex con un bel destro da fuori area, che Olsen respinge come può, evitando il tracollo.

Il primo squillo del Cagliari arriva al 67′ con il solito Radja Nainggolan, che colpisce un clamoroso palo interno a Handanovic battuto. Ma il gol è nell’aria e arriva al 73′ grazie alla sassata di Toto Oliva, che sfrutta il pregevole assist di tacco di Cerri per rifarsi dell’errore in avvio di partita, spedendo la palla sotto l’incrocio dei pali. Due minuti più tardi è ancora il Ninja a mettere i brividi al portiere nerazzurro, con un destro da fuori che termina a lato non di molto. Maran ci crede e butta dentro Joao Pedro e Birsa per Nandez e Ionita, ma un minuto dopo, all’82’, Ranocchia timbra il 4-1 che chiude virtualmente la contesa. Olsen vola ancora all’87’ sulla bomba di Biraghi su punizione, ma il triplice fischio di Chiffi certifica, una volta di più, il momento nerissimo del Cagliari di Maran: per il tecnico trentino la sfida di domenica a Brescia, contro le Rondinelle dell’ex patron Cellino, sa tanto di ultima spiaggia. Quasi incredibile, se si pensa che un mese fa i rossoblù al 90′ erano in vantaggio sulla Lazio di Inzaghi, accorciando le distanze sul quarto posto. Sembrava l’ennesima conferma di un anno magico, poi arrivarono le due reti biancocelesti a romperla, quella magia. E di cui, al momento, sembra non sia rimasto più nulla.

Francesco Aresu

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