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La Dinamo più bella aspetta Happ e pensa già alla Coppa Italia

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È nuovamente tempo di bilanci in casa Dinamo Sassari che ha chiuso i suoi appuntamenti con il “basket giocato” a gennaio.

La partita giocata ieri all’Allianz Dome di Trieste, infatti, apre due settimane di pausa per il Banco di coach Gianmarco Pozzecco che ora potrà lavorare in vista di due obiettivi primari: il recupero del nuovo innesto Ethan Happ e le Final Eight di Coppa Italia che si disputeranno dall’11 al 14 febbraio a Milano.

Facciamo i conti – La Dinamo dopo due partite del girone di ritorno di Serie A1 è al secondo posto, dietro l’imprendibile Armani Jeans Milano, con undici vittorie e cinque sconfitte. È un ruolino di marcia sicuramente molto positivo, in primis perché Sassari non è certamente considerata la seconda forza del campionato, e poi perché è frutto di un crescendo maturato soprattutto fra la fine del 2020 e le prime settimane dell’anno appena iniziato. Il Banco deve questi risultati alle prestazioni di alcuni singoli: Marco Spissu, secondo miglior assist man del campionato con 6.6 di media; Eimantas Bendzius, terzo miglior tiratore da tre con 53.5 di media; e Miro Bilan, miglior tiratore da due con 66.5 di media, ma soprattutto il miglior giocatore per valutazione della Lega con 24.4.

La squadra viene prima dei singoli – Ma se c’è una caratteristica di questa Dinamo è sicuramente il rendimento di squadra, anch’esso in crescendo. Sassari chiude spesso le partite vinte con quattro-cinque giocatori in doppia cifra, segno di come il gioco di coach Pozzecco in attacco miri a coinvolgere più uomini possibili. Inoltre, fra i migliori in campo in maglia Dinamo c’è spesso Jason Burnell, uno che non figura ai primi posti in nessuna delle principali classifiche sulle statistiche individuali ma che è fondamentale per l’assetto della squadra. E da Burnell, vero collante del Banco, passa la crescita delle ultime partite che si riassume in due parole: tenuta difensiva. Sassari ha stretto le maglie, soprattutto grazie all’apporto dalla panchina di giocatori come Kruslin, Katic e nell’ultime partite, Treier. È una squadra più “presente” sui due fronti del parquet, tutti danno una mano e chi prima sembrava meno coinvolto ora è quasi sempre in grado di dare un contributo importante.

Via Tillman, dentro Happ – È singolare che questo cambio di passo coincida con l’uscita dal roster di Justin Tillman. Arrivata come uno dei pezzi pregiati del mercato sassarese, l’ala grande statunitense non è riuscita a integrarsi per vari problemi: fisici, tecnici e, purtroppo per lui, anche personali. La lunga gestazione della sua uscita dal roster ha rabbuiato un po’ l’ambiente in casa Dinamo, nonostante la fiducia incondizionata di coach Pozzecco che pubblicamente l’ha sempre difeso. Al suo posto arriva Ethan Happ, un lungo che, piuttosto che giocare al fianco di Bilan, potrebbe esserne un sostituto ma che rappresenta un innesto di sicura qualità per il Banco, a patto che recuperi dall’infortunio al gomito. Il Poz l’ha portato a Trieste col resto della squadra nonostante non fosse a disposizione per favorirne l’ambientamento nel gruppo: se c’è una dote del coach è quella del motivatore, e chissà che anche questa mossa non si riveli vincente. L’auspicio è averlo a disposizione per qualche minuto contro la Fortitudo, la grande speranza vederlo da protagonista sul parquet del Mediolanum Forum durante le Final Eight di Coppa Italia. In una squadra che ora sta girando quasi alla perfezione, Happ potrebbe essere la classica “ciliegina sulla torta” in questa stagione.

Lello Stelletti 

 

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