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La Dinamo aspetta il miglior Clemmons per il salto di qualità

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Nuovo campionato, nuovo allenatore, diverse responsabilità e diversa pallacanestro. Nonostante una carriera professionale costruita al di fuori degli Stati Uniti, Anthony Clemmons sembra ancora dover trovare la propria quadra all’interno del sistema targato Dinamo Sassari.

Occasione
Il playmaker statunitense ma con passaporto kazako durante la Supercoppa ha avuto un rendimento altalenante. Esordio e ultima gara del girone B che ha visto la Dinamo passare il turno a punteggio pieno non positivi, Varese all’andata e Cremona al ritorno le partite in cui è stato decisivo, mentre contro Brindisi si è visto a sprazzi sia in attacco che in difesa. Arrivato come ultimo colpo del mercato Dinamo dopo l’addio di Marco Spissu, Clemmons ha tutte le caratteristiche per essere un giocatore fondamentale nel sistema biancoblù ideato da Cavina. Fisico muscolarmente robusto e piedi rapidi sia in attacco che in difesa, capacità di attaccare il ferro e di creare dal palleggio lo spazio per un proprio tiro o per l’assist verso il compagno. Da specialista difensivo durante i suoi anni al college, il play-guardia biancoblù è stato capace di evolversi nel gioco e di crescere offensivamente dall’arrivo in Europa. Prima in Austria, poi in Kazakhistan e infine al Monaco prima dell’ultimo passaggio all’Igokea, Clemmons ha ricoperto il ruolo di stella della squadra, di comprimario e di nuovo di protagonista. Tappe utili per costruire un giocatore che, a 27 anni, cerca il salto definitivo di qualità in un campionato di medio-alto livello come quello italiano, in una squadra che ha già dimostrato di essere un potenziale trampolino di lancio come la Dinamo.

Bene a metà
Un campo di prova in cui Clemmons ha dimostrato ancora di doversi completamente calare, non solo dal punto di vista del gioco ma anche psicologico. Prima del terzo quarto giocato molto bene a Varese, il numero 5 del Banco ha dovuto ascoltare le parole di Cavina nello spogliatoio per scrollarsi di dosso la polvere e comprendere l’importanza del suo ruolo in una Dinamo che, soprattutto in questo periodo, ha dimostrato di dipendere tanto dal suo reparto esterni. Nella partita successiva contro Cremona è stato decisivo in tutti i 40’, variando le soluzioni offensive e controllando meglio il ritmo in regia. Tornato leggermente in ombra nella vittoria al PalaSerradimigni contro la squadra di Vertemati, Clemmons nel quarto di finale ha mostrato buone cose ma anche alcune problematiche che solo il lavoro in palestra e i minuti in campo possono cambiare. Lo statunitense ha un primo passo importante, qualità che insieme alla fisicità gli consente di attaccare il ferro con decisione. Alla Unipol Arena ha però sfruttato questa carta solo nel secondo tempo, mentre nel primo si è spesso accontentato del tiro dai 6.75, nonostante spesso si trovasse contro il lungo avversario visti i cambi sistematici brindisini. Una situazione che l’ha frequentemente portato a non far viaggiare la palla con i ritmi giusti, un problema divenuto lampante a causa della serata no in regia di Gentile e per due palle perse importanti nell’ultimo quarto. Anche in difesa, l’incostanza è stata visibile: benissimo su alcune letture, sia a zona che a uomo, ma alcune scelte – come passare sotto il blocco nel momento in cui Redivo era più caldo – sono state sbagliate e hanno avuto un peso sull’economia della partita. Tuttavia, ammesse le difficoltà, i fatti dimostrano come la crescita del play-guardia sia ampiamente possibile oltre che necessaria per la squadra e per l’ambiente. Entrando nel vivo della stagione, soprattutto grazie al doppio impegno, la condizione salirà e solo allora si potranno realmente tirare delle somme.

Quelle giocate in Supercoppa, tra il Girone B e la Final Eight di Bologna poi vinta dalla Virtus, rimangono le prime partite ufficiali della Dinamo Sassari, che ha giocato solo altre due gare di precampionato a Cagliari. Nell’ottica di una stagione lunga, e che non è cominciata nel migliore dei modi per via dell’assenza di Diop che indebolisce il pacchetto lunghi, era utile che la Dinamo si conoscesse nei propri limiti e nel momento della sconfitta prima dell’inizio dei due impegni principali. L’esordio in campionato di domenica contro Pesaro sarà utile per capire la forza del gruppo e la risposta di alcuni singoli, anche di Anthony Clemmons che ha le qualità per diventare uno dei più importanti protagonisti dell’ultima Dinamo targata Sardara.

Matteo Cardia

 

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